Vincenzo Grifo, dalla Bundesliga alla Nazionale: "Italiano al 100%"

Nato in Germania da padre siciliano e madre pugliese, Vincenzo ha sempre sognato l'azzurro. Ha già giocato nell'Italia Under 20 e nel 2012 era vicino alla Lazio.

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È nato in Germania ma è e si sente italiano al cento per cento, a cominciare dal nome. Vincenzo Grifo ha realizzato un sogno rispondendo alla telefonata di Roberto Mancini che gli annunciava la convocazione in Nazionale.

Figlio di emigrati italiani, nato però a Pforzheim in Germania nel 1993, Vincenzo - "mi piace farmi chiamare Vince perché voglio vincere sempre" - ha comiciato a tirare i primi calci, come tanti, da ragazzino proprio nelle giovanili locali. Nel 2012 è passato all'Hoffenheim, poi qualche prestito per crescere: Dinamo Dresda e Frankfurt, fino alla cessione al Friburgo

Appena arrivato, nella stagione 2015-16, contribuisce con 14 gol alla promozione della squadra in Bundesliga e a Friburgo rimane un altro anno. La stagione scorsa, poi, ha giocato nel Borussia Moenchengladbach, fino a che nell'ultimo calciomercato estivo è passato di nuovo all'Hoffenheim per 5 milioni e mezzo.

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Vincenzo Grifo con la maglia dell'Hoffenheim

Vincenzo Grifo, dalla Bundesliga alla Nazionale

Esterno sinistro d'attacco, Vincenzo Grifo può giocare anche sulla destra oltre che da trequartista, doti di eclettismo che sono piaciute a Mancini. L'Italia è sempre stata nel suo cuore. In tutti i sensi: ha una fidanzata, cresciuta in Germania pure lei, ma originaria di Agrigento, poi ama la pasta e il suo idolo calcistico è Roberto Baggio, un'eredità che gli viene dalla famiglia:

Io sono italiano al 100%: mio padre viene dalla Sicilia e mia madre da Lecce. Si sono conosciuti in Germania quando già vivevano qui. Per questo sono nato e cresciuto in Germania. Studiavo alla scuola tedesca, ma a casa ho sempre parlato italiano e lo so perfettamente. Per questo mi sento, anzi, sono italiano: ho il passaporto italiano, non quello tedesco.

Vicino alla Lazio

I suoi destini avrebbero potuto incrociarsi con l'Italia molto prima, ma evidentemente i tempi non erano ancora maturi:

Nel 2012 mi voleva la Lazio, il ds Tare. Devo dire che quello biancoceleste è un bel club. All’epoca però ero molto giovane e decisi di andare all’Hoffenheim che era vicino a casa mia. Ma chissà, un giorno forse giocherò anche in Italia.

Sogni che si stanno realizzando

Intanto Vincenzo, dopo una stagione al Gladbach penalizzata da troppi infortuni, si gode il momento: prima la vittoria sul campo del Bayer Leverkusen - 4-1 con un gol e due assist - e poi la convocazione in azzurro, la svolta che realizza uno dei suoi grandi sogni. Un altro si era avverato in estate con la chiamata di Nagelsmann, un allenatore ideale per crescere ancora, e un altro potrebbe concretizzarsi a breve se riuscirà a convincere il tecnico a farlo esordire in uno degli ultimi match della fase a gironi della Champions League.

Non è nuovo all'azzurro, Vincenzo Grifo, che era già stato chiamato da Evani con l'Under 20 - una rete contro la Svizzera - e da Di Biagio con l'Under 21, ma ora si alza l'asticella e l'obiettivo è provare il brivido dell'esordio con la Nazionale maggiore. E, poi, dovesse magari arrivare pure il gol sarebbe festa azzurra anche a Pforzheim.

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Vincenzo Grifo contro il Bayern Monaco

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