PSG, Mbappé in panchina per motivi disciplinari: la scelta di Tuchel

Escluso con Rabiot dall'undici di partenza contro il Marsiglia a causa di un ritardo, il francese entra e risolve la gara. Il tecnico rischia ma ribadisce che la squadra e le regole vengono al primo posto.

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Nel corso degli anni, nonostante l'impegno profuso sul mercato dalla ricchissima proprietà qatariota rappresentata dal patron Nasser Al-Khelaifi, il PSG ha faticato non poco a costruirsi una credibilità da grande squadra: certo, in patria nelle ultime 6 stagioni i parigini hanno conseguito la vittoria di 5 campionati di Ligue 1, 4 Coppe di Francia e altrettante Coppe di Lega, ma la sensazione è sempre stata quella tra gli addetti ai lavori di una squadra grande nell'Esagono ma ancora immatura per competere ai massimi livelli europei nonostante la parata di stelle che man mano hanno vestito la maglia della squadra.

La credibilità si costruisce del resto non soltanto tramite le vittorie, ma anche seguendo una linea societaria che non ammette deroghe e non fa sconti neanche alle stelle più chiacchierate e strapagate: è questo quello che deve aver pensato il tecnico tedesco Thomas Tuchel, che guida il PSG da questa stagione e che si è già distinto per una gestione del gruppo dove sono state finora alternati con sapienza bastone e carota e che mira a portare Les Parisiens a un livello superiore, fondamentale per avvicinarsi ai top club europei che il club intende sfidare.

Così ieri, nella partita forse più importante della Ligue 1 - Le Classique, "il classico" d'Oltralpe - contro l'Olympique Marsiglia Tuchel ha deciso di rinunciare dal primo minuto a Adrien Rabiot e Kylian Mbappé, fino a oggi considerati dal tecnico tedesco titolari inamovibili e invece finiti in panchina. Una decisione che lo stesso tecnico tedesco ha spiegato a fine gara ai microfoni di Canal Plus come un'inevitabile conseguenza disciplinare: i due si erano presentati in ritardo all'allenamento di rifinitura precedente la gara, un atteggiamento poco professionale che l'allenatore non ha potuto far passare inosservato agli occhi del gruppo.

Kylian Mbappé, stellina del PSGGetty Images

PSG, contro il Marsiglia Mbappé è partito dalla panchina: Tuchel spiega i motivi

Una decisione coraggiosa e apprezzata da buona parte della stampa e della tifoseria, una presa di posizione che ha esposto il tecnico del PSG al rischio di perdere una gara importante per il dominio della Ligue 1 e che prima della sfida del Velodrome vedeva i parigini in testa alla classifica con 10 vittorie in altrettante gare giocate: un buon margine dunque, ma non abbastanza per abbassare la guardia contro un avversario credibile e che in certe sfide riesce sempre a dare il massimo.

Archiviare il prima possibile l'ennesimo trionfo in campionato per poter poi dedicare il massimo sforzo a quella Champions League dove il Paris Saint-Germain non è mai stato capace di distinguersi sembra essere l'obiettivo immediato di Tuchel e dei suoi, ma sottolineare le gerarchie all'interno dello spogliatoio e dettare una linea comportamentale che tutti devono seguire, dalla più grande stella all'ultima delle riserve, è stata considerata una priorità ancora maggiore. Ecco perché Mbappé e Rabiot sono rimasti in panchina a lungo durante Le Classique, entrando il primo al 62esimo e il secondo addirittura al 79esimo minuto di gioco.

Kylian Mbappé ha avuto un impatto devastante sull'equilibrio del match: la giovanissima stella del PSG e della Francia ha infatti colpito alla prima accelerazione, bruciando la difesa dei padroni di casa su perfetto lancio di Di Maria e sbloccando una gara che fino a quel momento si era mantenuta sullo 0-0 anche a causa della scarsa vena di Maxim Choupo-Moting, riserva promossa titolare proprio in seguito alla decisione di Tuchel. Il 2-0 che ha chiuso la gara è arrivato nel finale con Draxler, intervenuto in spaccata su un tiro-cross di Neymar. Vittoria su tutta la linea per il tecnico tedesco, dunque, che ha messo l'interesse del club prima del risultato ed è stato premiato: e a chi potrebbe insinuare che la gara sia stata vinta grazie a un "epurato" spiega che non esistono epurati in rosa.

Non so se ho voglia di parlare di queste cose, perché sono cose interne allo spogliatoio. Non mi piace giocare senza Adrien e Kylian, ma stavolta era necessario. Un giocatore che arriva in ritardo non è fuori, ma ci sono regole da rispettare che riguardano il gruppo, che viene sempre prima dell'individuo. Sempre. Dovevamo prendere questa decisione e l'abbiamo fatto. La risposta migliore Kylian l'ha data come sempre sul campo, questo è quello che sa fare e quello che ci aspettiamo da lui.

Insomma, nessuna punizione per Mbappé, ma solo un'occasione per crescere e maturare. La stellina francese sembra aver imparato la lezione, e del resto il rapporto tra lui e Tuchel sembra andare a gonfie vele, tanto che appena il giorno precedente la sfida il tecnico aveva elogiato il suo attaccante, affermando che il bello per lui dovesse ancora arrivare.

Kylian ha appena 19 anni. Nonostante abbia già qualità eccezionali, può migliorare in ogni area, nella fase difensiva così come in quella di trovare spazi e sfruttarli. Giocatori come lui vogliono giocare e mostrare le proprie qualità, amano le partite e non possono aspettare. Kylian ha bisogno di luce per mostrare il proprio talento.

Dopo la vittoria del Velodrome, il PSG guida la classifica della Ligue 1 con l'impressionante score di 11 vittorie in 11 turni, 39 reti segnate e appena 6 subite: Kylian Mbappé, 14 gol in 13 partite in questa stagione tra club e Nazionale, guida la classifica marcatori con 10 centri seguito da Neymar fermo a quota 8. Più complicata la situazione in Champions League, dove i parigini dopo 3 turni inseguono Liverpool e Napoli e sarebbero al momento fuori dagli ottavi di finale.

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