MotoGP, tonfo Ducati. Dovizioso: "Bisogna cambiare". E risponde a Lorenzo

A Sepang Dovizioso e Ducati hanno riscontrato problemi sull'asciutto. Il forlivese si riconferma vicecampione grazie alla caduta di Valentino. E arriva la risposta allo spagnolo.

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Se fino a Phillip Island la Ducati Desmosedici sembrava il prototipo più completo e competitivo della MotoGP, dopo il Gran Premio della Malesia la Rossa di Borgo Panigale viene rivista con occhi diversi. La prima a tagliare il traguardo è stata la #04 di Andrea Dovizioso in sesta posizione, mai in grado di poter tenere il passo dei gruppo di testa. Eppure nelle ultime due edizioni qui a Sepang ha trionfato il pilota forlivese, con una differenza di un certo rilievo: l'asfalto era bagnato. Domenica la pista asciutta e con temperature d'asfalto superiori ai 50°C ha messo in crisi tutte le Ducati, compresa quella di Petrucci e le satelliti di Miller e Bautista.

Andrea Dovizioso ha accusato un gap di oltre 11" dal vincitore Marc Marquez. Dal primo giro non è riuscito a fare leva sulla solita stabilità in frenata, in curva non riusciva ad essere abbastanza veloce, l'anteriore non conferiva sicurezza, non è mai riuscito a segnare un giro ottimale girando in media sul 2'01" alto. Ci sono abbastanza dati per non dormire sonni tranquilli durante la pausa invernale, perché per poter ambire al titolo MotoGP 2019 serve una moto perfetta. A volte le sensazioni registrate nelle libere e nelle qualifiche non vengono confermate in gara e bisogna capire il motivo se si vuole allestire una GP19 all'altezza di poter lottare con il campione spagnolo.

La terza moto ufficiale di Danilo Petrucci ha lamentato problemi di precoce surriscaldamento alla gomma posteriore, medesimo handicap per la Desmosedici GP17 di Jack Miller e di Alvaro Bautista, che per mancanza di trazione hanno riscontrato difficoltà nel seguire le traiettorie ideali. L'unica notizia positiva è la certezza matematica del secondo posto in classifica MotoGP di Andrea Dovizioso che si riconferma vicecampione del mondo, grazie alla caduta di Valentino Rossi. Ma nel box Ducati adesso ci sarà molto su cui riflettere e lavorare.

Andrea Dovizioso pilota MotoGPGetty Images

MotoGP, Ducati al lavoro sul prototipo 2019

Dall'Igna, Tardozzi e compagnia cantante sono rimasti stupiti dalle differenze di prestazioni tra le prove libere e la gara. Nella FP1 il Dovi aveva girato in 1'59"697, nella seconda e quarta sessione sul 2'00"basso. Anticipare la gara alle 13:00 ora locale per evitare una pioggia mai arrivata, ha costretto i piloti a dover fare i conti con temperature tropicali che hanno mandato in tilt l'assetto della Ducati.

Venerdì e sabato i miei tempi erano buoni, anche con le gomme usate - ha sottolineato Andrea Dovizioso -. Era più caldo oggi che nei giorni precedenti. Non so se questo ha fatto la differenza. Ma sono contento di aver avuto una gara con problemi prima dell'inverno. Per ora sappiamo che non dobbiamo riposare sugli allori, anche se abbiamo sempre lottato per la vittoria da Brno in poi. Abbiamo alcune vulnerabilità che sono venute alla luce prima della pausa invernale. Abbiamo sempre buona velocità venerdì e sabato, in gara a volte è diverso. Questo deve cambiare per il 2019

Non è possibile dare risposte immediate a quanto successo, ma c'è tempo per studiare, raccogliere dati e feedback, fare i compiti a casa. Tra meno di due settimane c'è l'ultimo appuntamento stagionale a Valencia, il 20-21 novembre due giorni di test al Ricardo Tormo, il 28-29 l'ultimo test collettivo a Jerez de la Frontera. Seguiranno altri test privati con Michele Pirro, l'obiettivo è puntare al titolo iridato sfuggito per due stagioni consecutive.

Abbiamo realizzato cinque zeri quest'anno, sono troppi. Dopo Brno abbiamo raccolto molti punti e migliorato la nostra velocità. Ma in questo momento Marc è un po' più veloce di noi. Penso che saremo meglio preparati nel 2019 rispetto a quest'anno

Week-end malesiano da archiviare anche dal punto di vista dei rapporti umani, dopo l'ennesimo botta e risposta con Jorge Lorenzo. Il Dovizioso aveva definito l'assenza del maiorchino una "situazione un po' strana", aggiungendo di non voler approfondire la situazione per non compromettersi. Jorge ha prontamente risposto sui social network: "Un partner esemplare, lo applaudi sotto il podio quando vince e poi…”, “Invidia più opportunismo”, “Un campione del mondo della 125cc”. La scintilla che ha fatto scoccare un incendio, ma nel dopo gara Andrea cerca di gettare acqua sul fuoco.

Perché dovrei parlare con Lorenzo? Non perdo tempo con queste cose. Fa sempre lo stesso errore di dare molta importanza a ciò che è scritto, anche se è stato preso fuori dal contesto. Non ho puntato il dito contro nessuno e non ho alcun problema con Jorge

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