MotoGP, Test di Jerez: il bilancio finale dei sei costruttori

La MotoGP chiude i battenti dopo l'ultimo test ufficiale a Jerez. Il resoconto finale dei sei costruttori Ducati, Honda, Yamaha, Aprilia, KTM e Suzuki. Si ritorna in pista a febbraio.

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Cala definitivamente il sipario sulla MotoGP 2018 dopo i primi sguardi sulla prossima stagione. Dopo i due giorni di test a Jerez de la Frontera vige l'obbligo di fermarsi per i piloti ufficiali che potranno ritornare in pista solo agli inizi di febbraio a Sepang. I sei costruttori si avviano alla pausa invernale con le idee più chiare su quale strada intraprendere per lo sviluppo dei loro prototipi e saranno lunghe settimane di lavoro in fabbrica, alla ricerca del pacchetto migliore che consenta di limare decimi di secondo sul giro.

Dopo la due giorni di Valencia piloti e collaudatori della MotoGP hanno potuto raccogliere feedback sul tracciato andaluso, uno dei più tecnici nel calendario del Motomondiale, per dare quante più informazioni a tecnici e meccanici. Il minimo comune denominatore è rappresentato dal motore. Tutti sono alla ricerca di maggior potenza, ma i tempi stringono, perché molte componenti saranno avviate alla produzione e non saranno pronte prima di tre o quattro mesi. Ma la velocità non è tutto e va ricercata in maniera direttamente proporzionale alla stabilità, all'aderenza e al consumo gomme. Qui Michelin ha portato una nuova mescola soft al posteriore, in grado di garantire una maggior durata pur mantenendo gli stessi livelli di grip, e una nuova gomma anteriore medium-hard con l'obiettivo di offrire una gamma più ampia per il prossimo anno.

La seconda giornata di test a Jerez, sebbene i tempi siano poco indicativi, vede al comando la Honda satellite di Takaaki Nakagami che ha fermato le lancette a 1'37"945, precedendo la RC213V ufficiale di Marc Marquez di soli 25 millesimi. Terzo Maverick Vinales, miglior pilota Yamaha in queste prime prove ufficiali, che va in vacanza con un gap di appena 121 millesimi. Fuori dal podio immaginario Jorge Lorenzo, autore di una rapida ascesa prestazionale in sella alla nuova moto, grazie anche ad opportune modifiche fornitegli da HRC. Alle sue spalle Danilo Petrucci, che pare abbia subito instaurato un valido feeling con il team Ducati ufficiale. Non smette di stupire Franco Morbidelli, che sembra nato per guidare una Yamaha M1: sesto crono per l'allievo della VR46 Academy con un ritardo di 173 millesimi dal best lap. A seguire le tre Ducati di jack Miller, Andrea Dovizioso e Francesco Bagnaia, con Alex Rins a chiudere la top-10. Solo 11° Valentino Rossi che lamenta i soliti problemi riscontrati nel corso dell'anno.

Francesco Bagnaia pilota MotoGPGetty Images

MotoGP, una Ducati in stile Formula 1

La Casa di Borgo Panigale è sembrata la più attiva in termini di innovazioni e aggiornamenti. Costretta a fare a meno di Michele Pirro, che ha anticipato i tempi dell'intervento alla spalla destra, ha chiamato il "veterano" Alvaro Bautista, reduce nei giorni precedenti dal test di Superbike. Diverse le soluzioni visibili a occhio nudo sperimentate da Ducati, a cominciare da un asse sul forcellone della moto di Jack Miller, per trovare maggior stabilità, fino ad una doppia ala sul codone e all'utilizzo di luci montate sulla parte posteriore della Desmosedici di Bautista, che hanno fatto nascere dei paragoni con la Formula 1. In realtà è stato poi rivelato che quelle luci erano dei sensori che rilevano le variazioni dell’altezza da terra, ideate per trovare l’assetto ideale. Andrea Dovizioso ha continuato il lavoro di comparazione intrapreso a Valencia una settimana fa, saggiando alcune novità in termini di telaio che possano consentire di incanalarsi sulla retta via per migliorare la percorrenza a centro curva. Ducati non può che procedere a piccoli passi realizzati per tentativi, in quanto contando su una delle migliori basi presenti in MotoGP non sarà semplice compiere un ulteriore step in breve tempo.

