Ibrahimovic: "Venivo dal Pianeta Zlatan, alla Juve ho imparato tutto"

Lo svedese si confessa in un'intervista alla Bbc: "Capello mi ha insegnato a fare sempre gol. Credevo di essere indistruttibile ma dall'infortunio ho capito tante cose".

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Zlatan Ibrahimovic ha 37 anni e da qualche mese gioca negli Stati Uniti, nei Los Angeles Galaxy. Gioca e segna, naturalmente, come ha sempre fatto, perché in 27 partite ha già realizzato 23 reti.

Gioca, segna e delizia il pubblico, perché anche gli americani hanno il diritto di conoscere e apprezzare Zlatan. Questa è la sua filosofia, come ha raccontato in un'intervista alla Bbc:

Ci sono voluti 10 minuti per presentarmi nel modo giusto alla mia prima partita al Galaxy e loro hanno capito che cosa ero venuto a dargli, qualcosa che prima non avevano.

Una doppietta all'esordio, in 12 minuti in campo, tanto per chiarire le cose. In realtà, come stavano le cose lui lo aveva già spiegato qualche giorno prima. Appena sbarcato in California, infatti, si era premurato di acquistare una pagina del LA Times e l'aveva riempita con una sola frase: "Dear Los Angeles. You're welcome". Pieno Zlatan-style, insomma.

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Ibrahimovic: dal Pianeta Zlatan a Capello

Ibrahimovic non nasconde di venire dal ghetto, lui lo chiama il Pianeta Zlatan, e di avere fatto strada grazie alle sue capacità tecniche e al talento innato. Ringrazia i suoi piedi - "è l'unica parte del mio corpo di cui mia moglie mi lascia tenere appesa una foto in casa" - ma soprattutto ringrazia Capello:

Fino a 23 anni ero il più bravo, ma in modo naturale. Quando arrivai alla Juventus mi fecero capire che dovevo svoltare: a loro servivo solo se segnavo a raffica. Alla fine degli allenamenti, tutti i santi giorni Capello mi faceva fermare e schierava una fila di ragazzi delle giovanili che facevano un cross dietro l'altro, solo per me e io dovevo segnare. A fine giornata ero uno straccio. Ma quanto mi è servito!

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Ibrahimovic alla Juventus con Trezeguet

Juventus e Serie A scuola di vita, insomma: Ibra infatti ricorda la fatica per superare difensori come Maldini o Nesta e poi ti trovavi davanti un portiere come Dida. Ma lui, che in allenamento doveva segnare a Buffon, dopo aver superato Cannavaro e Thuram, non aveva paura di niente e alla fine, sono parole sue, è diventato una macchina da gol.

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In Serie A Ibrahimovic ha giocato anche con le maglie di Inter e Milan

La Premier League

La Premier League a 35 anni fu una sfida. A se stesso e a tutti quelli che lo sconsigliavano. Sei troppo vecchio gli dicevano, lì ti sbranano se non segni subito. Ma avete mai visto Ibrahimovic rifiutare una sfida? Alla fine, 29 gol e 10 assist dopo - in soli 53 match - quella sfida è vinta e Zlatan può permettersi di dire:

Non ero io a esser vecchio per la Premier League: io ho fatto sembrare vecchia la Premier League. Che può essere felice che io non sia arrivato 10 anni prima perché la storia sarebbe stata diversa.

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Ibra con la maglia del Manchester United

Che anni al Manchester United

Quando pensava all'Inghilterra, pensava al Manchester United: era quella la maglia che avrebbe sempre voluto indossare. Anni, quelli con i Red Devils, di cui Ibra serba bellissimi ricordi. Per la prima volta era il più vecchio, lui dice il più maturo, del gruppo ed era una sensazione nuova, positiva:

Mi sono divertito molto con Rooney, Carrick e tutti quei ragazzi che avevano fame di calcio e volevano spaccare il mondo col calcio. Pogba? Una persona fantastica e un gran giocatore: ha solo bisogno di essere guidato. Insieme a tutti loro mi sembrava di esser Benjamin Button: ringiovanivo ogni giorno di più.

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L'infortunio

Ancora un po' e sarebbe tornato, chissà, all'adolescenza, ma purtroppo arrivò invece il brutto infortunio al crociato. Era il 20 aprile 2017, l'inizio di un tunnel lungo quasi un anno: un calvario per lui che, in quasi 20 anni di carriera, non era mai stato ai box più di qualche settimana. Fu un' esperienza nuova, diversa, che lui comunque affrontò - poteva essere diversamente? - alla Ibra:

Non ho capito subito a che cosa stavo andando incontro. Io ero come Superman, indistruttibile. Nessuno poteva rompermi, solo Zlatan poteva rompere Zlatan. Così mi sono detto che non era quello il modo in cui volevo smettere di giocare a calcio: volevo tornare e giocare come facevo prima. 

Il resto è storia: Ibra è tornato a giocare - e anche a segnare - con lo United, ma siccome, come dice lui, non voleva rimanere per beneficenza, ha parlato con Mourinho:

Non voglio deludere te e i miei compagni di squadra. C'era uno Zlatan prima dell'infortunio e ce n'è un altro dopo l'infortunio. Siccome non posso darti lo Zlatan a cui sei abituato, non ti darò nemmeno questo, perché non sono pronto.

Qui Pianeta Zlatan, a voi Terra.

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Ibrahimovic festeggia in occasione del gol al Bristol, l'ultimo segnato con la maglia del Manchester United

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