Ufficiale: Julen Lopetegui esonerato dal Real Madrid

Il tecnico spagnolo ha ricevuto il benservito prima dalla federazione spagnola e ora dai Blancos: in pochi mesi la sua carriera è precipitata.

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Una delusione mondiale. Doppia, perché col senno del poi fa più male. Julen Lopetegui ha perso tutto in pochi mesi. Proprio quando sembrava aver raggiunto l'apice della sua carriera. Proprio quando sembrava potesse vivere un periodo pieno di successi e soddisfazioni. Eppure in meno di 140 giorni si è ritrovato senza niente. Cacciato dalla nazionale spagnola prima, esonerato dal Real Madrid poi.

Il 12 giugno sembrava potesse essere il giorno più felice della sua vita. Dopo aver conquistato la qualificazione ai Mondiali di Russia con la sua Spagna (battendo sonoramente l'Italia di Ventura nella fase a gironi della qualificazione), è stato contattato dal Real Madrid per sostituire Zidane. Lui sulla panchina della squadra campione d'Europa da tre anni, subito dopo aver guidato le Furie Rosse al titolo mondiale. Questo era il suo piano quando, quel 12 giugno, ha firmato con i madrileni.

Le cose però sono andate in maniera completamente diversa. La federazione spagnola non ha apprezzato (né accettato) la sua firma con il Real Madrid. Avrebbe dovuto esordire (da favorito al titolo) ai Mondiali nel match Spagna-Portogallo in programma solo due giorni dopo, invece il 13 giugno è stato esonerato con effetto immediato. Niente più nazionale, gli restavano "solo" i Blancos.

Lopetegui al termine di Barcellona-Real MadridGetty Images
Lopetegui al termine di Barcellona-Real Madrid

Real Madrid, esonerato Lopetegui: la sua avventura con i Blancos e i problemi con la nazionale

Appena arrivato a Madrid è però esplosa la grana Cristiano Ronaldo. Il portoghese aveva già deciso di lasciare il club e Lopetegui non è riuscito a fargli fare un passo indietro. Così, dopo Zinedine Zidane, il Real ha perso un altro protagonista assoluto dei suoi recenti successi. Il tecnico ha provato a sfruttare l'addio di CR7 per motivare la squadra, ma non ce l'ha fatta. Le sue dichiarazioni su Ronaldo, rilette oggi, fanno quasi sorridere.

Quando ho firmato, Cristiano era ancora di proprietà del Real Madrid ma ha subito espresso l'intenzione di andarsene. Sarà una sfida emozionante creare una grande squadra senza di lui

Evidentemente però non ci è riuscito, perché già a Ferragosto è arrivata la prima, cocente, sconfitta nella Supercoppa europea contro l'Atletico Madrid (gara finita 2-4 dopo i supplementari). Al termine della partita Lopetegui si disse comunque sicuro delle ambizioni della sua squadra.

Capisco che molti pensino che questa squadra sia sazia, ma non è così, dobbiamo pensare a questa stagione, non a quanto fatto in quelle precedenti

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Nel 5-1 subito domenica contro il Barcellona, invece, il Real Madrid è sembrato piatto. Ha reagito solo a inizio secondo tempo, quando ormai era sotto 2-0. Poi, incassato anche il 3-1, ha completamente staccato la spina. Per tutta la gara la difesa è sembrata in totale confusione. Clamoroso l'errore di Nacho sul primo gol, ingenuo Varane sul secondo, incredibilmente superficiale Sergio Ramos sul quarto. Una squadra piatta, per nulla ambiziosa.

Eppure in campionato le cose non erano nemmeno cominciate male. Tre partite, tre vittorie (contro Getafe, Girona e Leganes), per un totale di 10 gol fatti e appena 2 subiti. Il 3-0 alla Roma in Champions League e altri 4 punti conquistati contro Athletic Bilbao ed Espanyol non sembravano annunciare una crisi così profonda. Lopetegui sembrava quindi esser riuscito a trovare la quadratura del cerchio. In realtà era un'illusione.

Delle ultime sette partite il Real Madrid ne ha però vinte appena una (contro il Viktoria Plzen). La prima sconfitta stagionale (3-0 contro il Siviglia il 26 settembre) ha minato le certezze dei giocatori. L'allenatore non era evidentemente ancora riuscito a conquistare la fiducia di tutto lo spogliatoio, che si è riscoperto tremendamente insicuro. E l'assenza di Cristiano Ronaldo improvvisamente è tornata a pesare.

Per quattro partite di fila il Real è rimasto a secco di gol (Siviglia, Atletico Madrid, CSKA Mosca e Alaves), perdendo successivamente anche in casa contro il Levante. Una serie di umiliazioni troppo lunga per passare inosservata. E i problemi sono diversi: manca il gioco, la difesa è instabile e l'attacco non segna. Impossibile non mettere in discussione l'allenatore. Nemmeno la vittoria in Champions contro il Plzen ha calmato le acque. E la sconfitta contro il Barcellona, arrivata in quel modo, non poteva che far cadere il vaso, rompendolo in mille pezzi.

Lopetegui quando allenava la SpagnaGetty Images
Lopetegui quando allenava la Spagna

Per questo, a circa 140 giorni da quel 12 giugno, quando trovò l'accordo col Real Madrid, quella firma su quel contratto va rivalutata completamente. All'epoca Lopetegui sognava di guidare la nazionale spagnola alla vittoria del Mondiale e di confermarsi poi con il club più prestigioso al mondo. In realtà l'inchiostro sul contratto non ha fatto in tempo ad asciugarsi che per Julen sono cominciati i problemi. Prima in nazionale, poi a Madrid. Per questo per lui questi mesi sono una delusione mondiale. Doppia, perché col senno del poi avrebbe dovuto pensare esclusivamente alla Spagna. E chissà, per come si era presentato in Russia, oggi magari sarebbe campione del mondo.

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