Moto2, Francesco Bagnaia campione del mondo: "Piangevo nel casco"

Francesco Bagnaia campione del mondo dopo il podio a Sepang. L'allievo di Valentino Rossi pronto all'ingresso in MotoGP con il primo test a Valencia del 20 novembre.

Francesco Bagnaia a Sepang Getty Images

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Giornata di gloria per Francesco Bagnaia a Sepang che conquista il titolo mondiale di Moto2 al termine di una gara gestita sapientemente, incentrata sul diretto avversario Miguel Oliveira. Il fenomeno piemontese ha egemonizzato il campionato con 8 vittorie e 4 podi, ereditando lo scettro detenuto dall'amico Franco Morbidelli, monopolizzando la classe di mezzo del Motomondiale come non avveniva dagli anni Novanta con Biaggi, Capirossi e Rossi. Dopo aver sprecato a Phillip Island il suo primo match-ball, stavolta non ha commesso errori e dimostra di essere pronto al grande salto in MotoGP.

Un motivo di orgoglio per il suo nuovo team Pramac Racing con cui debutterà in sella alla Ducati Desmosedici fra poco più di due settimane, quando all'indomani di Valencia effettuerà la due giorni di test che segnerà la prima vera esperienza nella massima serie. Arriverà dopo una non troppo lunga esperienza nel Motomondiale iniziata nel 2013 con l'esordio in Moto3, al fianco di Romano Fenati, con il San Carlo Team Italia, senza ottenere punti. Nel 2014 entra a far parte del neonato team SKY Racing VR46, guidando una KTM RC 250 GP, ancora con Fenati come compagno di squadra, sfiorando una sola volta il podio che arriverà l'anno seguente con la Mahindra a Le Mans, nel corso di un campionato che si rivela decisivo per la formazione di Francesco Bagnaia.

Nel 2016 sopraggiunge la prima vittoria in Moto3 sul circuito di Assen che porta tatuato sul braccio destro, si ripete in Malesia, chiude la stagione con il quarto posto che dimostra di essere pronto per il salto di categoria. Lo Sky Racing Team VR46 sente di poter scommettere sul cavallo vincente e, dopo un anno un po' sottotono, è pronto a riconfermarlo nel 2018. Inizia subito con una vittoria in Qatar, fa il bis ad Austin dopo un mezzo passo falso in Argentina, podio a Jerez, trionfo in Francia, al Mugello sfiora il podio, Assen si rivela tracciato vincente. Dopo la pausa estiva Francesco Bagnaia ha le idee chiare: podio a Brno, quinta vittoria in Austria, un'altra a San Marino, podio ad Aragon, due trionfi consecutivi in Thailandia e Giappone. Nulla può Oliveira contro un potere così straripante, in Malesia arriva il podio dal sapore iridato. Tra due settimane a Valencia farà l'ultimo saluto alla Moto2, due giorni dopo inizia la nuova avventura.

Francesco Bagnaia campione del mondo a SepangGetty Images

Francesco Bagnaia entra in MotoGP da campione del mondo

A Sepang Pecco ha rischiato poco o nulla, l'obiettivo era di non ripetere il passo falso di Phillip Island. Luca Marini si è involato verso la sua prima vittoria senza troppi problemi, Bagnaia aveva il compito di gestire una situazione non facile schiacciato tra Oliveira e il collega di Academy Pasini, riuscendo a chiudere sul gradino più basso del podio. Tanto basta per confermarsi campione del mondo.

Un'emozione grande, sono contento che ci fosse tutta la mia famiglia, a parte mio fratello piccolo, c'è la mia fidanzata... sono veramente contento, una sensazione strana da spiegare - ha dichiarato a Sky Sport MotoGP -. Ancora adesso non ho ben metabolizzato di aver vinto il campionato. L'unica cosa che posso dire è che sono campione del mondo, due parole bellissime.

