Football Manager 2019, intervista esclusiva a Alberto "Panoz" Scotta

Abbiamo raggiunto il capo ricerca per l'Italia della più famosa simulazione manageriale calcistica sul mercato per scoprire come nasce il database di un gioco che per molti è da tempo una vera e propria religione.

0 commenti

di - | aggiornato

Share

DisneyPlus in offerta a tempo limitato per 1 anno a 59,99 euro. Offerta valida sino al 23 marzo 2020.

Per centinaia di migliaia di giocatori in tutto il mondo - l'edizione della scorsa stagione è stata la sesta consecutiva a superare il milione di copie vendute! - Football Manager è ormai una vera e propria religione, un mondo a parte che permette a qualsiasi appassionato di calcio di realizzare quello che forse è il suo desiderio più grande: sedere sulla panchina di un vero club di calcio, allestire una squadra sempre più forte attraverso il calciomercato e poi scalare le classifiche fino a scrivere la storia.

Che preferiscano partire da uno dei top club europei o da una qualsiasi tra le migliaia di squadre a disposizione presenti in un database sterminato, gli utenti hanno la possibilità concreta di dimostrare quanto ne sanno di calcio cimentandosi con una simulazione ogni anno più dettagliata, affrontando le numerose difficoltà con cui si trovano ad avere a che fare anche i veri manager: la sfida è puntare sempre più in alto, ovviamente, ma anche operare con bravura sul mercato in entrata e uscita, gestire lo spogliatoio, studiare la tattica migliore per i giocatori che si hanno a disposizione o viceversa cercare i migliori interpreti per la propria visione calcistica.

Una sfida che si è rinnovata anche quest'anno con l'uscita di Football Manager 2019, rilasciato dalla Sports Interactive il 2 novembre 2018 e già andato a ruba tra gli appassionati di quella che negli anni è stata definita una vera e propria malattia - come raccontato nell'imperdibile libro "Football Manager Stole My Life: 20 Years of Beautiful Obsession" - e che ha uno dei suoi punti di forza nello sterminato e accuratissimo database presente, capace negli anni di prevedere con largo anticipo l'esplosione dei grandi campioni che oggi conoscono tutti e per questo studiato anche da alcuni tra i più noti esperti del settore. Ma come nasce tutto questo?

Miles Jacobson, creatore di Football Manager 2019Getty Images
Miles Jacobson, secondo da sinistra, è il direttore di Sports Interactive, il team che ha creato e sviluppato Football Manager.

Football Manager 2019, intervista a Alberto "Panoz" Scotta

Abbiamo raggiunto Alberto Scotta, più noto nella community del gioco con il nome di Panoz, anche per Football Manager 2019 - come accade da ben 23 anni! - capo della ricerca e responsabile per quel che riguarda il database italiano. Vera e propria istituzione e punto di riferimento per i videogiocatori di tutta Italia, sul suo sito aiuta gli utenti a personalizzare il gioco attraverso numerose guide che permettono di installare le famose "faccine" - i volti dei giocatori - così come i loghi e i kit completi di praticamente ogni squadra presente nel gioco.

Ho 46 anni e sono nel mondo di Football Manager - prima Championship Manager - da ormai 22-23 anni. I manageriali mi hanno sempre appassionato, e quando uscì la prima versione italiana di Championship Manager '93/'94 comprammo il floppy disk in società con altri due amici del Politecnico: era rivoluzionario, perché se nei precedenti giochi di questo tipo c'era una lista di trasferimenti da cui dovevi necessariamente pescare qui avevi la possibilità di trattare direttamente i giocatori reali che volevi davvero, magari i tuoi idoli.

Nel 1995/1996 (come tutti i veri appassionati Alberto conta gli anni a stagioni calcistiche) mentre si trova a fare la tesi il futuro Panoz scrive una mail ai creatori del gioco proponendosi come tester per la nuova versione del gioco. È in quel momento che conosce gli sviluppatori, che gli chiedono se sia interessato a dare una mano per creare un database sempre più accurato.

Passai tutta la notte a rovistare negli almanacchi e negli album di figurine di mio papà, perché mi chiesero ogni informazione possibile sul Piacenza (allora allenato da Gigi Cagni, noto per la rosa completamente italiana e con stelle del calibro di Eusebio Di Francesco, Nicola Caccia e Massimo Taibi, NdR) e Internet era agli albori e non c'erano così tante informazioni online. Mi chiesero di dare valori realistici ai giocatori in skill come dribbling, velocità, tiro e rimesse laterali, queste ultime le improvvisai un po'!

Cleto Polonia contende il pallone a Francesco TottiGetty Images
Cleto Polonia, qui in marcatura su un giovanissimo Francesco Totti, fu uno dei primi giocatori con cui Panoz ebbe a che fare.

