Serie A, De Zerbi: accusa di aver accettato richieste mafiose a Foggia

Secondo il gip l'attuale allenatore del Sassuolo avrebbe accettato l'acquisto di due giocatori imposti da clan mafiosi. La risposta: "Mai accettato imposizioni da nessuno".

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Un'accusa infamante, di quelle che macchiano e sono difficili da cancellare. Nel provvedimento del Gip del Tribunale di Bari, Francesco Agnino accusa Roberto De Zerbi che fra il 2014 e il 2016 ha allenato il Foggia in Lega Pro (e che ora guida il Sassuolo in Serie A) di non aver denunciato, bensì accettato, le richieste di un'associazione mafiosa di cui sono stati arrestati ben 30 affiliati.

Stando a quanto emerge dalle indagini i clan foggiani avrebbero preteso e ottenuto l'ingaggio di due calciatori che per qualità tecniche non erano stati originariamente inclusi nel progetto tecnico del Foggia di De Zerbi. I giocatori in questione sarebbero Antonio Bruno (figlio del defunto boss Rodolfo) e Luca Pompilio (cognato di Ciro Spinelli, detenuto per tentato omicidio, arrivato fino alla nazionale U20 guidata da Di Biagio), passato di lì in poco tempo in prestito al Melfi club con il quale è tuttora tesserato.

De Zerbi, attualmente uno degli allenatori più promettenti della Serie A, è quindi accusato dal gip di aver avuto un comportamento pavido e di non aver avuto la lealtà e la correttezza sportiva che ci si aspetterebbe da chi ricopre la sua posizione.

De Zerbi, allenatore del Sassuolo, rivelazione della Serie AGetty Images
De Zerbi, allenatore del Sassuolo, rivelazione della Serie A

Serie A, De Zerbi accusato di aver accettato richieste mafiose

Secondo il gip il pregiudicato Francesco Pesante, tra i destinatari della misura cautelare, avrebbe telefonato direttamente al figlio del patron della società calcistica Antonio Sannella minacciando un'aggressione fisica nel caso in cui non fosse stato accontentato con gli acquisti dei giocatori in questione.

De Zerbi sulla panchina del SassuoloGetty Images
De Zerbi sulla panchina del Sassuolo

Da un'altra intercettazione si evince invece che l'allora direttore sportivo Di Bari avrebbe convinto De Zerbi sull'acquisto dei giocatori in questione, pur sottolineando il fatto che Pompilio fisicamente non fosse pronto (e infatti venne immediatamente girato in prestito al Melfi).

Con il Sassuolo, rivelazione del campionato di Serie A, in piena corsa per un posto in Europa League sono accuse pesanti quelle che riguardano De Zerbi. È però arrivata la risposta del tecnico con una nota del suo avvocato Eduardo Chiacchio.

Contesto tutte le accuse derivanti dalle indagini: non ho mai accettato imposizioni da nessuno, uno dei due giocatori in questione non l'ho neanche mai allenato. Non voglio che il mio nome venga usato per dar maggiore visibilità a certe notizie.

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