MotoGP, rivoluzione in Yamaha. Jarvis: "Cambiamenti a ogni livello"

Lin Jarvis preannuncia cambiamenti ad ogni livello in casa Yamaha. Il boss di Iwata conferma il debutto del motore 2019 nel test MotoGP di Valencia.

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Maverick Vinales ha salvato capre e cavoli in casa Yamaha in questa stagione 2018 di MotoGP. A lui il merito di avere interrotto la lunga scia negativa dei 26 Gran premi senza vittorie, con Valentino Rossi che ha sprecato una ghiotta occasione per pareggiare i conti personali con la caduta a 4 giri dal termine in Malesia. Adesso i due alfieri di Iwata si contendono il terzo posto mondiale nell'ultima gara di Valencia, che potrebbe significare maggior voce in capitolo in termini di sviluppo.

Se da un lato ogni pilota può scegliere elementi di ciclistica o aerodinamica differenti, in base ai singoli stili di guida, dall'altro il motore che sarà congelato in Qatar nel 2019 dovrà essere uno e unico sia per Valentino Rossi che Maverick Vinales. A chi spetta l'ultima voce in capitolo sulla scelta delle specifiche del motore 2019? Nell'ultimo test di Aragon i due campioni hanno espresso sensazioni divergenti. Novembre sarà un mese decisivo in tal senso, con due test (Valencia e Jerez) incentrati fondamentalmente sul quattro cilindri in linea.

Non sarà certo il motore a invertire le sorti della crisi Yamaha. Diversi i cambiamenti in programma a livello organizzativo, con l'ingresso in squadra del collaudatore Jonas Folger, l'istituzione di un reparto di elettronica a Gerno di Lesmo, nuove figure tecniche nel box (vedi Esteban Garcia al posto di Ramon Forcada), ulteriori investimenti a livello ingegneristico. Il da farsi resta in gran parte in sordina, il trionfo australiano di Maverick è un primo buon segnale, ma il lavoro da svolgere richiede mesi di lavoro. E non è certo che la M1 2019 sia già competitiva all'inizio del prossimo campionato di MotoGP a Losail, dal momento che Honda e Ducati hanno raggiunto già livelli competitivi molto alti.

MotoGP, Valentino RossiGetty Images

MotoGP 2019: lavori in corso nel box Yamaha

Il boss Yamaha Lin Jarvis ha preannunciato cambiamenti profondi a livello di organizzazione, ma non può entrare nei dettagli. Di certo ci saranno nuovi ingegneri a dare manforte al nocciolo duro di Iwata.

Non posso dire nulla, è presto per parlarne - ha detto Lin Jarvis a Crash.net -. Ci saranno modifiche a tutti i livelli, in ogni caso saremo diversi l'anno prossimo. Maverick cambierà il capo dell'equipaggio. Quindi questo sarà un cambiamento. Wilco [Zeelenberg] passerà al team SIC. Sono due persone importanti che cambieranno box, in particolare sul lato Vinales. Ci saranno altri cambiamenti all'interno della nostra organizzazione e sicuramente nel modo in cui cercheremo di risolvere i problemi. Davvero non posso dire molto di più. Avremo più ingegneri e nuovi ingegneri, ma non posso dire in che area.

Maverick Vinales spinge affinché possa avere una Yamaha a sua misura, chiede ai vertici della fabbrica di ascoltare maggiormente le sue indicazioni, di dargli fiducia per tornare alla vittoria, di sviluppare due M1 differenti per lui e Valentino Rossi.

Non sono davvero d'accordo con i suoi commenti. Ovviamente, ci sono cose che sta cercando ed è frustrato. Ma Valentino probabilmente direbbe lo stesso. Quindi non penso che sia specificamente un problema di Maverick. Entrambi i piloti stanno dicendo: 'Perché non mi ascolti? Perché la fabbrica Yamaha non può darmi quello che voglio?' Ovviamente alcune cose saranno unificate, come la specifica del motore. Questo è qualcosa che non possiamo cambiare. Possiamo sceglierne una sola. Quindi è molto, molto importante che scegliamo le specifiche corrette all'inizio dell'anno. Più o meno, tutte le altre cose possono essere regolate, modificate, personalizzate. Già ci sono alcune differenze nelle loro due moto. Quindi penso che non sia giusto dire che non abbiamo ascoltato Maverick. Abbiamo ascoltato entrambi, ma entrambi sono frustrati.

L'errore principale nella stagione MotoGP 2018 è aver adottato un motore tropo aggressivo ai bassi regimi, al primo tocco di acceleratore. L'altra grande pecca è l'elettronica, il modo di gestire il nuovo software unificato in modo da garantire maggiore trazione al posteriore ed evitare lo spin in accelerazione, soprattutto in uscita di curva. A Valencia diverse le novità su cui potranno lavorare gli uomini Yamaha.

Ovviamente testeremo il nuovo motore lì. Abbiamo due test [uno a Valencia, uno a Jerez], entrambi importanti. Ad ogni test proveremo cose diverse. Ma direi comunque che a Valencia inizieremo con il nucleo e poi vedremo cosa succede. Non posso dare altri dettagli.

Si riparte dai piccoli passi avanti intravisti dal Gran Premio della Thailandia, progressi resi possibili grazie al lavoro dell'equipe guidata da Michele Gadda e da un diverso bilanciamento dei pesi.

Stiamo facendo alcuni progressi nell'elettronica... In Thailandia siamo stati aiutati dalla carcassa [più dura] del pneumatico. La Michelin è stata costretta a portare un pneumatico molto duro [posteriore] su quella pista e questo ha funzionato bene per noi. Quindi per me, la grande differenza in Thailandia è stata la gomma sopra ogni altra cosa. Motegi non era male. Non fantastico, ma non male. Phillip Island ha giocato sui nostri punti di forza e ha ridotto al minimo le nostre debolezze. Quindi sinceramente non sento che siano stati fatti passi importanti. Penso che siamo stati fortunati ad andare in un paio di piste con circostanze che hanno funzionato meglio.

Nel corso della stagione Valentino Rossi si è lamentato per non avere nessuna risposta dalla parte giapponese del team. Una volta evidenziati i problemi, da Iwata non sono arrivate risposte, nè sul presente, nè sul futuro. Tant'è che una settimana fa ha il pesarese ha confessato di non sapere che moto avrà a disposizione nel test di Valencia del 20-21 novembre

Penso che il problema sia che molte delle domande e delle richieste dei piloti rimangono senza risposta per molto, molto tempo. Quindi, forse inizi a perdere la fiducia. Se vieni con un problema, ma nessuno è in grado di venire con una risposta, allora naturalmente senti che la comunicazione è monca perché non capisci o non riconosci il mio problema, o qualsiasi altra cosa. Quindi penso che sia un'espressione di frustrazione per il tempo impiegato da Yamaha per capire che si trovano in difficoltà e per le soluzioni a venire... Penso che ora abbiamo davvero una solida comprensione all'interno della fabbrica. Sappiamo cosa dobbiamo risolvere. Ma dobbiamo ancora farlo.

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