Adesso, e ci arriveremo, i dati vengono setacciati con grande cura. Ma allora come funzionava? Era tutta responsabilità tua?

Quella volta, in una sera e in una notte, feci tutto io naturalmente. Subito dopo però cominciai a costruirmi una prima rete di collaboratori grazie al mio sito, che ai tempi era su GeoCities: da lì cominciai a fornire degli Excel - il database era in Access e tutt'oggi è così! - mandandoli al mio team, che a quei tempi erano una decina per coprire tutta la Serie A e la Serie B. Il primo anno dovevamo fornire dati su circa un migliaio di giocatori, adesso siamo oltre i 100mila!

Ma oggi come funziona?

Dopo questi primi, se vogliamo pionieristici, anni, gli sviluppatori hanno creato per noi degli strumenti simili all'editor presente nel gioco tramite cui io riesco a "estrarre" i nomi che servono e quindi a spedirli ai vari collaboratori che si occupano di determinate squadre (in Italia dalla Serie A alla Serie C) che si mettono lì e creano i dati che vengono poi spediti ai responsabili delle varie serie. Questi a loro volta gli ispezionano e controllano che ci sia equilibrio tra i dati e i valori e poi li rimandano a me che vado a riportarli nel gioco. Questo è il grosso del lavoro che facciamo, a cui vanno aggiunte diverse task parallele che si occupano di tutti quei dati importanti per il gioco, come ad esempio la possibilità di essere convocati nelle varie selezioni nazionali o la verifica per ogni giocatore su quale sia il club in cui è calcisticamente cresciuto. E poi ancora etnia, colore dei capelli, altezza e peso, presenze in Nazionale...

Il team di ricerca lavora da giugno, periodo in cui vengono raccolte le varie presenze dei giocatori, a settembre, quando viene completato il database. Un lavoro accurato e incredibilmente preciso e che segue tutte le regole vigenti nei vari campionati, a volte ignorate persino dalle stesse società di calcio, e fatto su una base spontanea che di fatto rappresenta meglio di qualunque altra cosa il vero spirito della community del gioco.

L'anno scorso sono finito su un articolo di Forbes, per me è stato il coronamento di un percorso e mi ha reso estremamente orgoglioso, ma il merito è di tutti i ragazzi del gruppo di ricerca. Questo è un gioco a cui ho dato tanto ma che allo stesso tempo mi ha dato tantissimo, per me è un'esperienza di vita ma anche una lezione di vita: avrei voluto fare il calciatore, come tanti di noi, e anche se non ci sono riuscito mi trovo comunque a lavorare nel mondo del calcio - sono creative strategist di una ditta che ha a che fare con UEFA e FIFA oltre che con altre grandi federazioni e broadcaster sportivi - e con Football Manager ho trovato un altro modo di stare in questa realtà. È successo anche al ricercatore portoghese, che ha iniziato un anno prima di me e poi si è ritrovato a fare lo scout per il Porto, scoprendo peraltro un certo Alex Sandro...

Panoz-

Football Manager è famoso per avere anticipato l'esplosione di numerose stelle del calcio mondiale, tuttavia non sono mancate sviste clamorose, talenti che nel gioco esplodevano ai massimi livelli e che nella realtà si sono rivelati dei fuochi di paglia. Come nascono certi errori di valutazione?

Ogni storia è a sé, e per quel che riguarda quelle avvenute fuori dall'Italia non so dire niente avendole conosciute da semplice utente. In Italia abbiamo avuto ad esempio anche un giocatore mai esistito, Mascio, centrocampista italo-brasiliano inserito a suo tempo nella Primavera della Cisco Roma: ai tempi, una decina di anni fa, non avevamo i controlli di adesso e il responsabile di quella squadra in ultima analisi cambiò i valori di potenziale di questo giocatore al massimo. Non me ne accorsi, perché controllavo la "current ability", e non avendo valore per me era uno come tanti: invece non è mai esistito, pur diventando un mito. 

Per quanto riguarda gli errori di valutazione sui talenti reali beh, quelli possono capitare anche ai migliori. Ogni anno ci troviamo a verificare attraverso controlli incrociati tutti i giocatori che hanno un potenziale alto, c'è un team apposito che studia i giovanissimi e ci appoggiamo anche a persone esterne che gravitano nel giro degli osservatori che ci aiutano a capire chi vale e quanto. Poi logicamente cerchiamo di trovare il giusto equilibrio, perché ognuno ha la sua opinione e il suo entusiasmo a cui va fatta comunque una tara, anche se ho la fortuna di avere un team di appassionati che però sono anche molto equilibrati.

