Liga, stentano tutte le grandi: è la rivincita dei nerds

Mentre in Premier League e Serie A comandano i soliti noti, in Spagna alla boa dei 10 turni, Alaves, Espanyol e Valladolid profittano degli stenti di Real Madrid, Valencia e C.

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C'è uno striscione che sta facendo il giro della Liga, campeggia nella curva dell'Alaves ed è scritto in inglese: "Against Modern Football". Nulla contro lo spettacolo del calcio moderno, per carità, si tratta solo di una presa di posizione "filosofica".

L'invettiva della curva basca ha come bersaglio il calcio miliardario, quello dei giocatori strapagati, degli ingaggi gonfiati, delle sponsorizzazioni per pochi, quello dove un club come l'Alaves, per esempio, deve accantonare in partenza qualunque sogno di gloria: non ha altra scelta che fare su è giù, un'altalena continua fra la Primera e la Segunda Division.

Sapete qual è la differenza percentuale fra il valore della rosa del club di Vitoria e quella del Barcellona? No, no, sparate più alto: è il 95%! E qualcosa meno in confronto a quella del Real Madrid senza Cristiano Ronaldo. In pratica, senza scomodare i pezzi da novanta, un Sergi Roberto o un Carvajal valgono da soli più di tutta la rosa del Deportivo basco.

Liga: Alavesgetty
Liga, fenomeno Alaves: è secondo in classifica

Liga, i patimenti delle grandi

Ma la fierezza dei baschi mal si confà alle sconfitte già scritte: il Deportivo Alaves conta solo 12 partecipazioni alla massima divisione della Liga, ma in ben due si è guadagnato il diritto a iscriversi alla Coppa Uefa. Come dire: noi si lotta sempre per l'obiettivo più alto. E quest'anno la squadra di Vitoria sembra aver azzannato il campionato nel modo giusto: alla boa del decimo turno, infatti, guarda tutti dall'alto in basso, fatta eccezione per un Barcellona che, nonostante la rosa miliardaria, ha soltanto un punto in più.

Julen Lopeteguigetty
La disperazione di Julen Lopetegui

La rivoluzione di velluto

E, in questa rivoluzione di velluto, l'Alaves non viaggia da solo. Mentre in Premier League e Serie A, infatti comandano i soliti noti, in Liga le gerarchie sembrano quasi impazzite. I Blaugrana comandano la graduatoria con una media punti fra le più basse di sempre, Siviglia e Atletico Madrid vivacchiano, mentre il Real Madrid affonda, umiliato dal Levante e picconato nel Clasico, e scivola verso la parte destra della classifica, dove già veleggiano malinconicamente Valencia, Athletic e Villarreal. Al loro posto, in questo golpe d'autunno ci sono, oltre all'Alaves, Espanyol, Real Valladolid, Levante, Getafe: la rivincita dei Nerds, insomma.

Fino a quando potrà durare? Difficile dirlo, qualcuno mollerà e qualcun altro risorgerà sicuramente. Però, se la Liga finisse in questo momento, le quattro rappresentanti spagnole in Champions League sarebbero Barcellona, Alaves - all'esordio assoluto nella massima competizione europea - Siviglia e Atletico Madrid, mentre all'Europa League accederebbero Espanyol e Real Valladolid. Il segreto? Allenatori giovani ma di curriculum (Abelardo, Sergio e Rubi hanno fra i 41 anni e i 48 anni) e un mix assortito di sfrontatezza ed esperienza sul campo, a dimostrare che, quando si ha il pallone fra i piedi, il denaro non è tutto: Against Modern Football, ma con juicio, insomma.

Liga: Valladolidgetty

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