Dal campo alla (possibile) panchina: che fine ha fatto Totò Di Natale?

L’ex capitano dell’Udinese si è ritirato più di due anni fa e i friulani fanno ancora fatica a trovare un suo degno sostituto. Forse non lo troveranno mai.

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C’era un tempo in cui se pensavi all’Udinese pensavi anche a Totò Di Natale, e questo tempo forse non è ancora passato. Di più: forse non passerà mai. Lo storico numero 10 si è ritirato ormai due anni fa, ha appeso gli scarpini al chiodo nel 2016, all’età di 39 anni. Dodici dei quali passati in Friuli, con numeri impressionanti.

Eccole, le straordinarie cifre di Totò: 455 presenze in Serie A tra Empoli e Udinese, 209 gol che lo rendono il sesto attaccante più prolifico di sempre nel campionato italiano. Anche 55 assist all’attivo per un giocatore capace di scrivere la storia con l’Udinese e di vincere per due stagioni consecutive (2009/2010-2010/2011) il titolo di capocannoniere.

E ancora: le partite con la Nazionale (43 con 11 gol), l’avventura friulana in Champions League, tutti quei gol segnati, alcuni dei quali meravigliosi, e quel meraviglioso vuoto lasciato al centro dell’attacco dell’Udinese, che ancora cerca di trovare un altro uomo-squadra del calibro di Di Natale. Un’impresa di certo non facile, nonostante l’impegno di tutti. Perché Totò era, è e sarà sempre unico.

Al termine della stagione 2015/2016 Antonio Di Natale ha detto addio all’UdineseGetty Images
15 maggio 2016: Totò Di Natale saluta per l'ultima volta i tifosi dell'Udinese

Gli anni in Serie A, il giorno del ritiro, il post-ritiro: che fine ha fatto Di Natale?

Per capire dove sia finito Di Natale bisogna ripartire dal momento esatto in cui la fine è cominciata, per passare poi a due momenti chiave post-ritiro e terminare il tutto con le parole di chi ha commentato uno dei suoi gol più belli. Realizzato, neanche a dirlo, con la maglia dell'Udinese.

Piccola premessa: chiunque volesse seguire giorno dopo giorno le peripezie di Totò, può affidarsi al suo profilo Instagram, in costante aggiornamento. Qui ad esempio c'è lui che batte un calcio d'angolo.

Totò Di Natale e l’Udinese: ultimo atto e dolce addio

Di Natale ha detto addio al calcio il 15 maggio del 2016 e non è più tornato sui suoi passi. Ha vissuto una carriera lunghissima, ha lasciato il calcio da bianconero, nell’ultima stagione è rimasto spesso in panchina, e da lì comunicava con i suoi compagni, come una sorta di allenatore in seconda. Ci si aspettava che rimanesse all’Udinese dopo il ritiro (lo auspicava anche Pozzo), e invece così non è stato.

L’ultima con l’Udinese è stata una festa, nonostante la sconfitta interna col Carpi: la Dacia Arena ha salutato il suo capitano, che ha giocato nonostante un infortunio al polpaccio e ha anche realizzato il suo 209° gol in Serie A. Un finale da favola, Di Natale ha ringraziato ed è uscito dalla porta principale, accompagnato dal calore di tutto lo stadio.

Di Natale e il Donatello Calcio

Niente ruolo da dirigente all’Udinese per Di Natale, nonostante alcune voci lo avrebbero voluto addirittura come allenatore insieme a Guidolin. Totò invece si è lanciato in un altro progetto: nel luglio del 2017 è diventato presidente del Donatello Calcio insieme all’amico Simone Rocco.

La piccola società friulana nel corso degli anni ha lanciato diversi giocatori (come Crisetig, per esempio) ed è diventata uno dei centri di formazione dell’Inter. Non ha abbandonato il calcio quindi, Totò Di Natale, anche se evidentemente voleva restare ancora più vicino al campo, visti gli ultimi sviluppi della sua carriera post-ritiro. Forse avrà rivisto qualcuno dei suoi gol. Forse quello realizzato contro la Reggina, il più bello (secondo lui).

