I cinque libri di sport più interessanti del mese di ottobre

Le ultime novità della letteratura sportiva spaziano da alcune profonde testimonianze di vita, come quelle di Peter Sagan e Kareem Abdul-Jabbar, a libri di grande interesse su Trapattoni e i derby italiani.

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C’è sempre grande fermento intorno alla letteratura sportiva, che sta acquisendo negli anni lettori, riconoscimenti e interesse da parte dell’editoria e della cultura nel suo insieme. Ogni mese vengono pubblicati titoli molto interessanti, che spaziano dalle disquisizioni strettamente tecniche, alle storie dei grandi atleti.

Nell’ultimo mese a tenere banco è stata la biografia di Francesco Totti, “Un capitano”, scritta insieme ad un fuoriclasse del giornalismo italiano come Paolo Condò, autore già di uno dei libri più belli degli ultimi anni in ambito sportivo, “I Duellanti”, affresco memorabile sui 18 giorni nell’aprile del 2011 in cui il Barcellona di Guardiola e il Real Madrid di Mourinho si sfidano quattro volte fra Liga, Coppa del Re e Champions League.

Se a far parlare di letteratura sportiva nelle ultime settimane è stata la biografia del grande campione romanista, in cui ci sono anche dei giudizi pepati verso alcuni suoi ex colleghi di campo, le novità di letteratura sportiva in questo momento in libreria sono tante e molte di grande rilevanza. Ne segnaliamo cinque, da comprare e leggere il prima possibile.

Per Sagan è uno dei più particolari personaggi dello sport contemporaneoGetty images
Nella sua biografia, Sagan: My Way, Peter Sagan mette a nudo quello che è la sua filosofia di vita.

Dai pensieri del Trap alla vita di Peter Sagan: i cinque libri di sport più interessanti dell’ultimo mese

Sagan: My Way

Il primo libro da segnalare è anch’esso una biografia, meglio ancora una testimonianza a cuore aperto di uno dei personaggi più particolari e degni di nota dell’intero mondo sportivo contemporaneo, Peter Sagan. “Sagan: My Way” (Mondadori) è un libro in cui non ci si trova solo il grandissimo campione, capace di vincere per te volte di fila il campionato del mondo e classiche monumento come la Parigi-Roubaix e il Giro delle Fiandre, ma si può percepire quello che Sagan sembra davvero essere, ovvero quell’uomo intelligente, capace di humor e di vivere in pieno relax all’interno di un mondo iperprofessionistico, come quello del ciclismo. Leggerlo ti costringe a chiederti più sul ragazzo di 28 anni che sul campione incredibile, che ci farà ancora strabuzzare gli occhi in futuro.

Gli Undici giorni del Trap

Dal 15 al 25 maggio 1983, Giovanni Trapattoni è l’uomo più solo al mondo, ha perso lo scudetto che doveva vincere, perché aveva in rosa sei campioni del mondo più Platini e Boniek, ma è riuscito a riportare la Juventus in finale di Coppa dei Campioni contro l’Amburgo dopo 10 anni. A raccontare quei giorni è Enzo D’Orsi, non solo grande penna del giornalismo italiano, ma anche “insider” della formazione bianconera al tempo, giornalista di razza che conosce tutto quello che ruotava dentro e intorno a quello spogliatoio di grandi campioni. Per questo motivo, ma anche per il suo bellissimo stile di scrittura, il libro “Gli Undici giorni del Trap” (InContropiede Edizioni) è un fantastico modo per entrare nella testa di uno dei personaggi più importanti del calcio italiano, nel momento in cui la storia era ad un passo. Ma afferrare la storia, si sa, è sempre la cosa più difficile da fare. 

Pallone entra quando Dio vuole

Il libro di Danilo Crepaldi “Pallone entra quando Dio vuole” (Urbone Publishing) sembra un libro leggero, ma non lo è. Parla della vita, ma soprattutto della filosofia di vita di Vujadin Boskov, prima giocatore in un campionato jugoslavo pieno di stelle luminose, poi allenatore in squadre come Feyernoord, Real Saragozza, Real Madrid per poi finire alla Sampdoria, dove aveva anche giocato, e diventare un mito non solo per i tifosi doriani. Negli aforismi di cui è ricco il libro non viene fuori solo un docile gestore di ragazzi, prima che di calciatori, ma soprattutto un uomo dalla grande intelligenza anche visionaria, perché ridurre tutto al destino, come spesso faceva con le sue laconiche frasi, voleva dire che alla fine di tutto a vincere e ad essere migliori saranno sempre i più bravi.

Sulle spalle dei giganti. La mia Harlem: basket, jazz, letteratura

Parlando del libro “Sulle spalle dei giganti. La mia Harlem: basket, jazz, letteratura” (add Editore), Spike Lee, ha detto:

Con questo libro Kareem ha lanciato in aria un altro dei suoi incredibili ganci-cielo

Ed è proprio così, Kareem Abdul-Jabbar ha ancora una volta riaffermato che le scelte di uno sportivo, anche in campo o su un parquet, non sono sempre puro riflesso incondizionato dovuto ad una sorta di quasi innato talento atletico. Quello che lui è stato anche nel basket è diretta emanazione di quello che ha vissuto nei suoi anni giovanili, quando si sentiva ancora l’eco dell’Harlem Renaissance, quel movimento che spiegava all’America e al mondo che nero voleva dire qualcos’altro rispetto al consueto, qualcosa in cui talento e genio si univano senza sosta. Per questo motivo Kareem Abdul-Jabbar mette insieme gli Harlem Rens, incredibile squadra di basket composta tutta da afroamericani, le sue letture e la musica jazz, perché è da tante sollecitazioni differenti che è potuto venire fuori un genio del basket.

I Derby d’Italia

Ancora oggi, forse il momento più popolare e sentito del calcio contemporaneo è la settimana che precede il derby della propria squadra. Solo quando torna il campanilismo, che è sempre sottotraccia nella storia d’Italia, torna quella passione vera per lo sport più amato. Vincenzo Paliotto, con il suo “I Derby d’Italia” (Urbone Publishing), parte proprio da questo assunto e parla delle tante storie e dei tanti personaggi delle decine e decine di derby italiani. Si potrebbe scrivere una storia d’Italia attraverso i derby delle squadre di calcio, momenti in cui torniamo in modo genuino ancora ad essere quello che siamo sempre stati.

I Derby d’ItaliaI Derby d’Italia
Copertina "I Derby d’Italia"

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