Messi nei guai: lui e il padre accusati di riciclaggio in Argentina

La fondazione dell'argentino non avrebbe usato le donazioni per scopi sociali. A denunciare il tutto un ex dipendente.

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Una brutta storia, una bruttissima accusa. Lionel Messi si ritrova nei guai. Un ex dipendente della sua fondazione, creata a scopo benefico, ha infatti segnalato alcuni movimenti sospetti di denaro. Il pubblico ministero Pablo Turano ha quindi accusato l'attaccante argentino del Barcellona, il padre, Jorge Horacio e suo fratello Rodrigo di riciclaggio.

Nella sua denuncia, l'ex dipendente, che ha chiesto di mantenere l'anonimato per evitare pressioni esterne, afferma che solo una minima parte delle donazioni raccolte vengano poi effettivamente utilizzate per azioni sociali (iniziative poi mostrate sui social, sul sito della fondazione e sui media). Gran parte dei soldi, secondo l'uomo, finirebbero in realtà nelle casse di alcune aziende e sui conti di giocatori sparsi nel mondo.

Messi e la sua famiglia respingono con forza e decisione ogni accusa, affermando che la denuncia sia in realtà priva di ogni fondamento. Già nel 2015, però, erano stati notati alcuni strani movimenti di denaro nelle partite “Messi & Friends". La situazione è delicata, anche perché le donazioni, fatte a un personaggio pubblico così conosciuto, vengono effettuate con lo scopo di aiutare persone in difficoltà.

Leo Messi accusato di riciclaggioGetty Images
Leo Messi accusato di riciclaggio

Messi, problemi con la sua fondazione: accusato di riciclaggio di denaro

Nei prossimi giorni sarà il giudice Gustavo Meirovich, analizzate le prove presentate dall'accusa, ad autorizzare eventualmente nuovi step della procedura di indagine. Andando a spulciare lo statuto della "Fondazione Leo Messi", lo scopo è quello di assistere minori di ogni nazionalità che soffrono di qualsiasi tipo di malattia e aiutarli coprendo non solo le spese mediche ma anche quelle eventuali aggiuntive dovute ai viaggi, all'alloggio e alla manutenzione. Tutto questo per assicurare ai minori cure specializzate da medici in Spagna o in Argentina.

Come spiegato da AS, però, la denuncia presentata dall'ex collaboratore della fondazione apre automaticamente il processo di indagine formale, il che però non implica in nessun modo una colpa. Sarà il giudice a decidere se ratificare o respingere l'accusa presentata.

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