NBA quarter season awards: Giannis guida, ma c'è qualche sorpresa

Antetokounmpo domina l'NBA e i Bucks volano, Doncic e Harrell scalzano i più accreditati e i Celtics fanno fatica al cospetto dei Raptors.

Giannis e dei Bucks all'attacco Getty Images

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L’NBA gira al primo quarto di stagione e una squadra annovera già nelle sue fila tre cinquantellisti, che non sono ovviamente gli unici in un avvio che sta già regalando trade, rinascite, delusioni e anche qualche sorpresa. Noi abbiamo messo in fila cinque awards che daremmo se la stagione dovesse finire oggi.

MVP: Giannis Antetokounmpo (Milwaukee Bucks)

Quando è arrivato Shaq si pensava che nessuno sarebbe mai potuto essere come lui, lo stesso si può dire di all'approdo di LeBron, ma ora che Giannis al ferro è una specie di mix diabolico tra i due, diventa difficile anche semplicemente descriverlo. È nei primi cinque in tutte le categorie statistiche avanzate della lega, sta compilando i migliori numeri in carriera, se facciamo eccezione per il tiro da tre punti e sta guidando semplicemente il miglior attacco, di una delle migliori squadre NBA sino a ora con ben 12 punti in più su cento possessi rispetto a quando è seduto in panchina. Se i Bucks dovessero tenere questo ruolino di marcia sino in fondo, battagliando con i Raptors per la testa dell’Est, difficilmente il premio di MVP potrà andare lontano da delle enormi mani greche.

Honorable mentions: Joel Embiid, Kemba Walker.

Kawhi Leonard domina l'EstGetty Images

Miglior squadra: Toronto Raptors

I canadesi sono freschi di una vittoria che ha già il sapore di NBA Finals contro i Golden State Warriors, con Durant che è scollinato oltre i 50 punti e ha regalato anche la sua maglia a Drake dopo la partita mettendo da parte tutte le schermaglie precedenti. In campo la squadra di Nurse ha vinto e lo sta facendo con incredibile regolarità dall’inizio della stagione. Leonard si sta ergendo a leader come Popovich non pensa possa essere, mentre i comprimari stanno salendo di colpi tra cui un Pascal Siakam in ascesa assieme a un roster che ha portato a casa un All-Star senza smantellare un core giovane e futuribile. Il post Casey non poteva essere migliore e aspettarsi che Nurse fosse già così pronto a guidare una squadra in fuga nelle prime venti partite era perlomeno difficile. I Raptors sono sempre stata squadra da regular season, magari non così lepre, ma il vero test (ancora una volta) per loro saranno i playoffs dove, con un Leonard in più e un James in meno, ci si aspetta uno step up.

Honorable mention: Memphis Grizzlies, Los Angeles Clippers

Rookie: Luka Doncic, Dallas Mavericks

Faceva sorridere in estate per noi europei che lo abbiamo visto per qualche anno dominare l’Eurolega e fa sorridere ancora di più ora ripensare ai tweet di alcuni giovani virgulti che apostrofavano Luka come “non questo granchè” e che dovesse dimostrare tutto a livello NBA. Nella notte, nonostante la brutta prestazione, ha stoppato al ferro due volte il re LeBron James, ma è solo la punta dell’iceberg di una stagione che recita 19 punti, 6 rimbalzi e 4 assists a partita in un novero formato da Michael Jordan, Kareem Abdul-Jabbar, Oscar Robertson, Larry Bird, Elgin Baylor, Grant Hill e Sidney Wicks nella stagione da matricola. Solo Kyrie Irving e Larry Bird hanno realizzato con il 45% dal campo, il 29% da 3 e il 79% ai liberi come lui sta facendo e il tutto guidando da leader dei Mavs alla ricerca d’identità. Le sue prestazioni sono state incredibili, ha messo in fila con giocate clamorose tutti i migliori della pista e nella follia NBA dei media gli è anche stata dedicata la canzone “Halleluka” sulle note di Jeff Buckley. Come per Jerome "sexy" James le onorificenze in NBA non vengono date a caso e la canzone per un rookie testimonia il suo valore più della sua apparente banalità.

Honorable mention: Jaren Jackson jr, Shai Gilgeous Alexander

Harrell rivelazione dell'annoGetty images

Sesto uomo: Montrezl Harrell (Los Angeles Clippers)

Abbiamo parlato qualche giorno fa dell’incredibile stagione che stanno mettendo in campo i Clippers, guidati da Danilo Gallinari. Ma se vogliamo trovare il breakout player della stagione non si può andare oltre Montrezl Harrell, che sta dando una vita diversa ai match dei suoi entrando dalla panchina assieme a Lou Williams. La sua presenza cambia il tono di difesa, intensità e anche attacco visto che è quinto nella lega per effective field goal percentage. Oltre a questo è dietro solo a Tyson Chandler e Rudy Gobert come free throw rate e la sua capacità di mettere in campo giocate dall’alto tasso d’intensità garantisce extra possessi e adrenalina ai suoi. Ormai è anche un credibile realizzatore dal post basso, avendo inserito nel repertorio un semi gancio degno di rispettabilità. Nel giusto sistema come questo tutti i suoi pregi vengono esaltati.

Honorable mention: Domantas Sabonis, Derrick Rose

Irving e le difficoltà dei CelticsGetty Images

Delusione: Boston Celtics

I pronostici andavano tutti nella loro direzione, sembravano già destinati alla finale NBA del primo post LeBron, ma non sempre un calcolo che porta in finale di conference il gruppo senza stelle, poi significa un upgrade quando le suddette ritornano. Con Hayward e Irving in campo si pensava a una specie di passeggiata di salute per Stevens e i suoi, invece la crisi di rigetto è stata ben più grave del previsto e il sesto peggior attacco della lega ne è lo specchio. In queste situazioni, rotazioni e alchimie sono tutte da reinventare perché ci sono praticamente cinque giocatori in grado di produrre 20 punti a partita, sebbene serva lasciare sul tavolo una parte del tutto per fare una torta vincente. In difesa, invece, sono state sofferte tutte le guardie realizzatrici come Walker, Murray ecc. obbligando Stevens a giocarsi quintetti difensivi con Baynes, Smart e Morris. Tutto questo non taglia fuori i Celtics da nessun discorso, ma il sesto record a Est è indubbiamente una delusione.

Honorable mention: Utah Jazz, Houston Rockets

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