'Ndrangheta, 2 anni a Iaquinta e 19 al padre. L'ex giocatore: "Vergogna"

L'ex giocatore di Udinese e Juventus è stato condannato a 2 anni mentre il padre a 19. Il suo sfogo durante la lettura del dispositivo: "Ridicoli, vergogna!".

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Brutte notizie per Vincenzo Iaquinta. L'ex giocatore di Udinese e Juventus è stato condannato a due anni di reclusione, mentre il padre addirittura a 19. La notizia arriva dopo l'ultima udienza del processo "Aemilia”, il più grande nel Nord Italia contro la ‘Ndrangheta. 

Per il campione del mondo nel 2006 con l'Italia, accusato di reati relativi alle armi, la stessa accusa aveva richiesto anche 6 anni di fermo, ma nella sentenza di primo grado è caduta l’aggravante mafiosa.

Invece il padre Giuseppe Iaquinta, accusato di associazione mafiosa, è stato condannato a 19 anni. Prima della sentenza arrivata oggi, mentre era ancora in corso la lettura del dispositivo, i due hanno inizia a urlare: "Ridicoli, è una vergogna". 

'Ndrangheta, condannato a 2 anni Vincenzo Iaquinta: la rabbia dell'ex giocatore

L'ira di Vincenzo Iaquinta non si è placata all'uscita dall'aula, dove è stato ripreso dalle telecamere mentre urlava: 

Non sappiamo neanche cosa sia la 'Ndrangheta, mi hanno rovinato la vita per niente, per due ombrelloni, hanno rovinato la mia famiglia. Tutto questo perché sono calabrese? Perché sono di Cutro? Io ho vinto un Mondiale e sono orgoglioso di essere calabrese. Io e mio padre non abbiamo fatto niente, con la 'ndrangheta non c'entriamo niente. Io sto soffrendo come un cane

In totale, su 150 imputati, sono state 125 le condanne, 19 le assoluzioni e 4 le prescrizioni per i 148 imputati.

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