NFL London 2018: il questionario di Ertz e tutto il dietro le quinte

L'NFL manda in archivio il terzo e ultimo weekend londinese. Noi proviamo a raccontarvi tutto quello che c'è stato dietro la partita tra aneddoti e curiosità.

Gli Eagles cambiano il match Getty Images

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L'avventura di NFL London comincia quando ancora venerdì è buio profondo, perchè l'obiettivo è di poter presenziare all'allenamento del venerdì delle due squadre, sebbene l'NFL, normalmente molto prodiga di dettagli, latiti sull'arrivo delle squadre e le loro attività. Quando finalmente giungiamo a Londra arriva la tanto attesa missiva che purtroppo ci dice della contemporaneità degli allenamenti e, dovendo scegliere, optiamo per la novità londinese degli Eagles.

Il viaggio per arrivare all'Irish Training Ground è di un'ora e mezza da Wembley tra cambi di metropolitana e treni, ma all'arrivo il podio di Pederson è già pronto con tanti media (perlopiù a seguito della squadra) che seguono l'avvicinamento al match. Il tema caldo del weekend è stato l'adattamento a un viaggio lungo, la gestione del jet lag e il dosare lo sforzo, anche se in questo caso si nota quanto gli americani in generale e soprattutto le squadre NFL siano poco abituate a viaggiare, infatti la visione degli allenamenti aperta si limita a due sessioni di una decina di minuti per foto e qualche video, potendo braccare qualche giocatore verso gli spogliatoi.

Di sicuro l'intervista più curiosa arriva con Zach Ertz che viene coinvolto in un quiz sui suoi compagni piuttosto divertente:

- Chi è il compagno più veloce?

Credo Nelson Agholor.

- Chi è il più lento?

Mah probabilmente un uomo di linea ma non saprei.

- La miglior capigliatura?

Jaylen Mills, è un suo punto di forza.

- Il miglior giocatore?

Carson Wentz.

- Il più fashion?

Probabilmente Jason Kelce.

 

Tra gli altri hanno colpito molto le due facce del leader difensivo Malcom Jenkins tanto fisico e anche provocatorio all'interno del campo nel guidare il suo reparto, quanto disponibile, sorridente e sempre con una risposta pronta al di fuori. Le sue interviste sia della vigilia, che dopo il match testimoniano la sua caratura personale, evidenziata anche in alcune posizioni sociali prese nell'ultimo periodo.

NFL: l'avvicinamento e le emozioni del pre match

Il sabato è sostanzialmente un intermezzo d'avvicinamento al match, perchè fans e media (soprattutto europei) cominciano a popolare la città in vista. L'evento The Drum del sabato è il classico riempitivo con le leggende delle due squadre poi presenti anche il giorno successivo (Josh Scobee e Fred Taylor per i Jaguars, Brent Celek e Jon Dorenbos per gli Eagles). Tanti addetti ai lavori hanno utilizzato il sabato o per visitare la città, o per dedicarsi ad altri sport sebbene solo il Fulham giocasse in casa nella Premier League.

Arriva così il momento della partita e già dalle prime luci della giornata i fan hanno occupato le strade intorno a Wembley per contribuire al clima di festa. I baracchini antistanti lo stadio già grigliavano le ribs, vendevano panini e soprattutto trovavano una certa partecipazione nella consumazione di birra anche come colazione. Ha stupito, però, la presenza di un notevole numero di bagarini che compravano e vendevano biglietti, quasi al cospetto della polizia in una nuova versione di: tutto il mondo è paese.

Quando tutto deve cominciare o è finito

La bellezza di poter vivere dal lato media questi eventi, è la possibilità di godersi ogni secondo ed entrare in uno Wembley completamente vuoto, ma già agghindato a festa con le bandiere americane e inglesi sul campo durante gli ultimi ritocchi, dando un quid di sacralità all'evento. La sala giornalisti e la postazione sono nell'ottima posizione verso la endzone con il simbolo dei Jaguars e la bellezza di potersi recare all'uscita degli spogliatoi o all'ingresso del tunnel per carpire stati d'animo e rituali dei giocatori è una cosa che solo vivendo l'evento live si può trasmettere.

A ogni passaggio delle cheerleader i militari dimostravano apprezzamento fino all'arrivo di una sposa che è entrata in campo (probabilmente con il marito) per non precisati motivi. Gli inni nazionali, le varie celebrazioni e il kickoff diventano la sublimazione del weekend e nonostante un'aria tagliente a tratti, unita a un primo tempo da non consegnare agli annali NFL, il match vola via con un secondo tempo molto intenso e vibrante, seppur non privo di errori. Formalmente i Jaguars giocherebbero in casa, ma si sentono solo i tantissimi tifosi Eagles che fischiano qualsiasi cosa si muova con un giaguaro come simbolo e quando Smallwood conquista il primo down della vittoria è una festa scandita dal classico coro: E-A-G-L-E-S EAGLES!

La possibilità di concludere il weekend con l'entrata negli spogliatoi, fa comprendere quanto ci sia dietro una squadra NFL, quanto immensa sia la mole di persone e addetti ai lavori per gestire i giocatori, a partire dai sette/otto pullman per trasportarli o alla decina abbondante d'inservienti che servono solo per raccogliere panni sporchi e attrezzatura. Con l'uscita dalle locker room, un salto al Tailgate per dare un occhio allo shop ufficiale semplicemente off limits prima della partita e trovare prezzi onestamente al di fuori del mercato, si chiude l'esperienza nostra e di FoxSports live a questo NFL London 2018 con la speranza di avervi trasmesso alcune delle emozioni che solo vivendo gli eventi on site si possono percepire. Per le due squadre arriva la bye week, mentre tutte le altre faranno il giro di boa della stagione che strizza sempre di più l'occhio verso il Super Bowl.

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