Era necessario archiviare la precedente gara australiana per correre con la solita concentrazione dimostrata durante una stagione intera, con poche sbavature e quella freddezza da fuoriclasse che ha consentito di firmare prestazioni di tutto rispetto.

In Australia non abbiamo gestito benissimo, abbiamo voluto forse strafare e non abbiamo lavorato come al solito. Qui siamo partiti con un'altra mentalità, quella di tutto l'anno, abbiamo puntato a vincere, Marini era in gran forma e si è meritato di più la vittoria in questo week-end. Era giusto non strafare, non cercare di andargli troppo dietro, quando ho visto arrivare Oliveira l'ho lasciato passare senza problemi, sono stato tranquillo lì dietro, dietro avevo Pasini e sapevo che non avrebbe fatto stupidaggini, o almeno speravo. Quando vedevo che si avvicinava troppo rispingevo per riallungare, è stata una gara di gestione e dopo i primi 12 giri ho capito che avevamo allungato dal resto del gruppo ed eravamo abbastanza tranquilli.

In classe regina non potrà competere con il numero 42, già assegnato ad Alex Rins, nè con il numero 21 in possesso di Franco Morbidelli. Sarà il 63 il numero impresso sulla sua Ducati del team satellite (21+21+21) e proverà a sfidare il grande maestro Valentino Rossi, emozionato al traguardo per una vittoria che premia non solo Francesco Bagnaia, ma il lavoro di una squadra che lavora compatta e vive insieme ogni giorno, oltre i sacrifici della sua umile famiglia che non ha mai smesso di credere in lui, compresa sua sorella che lavora al suo fianco nel box.

La lista di persone da ringraziare è infinita: Vale, Uccio e tutta l’Academy, Elena e tutto Sky, la mia famiglia, mia sorella e la mia fidanzata. Pablo e Idalio che sono stati fondamentali dentro e fuori la pista. Poi la mia squadra: David, Sergio, Peru, Carletto e Leo. E’ una vittoria di tutti. Gli ultimi 10 giri è stata durissima, poi il penultimo giro ho iniziato a realizzare a a piangere ed urlare dentro il casco.

Francesco Bagnaia conferma la validità del progetto Academy

Buona parte del merito di questo traguardo molto ambizioso ricade sul progetto VR46 Riders Academy di Valentino Rossi, che ha costruito un magnifico trampolino di lancio per i giovani piloti italiani. Forse è un segno del destino che nel giorno dell'affermazione iridata di Bagnaia sia arrivata anche la prima vittoria di suo fratello Luca Marini. Un romantico passaggio di consegne, anche se non sarà impresa facile, considerando che a breve sarà sottoposto ad un intervento alla spalla.

È iniziato tutto un po' per gioco, per merito di Luca Marini che abbiamo iniziato ad aiutare, per Franco Morbidelli che abbiamo aiutato per la sua storia personale difficile... Abbiamo avuto una grande idea che nessuno aveva avuto prima: cercare di trasmettere la mia esperienza ad altri piloti in cui credevamo - ha raccontato Valentino Rossi -. Ci divertiamo e soprattutto ci sono grandi risultati.

Dal prossimo anno avremo due allievi di Valentino Rossi in classe regina che proveranno a insidiare il ruolo di erede del Dottore. 

Una giornata fantastica, indimenticabile. Oltre a Pecco è molto importante per il team. L'abbiamo vissuto giorno dopo giorno tutti insieme... Un'avventura iniziata l'anno scorso insieme. Prima era già stato nel nostro team e con l'Academy, ma dall'anno scorso è arrivato in Moto2, mi ha impressionato e sapevo che quest'anno poteva farcela. Fa quello che va fatto, ha sempre della grandi idee. Fra di noi cercheremo di goderci questi momenti, dopo il martedì di Valencia sarà un po' più difficile il nostro rapporto, perché ho paura che vado subito fortissimo, non ha più bisogno di nulla.

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