Ovviamente, nel percorso di trasformazione che può portare un talento a diventare un campione acclamato possono incidere decine di fattori imprevedibili: la mentalità, gli infortuni, l'ambiente, quello che accade fuori dal campo. Alcune topiche famose di Football Manager riguardano il noto Freddy Adu, trovatosi forse troppo presto ad avere a che fare con un mondo così importante, e il colombiano Sherman Cardenas, che arrivò addirittura ad accusare gli scout del gioco di averlo portato ad esaltarsi eccessivamente perdendo il treno giusto.

Freddy Adu al DC UnitedGetty Images
Freddy Adu, da nuovo Pelé alla panchina nei Las Vegas Lights: un talento che abbagliò gli osservatori di tutto il mondo sfumato nel nulla.

Sei rimasto comunque un utente, un videogiocatore, un appassionato di Football Manager: come fai a giocare adesso a giocare pur conoscendo i valori dei giocatori?

Dipende molto da dove tu decidi di allenare in realtà. È chiaro che se prendi i grandi colossi come Real Madrid, Bayern Monaco e Juve, forse è troppo facile. Io da qualche anno prendo una squadra di prima divisione e di metà classifica, perché il lavoro purtroppo non mi lascia tanto tempo come prima per giocare e prediligo carriere brevi. Riesco comunque a divertirmi ancora, ad esempio due anni fa riuscii a portare Cristiano Ronaldo in Italia prima di Marotta e Paratici: lo presi da svincolato al Sassuolo, aveva tipo 39 anni! Una volta partivo da categorie più basse, ma ci vuole più tempo.

Panoz - soprannome che nasce dai paninari degli anni '80 di cui faceva e tutt'ora fa parte - non ha mai smesso di amare Football Manager, un gioco che sottolinea essere alla portata di tutti e per i più diversi tipi di utente, dal maniaco della tattica al mago del calciomercato.

È un gioco che ha raggiunto vette di realismo che secondo me sono molto alte. Aggiungere cose tanto per aggiungerle non so quanto serva, la base del gioco è quella, di base. È un manageriale, cosa possono aggiungere? Io trovo che gli sviluppatori cerchino sempre di andare dietro a quello che è il realismo nel calcio e quindi come si è evoluto il ruolo del giocatore. Nei primi Championship Manager c'era ad esempio il terzino destro ed era il terzino destro: adesso c'è il fluidificante, il difensore esterno, l'esterno invertito...

Miles Jacobson (direttore della Sports Interactive, nominato membro dell'Ordine dell'Impero Britannico nel 2011 per il suo contributo dato alla storia dei videogiochi NdR) mi spiegava che loro parlano molto con gli allenatori per cercare di capire come cambia tutto quanto a livello tattico negli anni. Ci hanno messo anni a raffinare sempre più l'interfaccia tattica, ma ad esempio in questa edizione a me piace tantissimo: un po' perché spiega bene tutte le procedure di gioco nei vari moduli, come si pressa, e poi l'utente può aggiungere i suoi comandi personali. Piccole ma importanti cose che fanno la differenza.

Come in ogni sua edizione, Football Manager 2019 non sarà mai un gioco per tutti, un gioco "commerciale" e smart. Prendere confidenza con la complessa interfaccia tattica può prendere molto tempo, così come analizzare le miriadi di voci presenti in ogni singolo giocatore per metterlo nelle migliori condizioni affinché possa sprigionare il suo talento. Chi avrà la pazienza di affrontare tutto questo, però, entrerà in quello che è ormai da anni un vero e proprio mondo a parte e sarà ripagato senza alcun dubbio da ore e ore di divertimento, un'esperienza appagante come può esserla solo quella di chi riesce a trasportare su un campo di calcio le proprie idee, costruendo squadre uniche e affezionandosi ai propri personali - e più disparati - miti.

In un mondo che va sempre più verso l'immediatezza e la facilità di fruizione la creatura di Sports Interactive rappresenta una meravigliosa mosca bianca, un gioco che costringe il fruitore a pensare, a mettersi alla prova, a confrontarsi con un'intelligenza artificiale ogni anno più sofisticata. Una sfida che può essere frustrante, a volte, ma anche enormemente appagante e che esiste anche grazie allo sforzo di Alberto e del suo team, che non smette mai di nominare e ringraziare considerandosi semplicemente la punta di un iceberg mastodontico, composto da centinaia se non migliaia di utenti e dalla loro passione.

Per me Football Manager è molto più di un gioco. La ricerca è una cosa che mi da soddisfazione, che faccio con passione, sono orgoglioso di vedere milioni di persone giocare a una cosa che in parte è anche merito mio. Principalmente, però, il mio sentimento verso il gioco resta lo stesso di 23 anni fa: il voler fare la partita successiva, il non riuscire a smettere, la sfida continua per dimostrare a me stesso di essere più bravo anche dei più grandi allenatori.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.