MMA, UFC 230: troppo Cormier per Lewis, paura per Weidman

DC stravince, dominando The Black Beast senza possibilità d'appello. Co-main event emozionante, ma che impone una riflessione sull'arbitro Miragliotta.

MMA, UFC 230: il campione pesi massimi Daniel Cormier Getty Images

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UFC 230 è stata la card che ogni appassionato di MMA meritava. Grandi match, tante sorprese e diversi upset nella notte newyorkese, che ci ha anche regalato qualche attimo di paura nel co-main event. Si parte col botto già nei preliminari, con Matt Frevola vs Lando Vannata che si candida già a match più duro del mese. Secondo pareggio in tre match per "Groovy", che viene fermato dal padrone di casa dopo che uno dei tre giudici gli aveva anche assegnato la sconfitta. Poche le parole per descrivere un match che va visto, sia dagli appassionati che dai fan casuali. Vi diamo soltanto un piccolo spoiler: high kick come se piovesse. Nel resto degli early preliminary successi per Marcos Rogerio De Lima e Shane Burgos, che si sbarazzano rispettivamente di Adam Wieczorek e Kurt Holobaugh per decisione unanime e sottomissione via armbar.

Preliminary che, invece, hanno visto il prepotente ritorno al successo di Lyman Good. Giusto 1:32 sono bastati al beniamino di casa per spazzar via un Ben Saunders che, ribadiamo ancora una volta, dovrebbe pensare alla sua salute. Una furia il prodotto del Team Tiger Schulmann, che adesso reclama a gran voce un top 15. Vince anche Sijara Eubanks, divenuta title contender per un paio di giorni a seguito del giallo creatosi su Joanna Jedrzejczyk vs Valentina Shevchenko, match tra i più interessanti della storia delle MMA femminili prima annunciato, poi cancellato e poi annunciato nuovamente. Eubanks che manca il peso ancora una volta, mostrandosi forse troppo a disagio con i limiti di categoria dei mosca femminili: proprio per queste problematiche aveva mancato anche la title shot contro Nicco Montano. Comunque sia, a nulla è valsa la resistenza di una stoica Roxanne Modafferi. Continua, invece, il periodo d'oro di Sheymon Moraes, che agguanta la sua seconda vittoria di fila dopo la debacle all'esordio contro Zabit Magomedsharipov. Cola a picco Jason Knight, persosi a seguito della disfatta contro Ricardo Lamas di qualche mese fa. A trionfare, nel match del Madison Square Garden, è Jordan Rinaldi.

Main card che ha offerto la consacrazione definitiva di Israel Adesanya, che vola a vele spiegate verso un piazzamento a ridosso della top 5 dei pesi medi. A nulla è servita la verve di un Derek Brunson volenteroso, ma inerme di fronte allo striking spaziale dell'ex kickboxer. Title eliminator all'orizzonte, visto l'hype train? Crolla anche l'ex campione pesi medi Cage Warriors Jack Marshman, che perde per decisione unanime contro Karl Roberson venendo dominato a terra negli ultimi due round. Trionfa anche Jared Cannonier, che dopo aver lasciato Alessio Di Chirico senza avversario in vista di UFC Buenos Aires stende al secondo round il numero 7 dei ranking pesi medi David Branch al suo debutto nelle 185 libbre. Co-main event che, invece, ha visto una delle sviste arbitrali più brutte della storia delle MMA: dopo due round probabilmente vinti, Chris Weidman finisce KO alla terza ripresa contro Ronaldo "Jacaré" Souza, che lo stende con un preciso destro all'altezza della tempia sinistra. L'ufficiale di gara Dan Miragliotta, però, è lontano e non chiama lo stop nonostante il padrone di casa fosse palesemente out dal match. Risultato? Il brasiliano mette qualche colpo in ground and pound su uno Weidman in stato confusionale, prima di inveire contro Miragliotta alla chiamata - tardiva - dello stop. Tutto è bene quel che finisce bene, comunque, con "All American" che pare essersi ristabilito.

MMA, UFC 230 main eventGetty Images
MMA, il momento esatto in cui Dan Miragliotta dice a Jacaré di continuare a combattere, pur essendo Weidman fuori dai giochi.

MMA, UFC 230: il main event

Poco da dire sul main event: Daniel Cormier domina Derrick Lewis dall'inizio alla fine, chiudendolo nel secondo round con una rear-naked choke dopo aver dominato la prima ripresa. Zero prove d'appello per The Black Beast, inerme di fronte all'immensa classe di DC. Prima difesa titolata nei massimi per il champ-champ, che adesso potrebbe concretamente affrontare Brock Lesnar entro il primo semestre del 2019, magari già a UFC 233 del 26 gennaio prossimo.

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