Formula 1, saluto da re per Alonso: passerella con Hamilton e Vettel

La scelta del pilota spagnolo, 37 anni, era nota da tempo: al termine del GP di Abu Dhabi, chiuso in 11esima posizione, l'omaggio dei due grandi campioni e rivali.

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2 Mondiali di Formula 1 vinti, quelli del 2005 e del 2006 alla guida della Renault, 314 GP disputati con 32 vittorie e 97 podi, la sensazione nel pubblico - numeri a parte - di aver visto uno dei migliori piloti dell'era moderna che forse avrebbe potuto raccogliere molto di più. Fernando Alonso ha detto basta, a 37 anni lo spagnolo ha abbandonato il circus dopo 15 anni comunque indimenticabili.

Una decisione che era attesa da tempo, da quando a agosto lo stesso Alonso annunciò con un video su Instagram l'addio alla Formula 1 - attenzione, non alle corse in generale - in coincidenza con l'ultimo Gran Premio della stagione 2018, quello corso oggi, domenica 25 novembre sul circuito di Yas Marina a Abu Dhabi e chiuso con un 11esimo posto, lo stesso con cui lo spagnolo ha concluso la sua ultima stagione nella classifica piloti.

Cosa succederà adesso, nel futuro di Fernando Alonso, è tutto da scoprire. Per adesso lo spagnolo si gode il momento, il presente, l'omaggio dei tanti che hanno condiviso con lui una carriera straordinaria che lo ha visto guidare le più prestigiose monoposto esistenti. Tra questi Lewis Hamilton, fresco campione del mondo per la quinta volta in carriera, e Sebastian Vettel, che lo ha sostituito in Ferrari dopo quattro anni che hanno lasciato più di un rimpianto.

Formula 1, l'ultimo GP di Fernando AlonsoGetty Images

Formula 1, l'omaggio di Hamilton e Vettel a Fernando Alonso

Con entrambi gli incroci, naturalmente, non sono mancati: Hamilton fece il suo esordio in Formula 1 nel 2007, con la McLaren in cui era appena approdato dopo una lunga trattativa proprio Alonso, e tra i due gli attriti furono innumerevoli e finirono per penalizzare entrambi, portando loro un secondo posto finale in classifica piloti in coabitazione a un punto di distanza dal campione Raikkonen.

Era l'anno in cui lasciavano il circus Michael Schumacher e Jacques Villeneuve, la Formula 1 cercava un nuovo eroe e Fernando Alonso sembrava pronto per questo ruolo. La storia racconta che così non è stato, che dopo una sola stagione con Hamilton lo spagnolo tornò in Renault, poi tentò la rivincita in Ferrari, ma sempre senza successo, lasciando anzi la gloria proprio all'ex-compagno e al tedesco Sebastian Vettel, che al massimo gli ha concesso il secondo posto finale nel 2010, 2012 e 2013.

Alla McLaren Alonso è tornato nel 2015, per concludere una carriera che il meglio lo aveva già dato, che ha lasciato in tanti la sensazione di promessa incompiuta ma che comunque lo ha visto tra i protagonisti, tra i migliori, una grandezza riconosciuta alla conclusione dell'ultimo Gran Premio, come dicevamo, anche da Sebastian Vettel e Lewis Hamilton, che lo hanno atteso per correre insieme a lui il giro d'onore, l'ultimo saluto al pubblico e alla Formula 1 concluso con una serie di burnout.

Con l'addio di Alonso in Formula 1 si chiude un'epoca: lo spagnolo - primo nella storia del suo Paese a vincere il Mondiale piloti - cercherà adesso nuovi stimoli, inseguirà nuovi traguardi. Magari quella 500 miglia di Indianapolis che, dopo i trionfi in F1 e il successo arrivato quest'anno nella 24 Ore di Le Mans gli permetterebbe di conquistare la Triple Crown, centrata in passato soltanto da Graham Hill, ed essere riconosciuto come uno dei più grandi di sempre nella storia dell'automobilismo. Un riconoscimento che, come abbiamo visto a Abu Dhabi, i suoi più grandi rivali gli hanno già concesso.

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Gracias. 💙❤️💛 #f1

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