Il forlivese ha riportato una caduta con conseguente infortunio alla mano nella prima giornata di prove, ma nulla che potesse impedirgli di completare il lavoro anche nella seconda giornata. Una delle note più positive nel box della Rossa porta il nome di Francesco Bagnaia, in grado di progredire il suo feeling con la cilindrata 1000cc di giro in giro. Migliorata la frenata, resta un margine di miglioramento in fase di staccata. Bene anche Danilo Petrucci all'esordio con la squadra ufficiale, in attesa di poter misurare il suo vero potenziale in gara, quando si ritroverà a fare i conti con la gomma posteriore che nella stagione 2018 gli ha causato non pochi grattacapi. Con il suo arrivo al posto di Jorge Lorenzo a guadagnarci è soprattutto l'atmosfera ai box.

Con Dovizioso siamo grandi amici, ci siamo detti di non essere nemici e di lavorare insieme - ha ammesso Petrux -. Lo stimo tanto perché è bello vedere i suoi dati, mi piacerebbe fare meglio ma so che è molto difficile.

Yamaha dal doppio volto: Vinales e Rossi come il sole e la luna

Valentino Rossi e Maverick Vinales hanno lavorato quasi esclusivamente sulle due specifiche di motore già provate a Valencia. Entrambi sono propensi a scegliere la declinazione con maggior freno motore rispetto al motore che potrebbe garantire più accelerazione, ma secondo il Dottore la Yamaha è ancora bel lontana dal trovare la soluzione ai problemi. Entrambe le specifiche non risolvono il problema dello spinning con gomme usate, anche se il pilota di Roses sembra molto ottimista dopo il terzo crono di giornata.

Ho dimostrato che la moto sia competitiva per vincere il titolo" - ha dichiarato Vinales -. Abbiamo dimostrato di essere molto competitivi.  Sia a Valencia che qui ho fatto un buon lavoro e sono stato costante. Penso di aver chiarito che con quel motore siamo competitivi quanto i migliori.

Valentino Rossi è ben distante da questa posizione e spera in una terza specifica di motore a Sepang, sebbene sia all'oscuro delle prossime strategie Yamaha. Al momento l'unico cambiamento sicuro è l'addio di Luca Cadalora che dal 2019 non sarà più il suo personal coach per motivi personali. Riguardo all'ottimismo di Maverick preferisce dare tempo a tempo. 

Sono contento che sia ottimista, ma prima di esserlo bisognerebbe aspettare i risultati... Spero che Yamaha continui a lavorare perché i nostri avversari sono ancora più veloci... Per me è chiaro, abbiamo ancora molto lavoro da fare. Siamo migliorati, ma non abbastanza. Nella fase di accelerazione, manca il grip, scivoliamo troppo e siamo troppo lenti. Servono sforzi maggiori.

Honda, Marquez-Lorenzo sulla stessa lunghezza d'onda

Le principali novità della RC213V concernono motore e telaio. Honda è alla ricerca di maggior velocità sul rettilineo senza perdere in altre aree. Nei due giorni di test a Jerez Marc Marquez ha lavorato soprattutto sul V4 e alcune modifiche di elettronica, che serviranno a regolare meglio il nuovo quattro cilindri e a garantire un avantreno più stabile. Mercoledì marc Marquez ha lavorato su un nuovo pacchetto aerodinamico, giovedì è stata la volta di Jorge Lorenzo. A balzare subito all'occhio nel test di Jerez sono state alcune modifiche sul serbatoio della moto del maiorchino; Honda sembra aver tratto ispirazione dal lavoro compiuto in Ducati per offrire a Lorenzo un componente personalizzato per la struttura fisica del neo arrivato, con il passaggio del condotto dell’aria in posizione centrale. I risultati non si sono fatti attendere e Jorge ha chiuso la giornata di prove ufficiali al 4° posto. Buona inoltre la sintonia tra i due piloti ufficiali, che concordano sui miglioramenti da apportare alla RC213V 2019.

