MotoGP, Lin Jarvis: "Il problema della Yamaha non è il motore"

La vittoria di Vinales in Australia non risolve i problemi Yamaha in MotoGP. Lin Jarvis annuncia grandi cambiamenti in fase organizzativa e punta tutto sull'elettronica.

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La vittoria di Maverick Vinales a Phillip Island non rappresenta l'uscita dalla crisi della Yamaha. Il pilota di Figueres ha solo resettato il conteggio negativo di "non vittorie" iniziato un anno e mezzo dopo il GP di Assen del 2017, proseguito ininterrottamente per 26 gare in cui la casa di Iwata ha conquistato podi in gran parte occasionali. Risolta la parte ciclistica nella scorsa stagione, con ben sette specifiche differenti di telaio, il Blue Team ha dovuto affrontare difficoltà in termini di elettronica, preannunciate ad inizio Mondiale MotoGP, con la consapevolezza che un intero campionato non sarebbe bastato per colmare il gap da Honda e Ducati.

In Australia è stato riassaporato il gusto della vittoria, una sensazione quasi dimenticata, un obiettivo che sembrava impossibile nel 2018, ma conquistato ancora una volta grazie a circostanze eccezionali: la caduta di Marc Marquez e l'assenza di Jorge Lorenzo. Resta pur sempre un trionfo "storico" che mette parzialmente fine ad uno dei peggiori periodi del curriculum della casa giapponese in MotoGP. Guai però a tenere ben presente le opposte sensazioni ed emozioni nel box a Phillip Island. Se da un lato il team di Vinales gioiva per un successo quasi inatteso, nell'altro angolo del garage si stagliava la delusione di Valentino, Galbusera, Flamigni e della squadra VR46, traditi per l'ennesima volta dal consumo della gomma posteriore.

Malesia e Valencia saranno sulla carta impegni ostici, da sfruttare come test in vista delle prime prove collettive invernali. Urge capire perchè Rossi e Vinales sono stati protagonisti due prestazioni quasi diametralmente opposte. Set-up e stili di guida divergenti hanno il loro peso, ma non abbastanza da giustificare il gap in gara. Il Dottore veloce nelle prima fasi fino a calare progressivamente e scivolare al sesto posto finale con 5 secondi di ritardo, lo spagnolo alle prese con una gara in salita fino all'ottavo giro, prima di prendere il largo e salire sul podio più alto. Interrogativi che dovranno essere sciolti prima dell'inizio dei test 2019, pena un'altra stagione a dover rincorrere le due dirette avversarie, che potrebbero diventare tre con l'evoluzione del team Suzuki.

Valentino Rossi pilota MotoGP YamahaGetty Images

MotoGP, Lin Jarvis annuncia cambiamenti nell'organizzazione Yamaha

Domenica scorsa Lin Jarvis si è congratulato calorosamente con Maverick e lo ha applaudito sotto il podio, poi è andato nella "cabina" di Valentino e ha passato 15 minuti da solo con lui. Il manager inglese è pienamente consapevole che la vittoria è solo il primo passo di un lungo percorso che richiede lavoro, investimenti, ma anche una nuova organizzazione del team. Non si escludono novità sorprendenti nei piani alti.

Non ricordavo più cosa significasse vincere una gara, è passato tanto tempo... I giornalisti ci ricordavano ad ogni Gran Premio che era il 23° senza vittorie, il 24°, il 25°. Adesso ricominciamo daccapo, deve essere l'inizio di un reset Yamaha. Abbiamo già fatto piani per organizzare il 2019. Questa vittoria aumenterà la nostra motivazione. Ora sappiamo di nuovo cosa si prova a vincere. Penso che sarà una grande spinta per la Yamaha... Ci saranno cambiamenti nell'organizzazione, se lasciamo tutto uguale non usciremo dal buco.

Da qualche mese l'attenzione dei problemi si è spostata anche sul motore della M1, ma secondo Jarvis l'uscita dalla crisi passa quasi esclusivamente dalla centralina elettronica. In tante occasioni Valentino Rossi ha dimostrato di essere veloce, di potersi trovare in testa al gruppo prima di calare nel finale di gara. Non certo un problema di potenza, bensì di trazione, spin e accelerazione.

Non credo che sia il motore il problema più grande. Il problema è l'accelerazione, la trazione. Ho visto più volte in gara che Valentino è arrivato in prima linea, ma ha finito quarto. Questo non è per mancanza di motore... Quello che dobbiamo risolvere non è la potenza, ma il modo di gestirla e scaricarla sulla gomma.

La vittoria di Vinales servirà da stimolo per preparare al meglio i test MotoGP di Valencia e Jerez, fiduciosi che tornare al vertice è possibile se gli ingegneri troveranno le necessarie soluzioni. Esordirà anche un motore meno aggressivo ai bassi regimi che potrebbe facilitare il lavoro della nuova divisione elettronica con base a Gerno di Lesmo. Ripartire da un primo posto può rendere tutto più semplice...

È davvero bello vederlo sorridere, con un sorriso incredibile, è una spinta alla sua fiducia, è molto importante per un pilota essere in grado di dire che può farlo. Sono molto felice.

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