Liga, come giocherà il Real Madrid di Antonio Conte?

Lopetegui saluta dopo la manita subita nel Clasico, in Spagna non si parla che di Conte: il tecnico italiano dovrà ridare energie e stimoli nuovi ad un ambiente appassito dopo tre Champions di fila.

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Come nelle migliori storie, spesso drammatiche come quella di Julen Lopetegui, è la partita contro la rivale storica, contro la squadra con cui lotti ogni anno per la supremazia, a dare il colpo di grazia ad una gestione. Anche in questo caso il Real Madrid dell’ex tecnico della nazionale spagnola, strappato da Florentino Perez alla Roja alcuni giorni prima dell’inizio dei Mondiali di Russia, creando un caos di cui la squadra ne ha fortemente risentito, è arrivato alla fine dei giochi dopo una sconfitta pesante contro il Barcellona di Valverde. Il 5-1 è una manita su cui non si può più soprassedere, nonostante i giornali di Madrid e lo stesso Perez avrebbero fatto di tutto per tenersi Lopetegui.

In Spagna si è fatto fin da subito soltanto un nome, Antonio Conte. Il tecnico italiano non si è espresso, si è fatto vedere pochissimo dopo il licenziamento dal Chelsea, ed è in un vicolo cieco tra la soddisfazione e mille pensieri. La sua domanda è: perché Zidane ha lasciato il Real Madrid? Perché è andato via Cristiano Ronaldo e Modric ha fatto di tutto per seguirlo? Allenare in questo momento il Real Madrid è una delle cose più difficili per un allenatore, e sembra una pazzia una cosa del genere visto che stiamo parlando della squadra migliore al mondo. Riuscire a dare energie e stimoli ad un gruppo che ha vinto tre Champions League di fila, perdendo il suo uomo fondamentale e goleador, è una vera e propria impresa che Lopetegui ha fallito in due mesi. I dubbi nella testa di Conte, il quale ancora non avrebbe ancora detto sì, sono molto grandi e scuri.

Oltre a dubbi di carattere generale e di rinnovamento degli stimoli in una squadra gonfia di onori, Conte non sa bene se gli uomini a disposizione potrebbero fare al caso suo, secondo la sua idea di gioco. Sono tutti grandi campioni e questo invece di migliorare la situazione la peggiora, perché tenere fuori un Kroos o un Benzema non è assolutamente facile per tutto quello che si portano dietro e anche per le ricadute di spogliatoio in cui si incapperà inevitabilmente. Il suo dovrà essere un lavoro di mazza e carota, entrare deciso nel mondo Real per sconvolgere un andazzo impresentabile, ma allo stesso tempo curando ogni minima relazione per non far sentire nessuno lontano dal suo progetto. Questo il lavoro difficile che attende Antonio Conte, che in questo momento potrebbe avere questa idea di Real Madrid nella sua cartella degli appunti.

Il Real Madrid di Antonio Conte dovrà riacquisire la furia delle stagioni precedenti.Getty Images
Antonio Conte sbarca a Madrid con il suo 3-4-3, pronto a rivederlo in base agli uomini a disposizione.

Conte ad un passo dal Real Madrid: ripartirà dal suo 3-4-3 o cambierà modulo?

Il primo scoglio da superare per Conte è far attecchire l’idea della difesa a 3 nella testa dei difensori del Real Madrid, che da sempre giocano con la classica difesa a 4. Conte potrebbe adeguarsi anche lui alla difesa con due centrali e due laterali, ma un tentativo di difesa a 3 magari dopo una prima fase di assestamento dovrebbe farlo.

La difesa a 3 perfetta per il Real prevede Casemiro centrale, che si alza anche per lanciare l’azione offensiva, così da far spostare in avanti i due centrali di centrocampo, con Varane a sinistra e Sergio Ramos a destra. L’idea di Conte potrebbe essere molto simile a quella di Guardiola nell’utilizzo del centrale di destra. Ramos può scambiarsi spesso posizione con il laterale destro, molto probabilmente Lucas Vazquez, e farsi sentire anche in fase offensiva, come Walker nel Manchester City.

A sinistra invece Varane resterà bloccato e stringerà al centro perché sulla sua fascia dovrà imperversare Marcelo. Il brasiliano avrà il compito di attaccare come un’ala, ma anche di farsi sentire al centro del campo dove bisogna scegliere regista e mediano. Se per la posizione del creatore di gioco siamo abbastanza confidenti che nessuno rinuncerebbe a Modric, il posto di Kroos è in pericolo. Mancando un Kanté, Conte o sceglie una delle sue scommesse, ad esempio Dani Ceballos e lo fa crescere vicino al croato, oppure deve per forza di cose prevedere Casemiro al fianco di Modric, magari riportando la difesa a 4 con Caravajal o Odriozola sulla destra.

In attacco, Benzema centrale è una delle poche sicurezze su cui Conte si affiderà. Il gioco del francese è perfetto per quel movimento perpetuo che il tecnico chiede al suo centravanti e anche il gioco spalle alla porta è di grande utilità ed efficacia. Sulle ali difficilmente vediamo un Bale in panchina in una squadra contiana, come difficilmente vediamo Isco e Asensio insieme. In questo momento, anche per una questione puramente di condizione fisica, potrebbe non essere una follia vederli entrambi in panchina per un laterale giovane e pieno di energia come Mariano.

La rivoluzione di Conte, che dovrà esserci per non far fallire senza sussulti questa stagione ma anche inficiare le successive, non sarà di sicuro un pranzo di gala. Non lo sarà prima di tutto per il tecnico, che dovrà allenare la squadra migliore al mondo, con molti calciatori fondamentali che però vorrebbero stare da qualche altra parte, lo sarà per l’intero ambiente del Real Madrid, che dovrà riconvertire le sue pailettes e adattarsi ad un calcio molto più duro e per tanti calciatori che vedranno i propri gradi acquisiti sul campo strappati via dal repulisti di Conte. Si aspettano settimane calde in Casa Blanca.

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