Real Madrid, tocca a Solari: due settimane per realizzare un sogno

Ha compiuto da poco 42 anni, si è formato come tecnico nelle giovanili del club e ora ha 14 giorni per prendersi le merengues, ripetendo magari quanto realizzato dall'ex compagno Zinedine Zidane.

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E se l'uomo capace di far rinascere il Real Madrid fosse Santiago Solari? Dopo un inizio di stagione da incubo che ha portato a ben 6 sconfitte, a 8 ore di gioco senza gol e al tracollo nel Clasico contro il Barcellona, Julen Lopetegui ha concluso la sua avventura con le merengues appena quattro mesi dopo averla cominciata, e nelle ore immediatamente successive alla disfatta del Camp Nou i media di tutto il mondo già parlavano di numerosi nomi pronti a prenderne il posto in quello che rimane il club più prestigioso - e vincente - al mondo.

Alla fine, defilatosi Antonio Conte e in attesa di capire come andrà con Pochettino, Roberto Martinez e gli altri candidati, il Real Madrid ha deciso di puntare per il momento su una soluzione interna, promuovendo temporaneamente il tecnico del Castilla - la squadra riserve - Santiago Solari con un incarico ad interim: l'argentino avrà due settimane di tempo per dimostrare il suo valore, quattro gare per tentare di ripetere quanto realizzato da Zinedine Zidane, che partendo dalla stessa posizione e situazione fu capace di portare le merengues a vincere 3 Champions League consecutive.

Dovesse riuscire nell'impresa, Solari, che come Zidane prima di lui non ha nessuna esperienza in panchina di alto livello, realizzerebbe un sogno che insegue ormai da tempo e che è rimasto il suo obiettivo nelle ultime stagioni, spese a scalare i ranghi del club: diventare l'allenatore vero e proprio del Real Madrid, società che da giocatore lo ha visto toccare le vette più alte in carriera, le stesse che vuole nuovamente raggiungere come tecnico.

Santiago Solari, ad interim allenatore del Real MadridGetty Images

Real Madrid, Santiago Solari insegue un sogno

Che guidare il Real Madrid fosse un sogno nel cassetto, di quelli di cui è quasi meglio non parlare, Solari lo confessò a El Pais nel 2013, all'indomani dell'inizio di una carriera da allenatore che lo ha visto passare dai giovani allievi del Cadete B al Castilla al ritmo di una promozione all'anno, con l'ultima esperienza nella selezione Juvenil A interrotta dopo appena sei mesi per prendere posto sulla panchina della squadra riserve dei blancos in sostituzione di Luis Miguel Ramis.

A Madrid, Solari arriva nel gennaio del 1999: centrocampista duttile, capace di giostrare come interno o ala di centrocampo e molto dotato tecnicamente, si è messo in mostra nel River Plate ed è quindi stato prelevato dall'Atletico Madrid. I Colchoneros non sono però all'epoca la squadra solida dei giorni nostri e retrocedono clamorosamente al termine di una stagione balorda dove però quel giovane talento argentino si è messo in buona luce al punto da guadagnarsi la chiamata del Real Madrid, che lo preleva nell'estate del 2000.

Quelli che seguiranno saranno 5 anni importanti, i migliori in carriera: vero è che nel centrocampo dei Galacticos Solari fatica a ritagliarsi un posto da titolare, ma rientra sempre nelle rotazioni e viene apprezzato dai tecnici con cui si trova a lavorare per la serietà e la capacità di farsi sempre trovare pronto, adattandosi al piano tattico della partita anche entrando in corsa. Le soddisfazioni non mancheranno: 2 campionati spagnoli, 2 Supercoppe e una Champions League, la nona nella storia del club, dove in finale contro il Bayer Leverkusen l'argentino gioca tutti i 90 minuti di gioco entrando anche nell'azione dello strepitoso tiro al volo con cui Zidane stende i tedeschi.

Nel 2005, in cerca di un ruolo da protagonista, Solari lascia le merengues per tentare l'avventura in Serie A, all'Inter, dove in 3 stagioni vincerà altrettanti Scudetti senza però mai riuscire a conquistarsi un posto da titolare. C'è tempo per un'ultima puntata in Sud America, un finale di carriera tra San Lorenzo, Atlante e Penarol, quindi nel dicembre del 2010 ecco il ritiro: inizialmente si dedica alla scrittura, diventando un cronista molto seguito per El Pais e descrivendo così il connazionale Lionel Messi.

Ogni volta che Messi riceve il pallone la terra trema, tutti ammutoliscono e gli allenatori avversari sprofondano la testa nelle spalle e infilano le mani in tasca, come chi dopo aver visto un fulmine non può fare altro che aspettare il tuono. L'aria vibra per alcuni secondi. E poi è gol.

Celebre è inoltre un'altra sua affermazione sulla stella del Barcellona, formulata in seguito alla domanda su chi fosse il migliore tra Messi e Cristiano Ronaldo.

Cristiano Ronaldo è il miglior calciatore al mondo. Perché Messi gioca un altro sport.

Zidane e SolariGetty Images
Dopo averci giocato insieme, Solari sogna di ripetere quanto fatto da Zidane sulla panchina del Real Madrid.

Il richiamo del campo è troppo forte, e nel 2013 eccolo in panchina, apprendista allenatore dei giovanissimi prospetti dei blancos, quindi una carriera rapidissima che raggiunge il suo momento di massimo splendore martedì 29 ottobre 2018, quando Santiago Solari dirige il suo primo allenamento al Real Madrid in una mattinata fredda e umida. Chiede intensità e impegno, viene incontro al gruppo riportando al centro della scena il preparatore atletico Antonio Pintus, avvicendato in seguito a una mossa poco felice di Lopetegui.

Tatticamente potrebbe optare per il 4-2-3-1, avanzando Modric sulla trequarti o escludendo Kroos e, con il croato in mediana di fianco a Casemiro, puntare su Asensio trequartista. Potrebbe anche lasciare inalterato il 4-3-3 e persino gli uomini, lavorando sulla testa e le motivazioni dei giocatori come fece a suo tempo Zidane e poi, lentamente, lasciando la propria impronta: perché il calcio, e i sudamericani lo sanno, non è un'alchimia che coinvolge soltanto numeri e posizioni in campo ma riguarda anche le emozioni.

E a proposito di emozioni: Solari adesso può vivere il suo sogno, potrà farlo per due settimane, 4 partite, 360 minuti compresa una notte di Champions League a Plzen dove è fondamentale fare risultato ma tutt'altro che scontato visto il risicato 2-1 con cui le merengues si sono imposte sui cechi in casa all'andata. Accadeva appena una settimana fa, l'unica vittoria di Lopetegui nelle ultime 7 gare, un successo che non aveva illuso nessuno.

Il Real Madrid riparte, almeno temporaneamente, da Solari, che a sua volta comincia da Melilla un percorso che tra 14 giorni e 4 partite potrebbe vederlo confermato ufficialmente, sulle orme di Zinedine Zidane. Due settimane per giocarsi una scommessa attesa per anni, due settimane per rendere reale un sogno che sembrava impossibile: Santiago Solari è pronto, e c'è da credere che farà il massimo per sedere molto più a lungo sulla panchina delle merengues.

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