Nessuno vuole allenare il Real Madrid, la squadra migliore al mondo

Zidane prima, Conte e Pochettino poi hanno dubbi sul Real Madrid attuale, una squadra da resettare, a cui dare nuovi stimoli e dalla quale bisogna allontanare calciatori pieni di vittorie senza perderci denaro.

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Quando questa estate Zidane ha improvvisamente annunciato di voler lasciare il Real Madrid, dopo aver vinto tre Champions League consecutive, i critici hanno avuto due reazioni: da una parte c’era chi pensava che Zizou sbagliasse tutto, perché era folle abbandonare una squadra del genere senza avere nessun’altra esperienza su una panchina di prestigio e senza una squadra che ne richiedesse i servizi.

I secondi avevano invece ben chiara la situazione che si era venuta a creare nello spogliatoio del Real Madrid: era una vera e propria polveriera che Zidane, non si sa come, soprattutto nel suo terzo anno aveva tenuto compatto intorno all’obiettivo più grande. L’uomo su cui ha costruito una stretta cerchia di fedelissimi era Cristiano Ronaldo, venuto meno lui con le dichiarazioni sul campo dopo la finale con il Liverpool, tutto si è sfaldato. Prima Zidane, poi Cristiano Ronaldo e solo per un soffio è rimasto Modric, il quale sapeva benissimo come sarebbero andate a finire le cose.

Per rinfrescare una squadra come questo Real Madrid c’era una sola possibilità, un nuovo allenatore, magari giovane, e Lopetegui aveva queste caratteristiche, insieme ad un mercato alla vecchia maniera, comprando il meglio che c’era su piazza per dare energie nuove ad un gruppo pieno di onori e con tante scorie da ripulire. Tutto questo non è avvenuto e adesso, con Lopetegui che non è riuscito a tenere la barra dritta nello spogliatoio, perché i due uomini su cui voleva ripartire, Isco e Asensio, non si sono dimostrati all’altezza, la situazione si fa davvero difficile. Quale allenatore può pensare di arrivare in una squadra del genere e ripartire da dove tutto era finito, dalla finale contro il Liverpool? Difficile per tutti, Antonio Conte incluso.

Lopetegui ha pagato anche i problemi creati alla Spagna nel momento del suo passaggio al Real MadridGetty Images
Lopetegui ha puntato su un gruppo di giovani spagnoli, Isco e Asensio su tutti, non venendo ripagato.

Conte e il Real Madrid: non è questo il momento per prendere in mano la squadra più importante del mondo

Al Real Madrid siamo ormai al paradosso perché se da una parte c’era un Lopetegui da licenziare per forza di cose, anche se Florentino Perez tutto avrebbe voluto fare tranne cacciarlo dopo il casino creato per prenderlo questa estate, minando anche le sicurezze della Spagna ai Mondiali, dall’altra nessuno vuole prendere il suo posto per non bruciarsi un’occasione così importante.

La Casa Blanca trema perché serve davvero poco per far letteralmente esplodere uno spogliatoio in cui si sono create fazioni fortissime e dal quale sarebbero potuti uscire (ma potrebbero farlo anche in inverno) calciatori multimilionari per un valore molto minore rispetto al reale. Dopo la manita subita dal Barcellona, Lopetegui non è più presentabile, ma resta il problema del doverlo sostituire.

A Madrid tutti parlavano fino a poche ore fa di Antonio Conte, il miglior allenatore disoccupato in circolazione, forse insieme a Zidane, ma un suo ritorno sarebbe pura follia. Conte però sembra non accettare le condizioni di Perez o comunque non è ben voluto dalla squadra, che mise già un argine al suo arrivo prima della scelta di Lopetegui. Ripartire dalla squadra migliore al mondo per Antonio Conte dovrebbe essere il modo ideale per tornare in pista, ma ripartire da questo Real Madrid è un investimento troppo difficile.

La Liga è già quasi andata, perché nei campionati attuali recuperare a squadre come il Barcellona 7 punti è una grande impresa. La Champions League è ovviamente alla portata, ma la squadra com’è messa? Se Perez poteva evitare di creare un problema, bastava almeno non toccare Keylor Navas, ben voluto da tutti, ma in estate ha fatto un solo acquisto già pronto, Courtois, per 35 milioni di euro, creando dissapori anche per quel che riguarda il portiere titolare.

I centrali sono il meglio che c’è, Sergio Ramos-Varane, ma sembrano troppo distratti, dopo le tante vittorie il primo e i fasti mondiali il secondo. Marcelo è l’unico, con Modric, che anche con Lopetegui hanno giocato alla grande, mentre a destra Odriozola fa rimpiangere Carvajal infortunato.

Se di Modric abbiamo confermato la sua capacità di giocare sempre al suo livello, anche se non può avere lo stato di forma dei Mondiali, Kroos invece preoccupa e non poco, perché sembra giocare a due marce in meno, e lo fa anche in nazionale senza l’ambiente blancos intorno. L’addio di Cristiano Ronaldo non poteva che essere un disastro e nessuno ne può prendere né la quantità di gol in ogni stagione né soprattutto la personalità. Benzema e Bale stanno facendo anche una buona stagione ma poggiare tutto sulle loro spalle non porta a risultati prestigiosi.

Con una squadra così, e con i calciatori spagnoli su tutti che stanno rendendo poco, Isco, Asensio, Sergio Ramos, Ceballos fra gli altri, un allenatore nuovo ha fin da subito una serie di problemi complessi da risolvere. Il Real Madrid attuale non è una squadra solo da rigenerare e da scuotere, per ridargli nuovi stimoli. Serve letteralmente fare un reset, difficile da portare avanti in pochi mesi con un presidente che non ti appoggia e un ambiente che difficilmente vuole lasciar andare i campioni che hanno fatto grandi imprese. In queste condizioni, Conte e tanti altri preferiscono soprassedere e aspettare momenti migliori. Per il momento su quella panchina c'è Santiago Solari e non è detto che non ci resterà almeno fino a a fine stagione.

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