La seconda vita di Totò allo Spezia

Si era parlato di un suo possibile ritorno in campo in serie minori, ma Di Natale ha indossato di nuovo gli scarpini solo per aiutare i bimbi malati: Totò è tornato in campo per il figlio dell’amico Corradi a inizio ottobre, ma l’addio al calcio resta. O meglio, al calcio giocato. Perché oggi Di Natale sta vivendo una seconda vita allo Spezia con Pasquale Marino.

L’ex attaccante dell’Udinese è stato chiamato dal suo ex allenatore per svolgere il ruolo di collaboratore tecnico. Di Natale ha accettato e adesso è lì, seduto al fianco di Marino, a dare dritte agli attaccanti. A TeleRadioStereo, a proposito del suo nuovo ruolo, ha dichiarato:

Io cerco sempre di parlare da allenatore e non da giocatore, cerco di mettere la mia esperienza, poi la qualità ce l'hanno i giocatori e tocca a loro fare la differenza

Pasquale Marino, dal canto suo, si augura che Di Natale possa insegnare agli attaccanti a fare gol del genere. Prima, però, una domanda fondamentale: è davvero possibile insegnare a qualcuno come si fanno gol del genere?

Cosa si prova a commentare Di Natale: parola a Massimo Tecca

A proposito di gol bellissimi di Di Natale, ce n’è uno segnato al volo contro il Chievo che merita di entrare almeno nella Top 5 dei gol bellissimi di Di Natale. Quella volta il commento del match era affidato al telecronista Sky Massimo Tecca. Lo abbiamo contattato per parlare di quella rete, del passato e del futuro dell’ex stella dell’Udinese. Partendo da qui:

Cosa si prova a commentare un gol del genere?

Grande emozione e il piacere di ammirare la bellezza del calcio. Colpi del genere fanno felice il pubblico e anche chi commenta, a volte ne basta uno per riscattare partite noiose. Poi si cerca di analizzare il gesto tecnico: la capacità di seguire il passaggio, il colpo al volo, la grande qualità nel tenere la palla bassa e tesa. Un altro l’avrebbe calciata fuori dallo stadio…

Alla luce di questo gol e di tutti gli altri, alla luce del carisma e dell’esperienza di un attaccante simile… quanto ha perso oggi l’Udinese senza Di Natale? Come si sostituisce un giocatore del genere?

Ha perso un cannoniere eccezionale e quasi impossibile da rimpiazzare in tempi brevi. I vari Lasagna, De Paul e Pussetto stanno facendo il massimo ma non è facile e i problemi dell’Udinese in zona-gol sono abbastanza evidenti. L’unica soluzione è insistere sul vivaio o sulle scommesse giovani, sulle quali l’Udinese vanta una tradizione invidiabile. Magari la futura cessione di De Paul può portare in Friuli un attaccante di grande livello

Questione top club: Di Natale nel 2010 rifiutò il trasferimento alla Juventus. Secondo lei avrebbe potuto giocare in una big?

Ha emulato le storie di un calcio antico, quelle di Mazzola Rivera e Riva che in tempi lontani (e più recentemente Totti e Maldini) scelsero di restare con Inter, Milan e Cagliari. Si è legato a Udine e al Friuli pur conservando la sua “napoletanità”. Andando via (e le occasioni non sono mancate) avrebbe sicuramente vinto trofei importanti. Ma ha scelto di diventare un simbolo dell’Udinese e questa è la sua vittoria più grande

Dall’Udinese allo Spezia: Di Natale oggi è un collaboratore di Pasquale Marino, pensa che potrebbe essere un buon allenatore? Se sì, che tipo di allenatore sarebbe? Me lo ricordo più volte incitare i compagni dalla panchina nella sua ultima stagione a Udine…

Tutto da scoprire. L’esperienza a fianco di un maestro come Marino sarà certamente determinante per formarlo. Ma immagino la sua idea di calcio d’attacco, magari basata su un 433 aggressivo, con scambi stretti e inserimenti veloci degli esterni

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