L'ho incontrato in hotel e abbiamo parlato due minuti, dice che a poco a poco sta prendendo il ritmo, il che è normale con una nuova moto - ha detto Marquez -. Ma più o meno siamo d'accordo su cosa deve migliorare la moto.

Suzuki, il motore è il vero punto di forza

Alex Rins e il collaudatore Sylvain Guintoli hanno lavorato su diverse specifiche di motore, a primo impatto tutte altrettanto validem ma anche su telaio ed elettronica. Le sensazioni si sono rivelate subito ottimali e lascerà agli ingegneri la scelte finali di configurazione, in attesa di ulteriori aggiornamenti previsti in Malesia. Anche il rookie Joan Mir ha cominciato a provare qualche novità ed effettuare alcune comparazioni e, anche se non si è riusciti a dare un ok definitivo alla versione finale, sono stati in grado di elargire dei feedback che permetteranno ai tecnici di Hamatsu di proseguire il lavoro durante la pausa invernale.

Con il nuovo telaio, ho avuto la sensazione che sia più facile girare nelle curve lente, in quelle veloci è un po' più difficile - ha spiegato Rins -. Certo, dobbiamo confrontarci di più e lavorare ancora di più. Tutte le soluzioni sono valide, saranno i tecnici a decidere.

KTM, Zarco: "Abbiamo bisogno di tempo"

Tanta carne sul fuoco nel box austriaco, Johann Zarco sembra più fiducioso rispetto al primo test di Valencia. Nella seconda giornata si sono registrati dei problemi tecnici che hanno sottratto del tempo utile per proseguire lavoro sulla moto del francese, che però è riuscito ad impostare un migliore set-up che gli permetterà di arrivare quanto a prima a una buona base. Molte le novità che saranno disponibili anche nei prossimi test MotoGP a Sepang e finalmente Johann può contare su un team di lavoro completo, tipico da pilota ufficiale e non più da satellite.

Ci stiamo ancora lavorando - ha detto Zarco -. Al momento non si tratta di essere il più veloce. Ma questa base sta migliorando sempre di più: posso sentirla quando vado in pista e guido i tempi e li ripeto. Allo stesso tempo, sono rilassato, il che significa che le cose stanno andando nella giusta direzione... Abbiamo bisogno di tempo, ma il pacchetto complessivo è in costante miglioramento.

Aprilia segue le indicazioni di Andrea Iannone

Aleix Espargarò ha saltato la prima giornata di test per un problema di gastrite, giovedì è riuscito a compiere solo pochi giri prima di alzare bandiera bianca. Aprilia il programma di test è proseguito con Andrea Iannone, Bradley Smith e il collaudatore Matteo Baiocco. Il pilota di Vasto ha continuato il suo processo di apprendistato in sella alla RS-GP, della quale ha sperimentato le diverse configurazioni a disposizione nonostante le fastidiose conseguenze della scivolata di mercoledì. Bradley ha focalizzato l'attenzione sulle comparative fra due diversi tipi di motore, per cercare soprattutto guidabilità ed una migliore erogazione. Andrea Iannone, che ha riportato una caduta nel day-1, ha dato diverse indicazioni in termini di elettronica e su altri aspetti, in attesa che i tecnici possano fornirgli una moto più a sua misura. 

Questa moto non ha tantissimi problemi, curva molto bene ed è molto agile. Dobbiamo migliorare l'accelerazione e controllare meglio l'impennata, ma sono cose che non mi preoccupano.

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