NBA: Luka Doncic, la leadership dei Mavs e il sogno LeBron James

L’esordio NBA per Luka Doncic è stato di assoluta qualità. Sta già guidando i Mavs con il carattere del leader.

Doncic già leader Getty Images

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Durante l’estate NBA si è parlato molto della nuova nidiata di rookies arrivati nella lega e il fantomatico dualismo tra DeAndre Ayton e Luka Doncic per la prima scelta assoluta. I Suns hanno optato per il lungo, mentre i Mavs alla quinta (in scambio con Atlanta) hanno portato a casa il gioiello sloveno. L’impressione è stata immediatamente, per noi europei, che almeno tre delle quattro squadre che lo hanno passato avessero fatto un madornale errore, ma per far capire quanto nonostante la globalizzazione gli americani vedano i giocatori europei come l’ignoto, c'è un like a un tweet da parte di Michael Porter Jr che denigrava lo stesso Doncic apostrofandolo come uno che non avesse fatto ancora nulla nella propria carriera.

Ovviamente oltre alla chiara provocazione (onestamente fine a se stessa), queste esternazioni denotano ancora dubbi e pregiudizi nella valutazione dei giocatori extra States, perché con tutta probabilità nessuno dei rookies di questa stagione vincerà nemmeno un decimo di quello che Doncic ha portato a casa prima di diventare diciannovenne. Già però da questa prima decina scarsa di partite, in molti stanno notando come in alcuni momenti il golden boy abbia già in mano diverse situazioni della squadra texana.

Rick Carlisle, richiesto di un parere su che ruolo dovesse ricoprire la loro prima scelta poco dopo il draft, aveva detto la cosa più laconica e chiara possibile:

Doncic deve stare in campo. Non importa in che ruolo, se playmaker, guardia o alla grande. Lui giocherà.

Sentirsi dire questo da un coach di tale levatura tecnica, inietta una notevole quantità di fiducia, ma soprattutto mette in chiaro le cose a tutti i senatori di una squadra che sta ancora cercando la propria identità. Se poi il leader storico della franchigia (e probabilmente della città di Dallas) Dirk Nowitzki dice:

Luka è molto di più forte di me alla sua età. Di giocatori così ne passano pochi.

C’è da pensare che il futuro in maglia blu sia già scritto, sebbene già il presente stia redigendo i primi capitoli di grandezza.

NBA: contro i Lakers la leadership del veterano

Allo Staples Center contro i Lakers, Luka fa vedere già che tipo di giocatore sia. Non è una delle sue migliori partite a livello statistico (14 punti, 5 rimbalzi e 7 assists) e i Mavs sono sempre sotto in abbondante doppia cifra nonostante la schizofrenia di Stephenson e Rondo. Nel quarto periodo lui e Barea suonano la carica, dove arrivano due triple di puro talento isolamento per ricucire lo strappo. Come riporta Zach Lowe di ESPN, Doncic ha un “curry-esco” 42% nei pull up da tre punti e visto che questi tiri sono gran parte della sua produzione offensiva in termini di tentativi, fa capire quanto il passaggio da Europa a NBA abbia relativamente influito sulle sue capacità balistiche.

Oltre a questo c’è un’immutata capacità di gestire le situazioni e leggere la difesa, infatti su ogni pick and roll ha il perfetto controllo della situazione. Nel suddetto quarto periodo ci sono due azioni che denotano la classe del ragazzo: prima in un pick and roll centrale, sigilla il suo difensore e manda a schiacciare indisturbato DeAndre Jordan, mentre nella penultima azione penetra, attira la difesa e punisce al laser l’eccessiva rotazione di LeBron James sul lato forte regalando la tripla indisturbata del -1 a Barnes dall’angolo.

Doncic e Carlisle per il futuro dei MavericksGetty Images

La stella e il bambino

Quando Kuzma fa 1-2 ai liberi e c’è la possibilità di pareggiare con un canestro nei secondi finali, il timeout dei Mavs è già la cartina al tornasole della situazione. Barnes parla con Carlisle che gli dice qualcosa, ma ad un certo punto interviene Doncic che probabilmente propone qualcosa con autorità e competenza visto che i senatori lo ascoltano con attenzione. L’azione decisiva è nelle sue mani e penetrando sul lato sinistro si arresta segnando con un tiro in controtempo facendo esplodere il commentatore dei Mavs. Purtroppo per lui la sciocchezza colossale di Matthews su James regala due liberi, solo uno convertito, ma sufficiente per vanificare gli sforzi dello sloveno.

Al termine del match torna evidente tutta la gioventù di Doncic che aspetta fuori dallo spogliatoio per circa un quarto d’ora il suo idolo LeBron James per chiedergli una maglietta autografata, esattamente come farebbe qualsiasi appassionato NBA. Il sorriso quando riceve il regalo dall’avversario è genuino e semplice come il suo amore per la pallacanestro, infatti il suo tweet dimostra quanto stia vivendo un sogno e sia ancora lontano dallo svegliarsi.

Probabilmente dopo queste prime partite in cui Doncic è il miglior marcatore a 19.4 punti, secondo a 4.6 assist e terzo per rimbalzi a 6.6, anche i rookies più scettici che occupano i bassifondi delle classifiche di categoria, avranno di che ragionare sulle loro esternazioni pre-stagionali in attesa d'incontrarlo sul campo e appurare con gli occhi la sua qualità.

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