Real Madrid, tutti i nomi per la panchina sulla lista di Perez

Licenziato Lopetegui, Florentino Perez cerca un sostituto capace di rianimare una squadra in crisi. E mentre la lista dei candidati continua ad allungarsi, Solari sogna un "effetto Zidane".

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Chi sarà il prossimo allenatore del Real Madrid? A chi spetterà il compito di guidare la squadra che molti ancora considerano la più forte d'Europa, capace di vincere le ultime tre edizioni della Champions League e di schierare addirittura 8 candidati al prossimo Pallone d'Oro? Dopo il licenziamento di Julen Lopetegui, arrivato all'indomani della dolorosa disfatta nel Clasico contro il Barcellona, la domanda è lecita e la risposta tutt'altro che scontata, con una lunga serie di nomi che viene un momento accostata e quello dopo allontanata dalla panchina delle merengues.

Julen Lopetegui, ex commissario tecnico della Spagna, ha dovuto rinunciare al sogno di partecipare a un Mondiale per guidare il Real Madrid, alla fine, in un percorso durato appena 14 partite: il tempo di centrare 6 vittorie, 2 pareggi e ben 6 sconfitte, un ruolino di marcia inaccettabile per un club che continua a sentirsi giustamente tra i migliori al mondo e non può accettare come scusante la partenza in estate di Cristiano Ronaldo, campione che al Bernabeu ha segnato un'epoca come i più grandi di sempre.

E mentre la soluzione per l'immediato ha il nome di Santiago Solari - 42 anni compiuti da poco, tecnico della squadra riserve del Castilla e giocatore dei blancos dal 2000 al 2005, anno in cui si trasferì all'Inter - per il futuro Florentino Perez sta sondando una lista di nomi importanti senza però avere ancora trovato una soluzione: si va dal chiacchieratissimo Conte al ct del Belgio Roberto Martinez, da un'altra soluzione interna rappresentata da Guti al tecnico del Tottenham Pochettino fino a Arsène Wenger e José Mourinho - e si tratterebbe di un clamoroso ritorno.

Il Real Madrid vuole Pochettino per il dopo-LopeteguiGetty Images

Chi guiderà il Real Madrid? Tutti i candidati di Perez

Santiago Solari

Florentino Perez continua a cercare l'uomo giusto, ma intanto come detto tocca a Santiago Solari: da ieri tecnico ad interim, l'argentino ha due settimane di tempo e quattro partite per ripetere il famoso "effetto Zidane", convincere cioè la dirigenza di essere in possesso delle qualità necessarie per guidare la squadra campione d'Europa in carica alla rinascita e guadagnarsi l'investitura di allenatore della prima squadra a tutti gli effetti. Due settimane, non un giorno di più, in quanto questo è il periodo massimo che la federcalcio spagnola concede a un allenatore "temporaneo".

Quattro partite, dicevamo, in cui la squadra e non solo Solari dovranno fornire risposte a una dirigenza furiosa, che sa bene come tutte le colpe della difficile situazione attuale non fossero riconducibili a Lopetegui ma che si è trovata costretta a intervenire per raddrizzare una stagione che ancora può essere salvata. Il primo esame arriverà mercoledì 31 ottobre, quando nella gara di andata dei sedicesimi di finale di Coppa del Re il Real Madrid farà visita al Melilla, club militante in terza serie.

Vincere è il minimo, convincere aiuterebbe non poco la causa del tecnico argentino, che poi potrà mostrare il suo valore nelle successive sfide in casa contro il Valladolid (3 novembre) e in trasferta contro Viktoria Plzen (Champions League, 7 novembre) e Celta Vigo (11 novembre): dopo quest'ultima sfida, complice la pausa internazionale, la dirigenza potrà prendere atto dei risultati conseguiti e decidere se andare avanti o meno con Solari.

Ma se l'argentino non dovesse convincere quali sarebbero le soluzioni alternative?

Antonio Conte

Prima scelta di Florentino Perez, che lo avrebbe voluto alla guida della squadra già all'indomani dell'esonero di Lopetegui, Antonio Conte viene visto dal presidente delle merengues come l'uomo giusto per riportare ordine grazie a un carattere forte e autoritario che però potrebbe portarlo a non essere il benvenuto nello spogliatoio dei blancos, dove non mancano leader carismatici come ad esempio il capitano Sergio Ramos, che nei giorni scorsi aveva sottolineato il concetto che "il rispetto non si impone, bisogna guadagnarselo".

A questo bisogna aggiungere che il tecnico salentino, che resta ancora il candidato principale alla successione di Lopetegui, non avrebbe trovato l'accordo con Perez riguardo alla durata del contratto e sarebbe comprensibilmente dubbioso sull'eventualità di subentrare a stagione in corso in una situazione tanto delicata.

Mauricio Pochettino

Dall'Inghilterra media e tabloid fanno il nome di Mauricio Pochettino, tecnico del Tottenham Hotspur già avvicinato in estate nei giorni immediatamente successivi all'addio di Zinedine Zidane: l'argentino era infine rimasto a Londra, convinto di un progetto che invece stenta a decollare e che potrebbe aver cambiato le sue prospettive. Rappresenterebbe la principale alternativa a Conte, ma per liberarlo le merengues dovrebbero pagare un indennizzo al club inglese e svolgere tutte le pratiche entro due settimane, incognite non da poco che potrebbero ostacolare la trattativa.

Zinedine Zidane

E se tornasse il tecnico francese capace di guidare la squadra alla conquista delle ultime tre Champions League? Molti media spagnoli paventano questa possibilità, affermando che sarebbero stati gli stessi giocatori a chiedere il ritorno in panchina di Zizou. La pista sembra davvero poco percorribile, in quanto i rapporti tra Zidane e Perez si sono interrotti bruscamente e molto difficilmente potranno essere ricomposti in così breve tempo.

Zidane e PerezGetty Images

José Mourinho

Da tempo in rotta con il Manchester United, anche quello di José Mourinho è un nome che scalda i media e che rappresenterebbe un ritorno clamoroso a distanza di 5 anni da un'esperienza che non andò nel migliore dei modi. Il portoghese, come Conte, sarebbe in possesso del carattere autoritario che Perez reputa fondamentale per risollevare la squadra, ma come l'italiano potrebbe avere difficoltà a imporsi nello spogliatoio, oltretutto a stagione in corso.

José Mourinho al Real MadridGetty Images

Arsene Wenger

Dopo aver lasciato la panchina dell'Arsenal dopo oltre vent'anni, periodo in cui è stato capace di rivoluzionare il calcio inglese, Wenger è rimasto fermo fino a oggi e non certo per mancanza di offerte: l'alsaziano gode di grande stima nel mondo del calcio, ma la sua indubbia competenza andrebbe verificata in un'ambiente caldo e competitivo come quello di Madrid, soprattutto dopo tanti anni passati in quello sicuramente più confortevole dei Gunners. Il suo rimane un nome interessante, ma non certo una prima scelta.

Roberto Martinez

Ecco dunque che dopo Conte e Pochettino il nome più accreditato a guidare la rinascita del Real Madrid sarebbe quello di Roberto Martinez, ex giocatore di medio livello scopertosi tecnico preparato e capace alla guida di Swansea, Wigan e Everton e poi esploso come commissario tecnico del Belgio, guidato fino allo storico terzo posto di Russia 2018 e al primo posto nel ranking FIFA per le Nazionali. Martinez si trova bene dov'è, ma è indubbio che allenare il Real Madrid rappresenterebbe per lui una consacrazione e una sfida a cui sarebbe difficile rinunciare.

Alla lista dei candidati vanno aggiunte le suggestioni relative a Guti e Hierro, bandiere del club da calciatori ma che da allenatori non sembrano godere del pedigree necessario e poi Joachim Low, commissario tecnico della Germania campione del mondo nel 2014 ma da tempo in crisi di risultati. I bookmakers inglesi suggeriscono addirittura nomi come Carlo Ancelotti, Jurgen Klopp e persino il ritorno impossibile di Rafa Benitez, ultimo in classifica in Premier League con il Newcastle e che a Madrid ha già fallito guidando la squadra per sei mesi prima di lasciare il testimone a Zidane.

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