L'importanza del sonno nel calcio: dormi bene, gioca meglio, vinci

Performance aumentate, infortuni diminuiti, tutto nasce da un venditore di materassi che manda una lettera a Sir Alex Ferguson in persona.

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Quanto conta dormire nel calcio? Il sonno serve, questo mantra che viene ripetuto, assorbito, nonostante tutto spesso contraddetto dalla quotidianità. Dormire è fondamentale, in particolare in relazione alle performance sportive. Tecnologie indossabili, guru del sonno, teorie innovative: le star del calcio sono gli osservati speciali. In campo e a letto.

La relazione tra cuscino e prestazione in campo viene analizzata in ogni suo aspetto, sezionata, studiata con attenzione maniacale. Tutto, perché l'atleta performi al meglio. Tutto, perché l'atleta possa elevare il suo livello di rendimento. Tutto, purché l'atleta subisca meno infortuni, si senta meno affaticato, giochi al top. 

C'è stato un tempo, e non stiamo parlando di decenni fa, in cui la cura delle prestazioni non era strettamente collegata alla vita privata, perfino nel suo risvolto più privato, segreto, la camera da letto. Tutto nasce da un venditore di materassi. Tutto parte dalla scrivania di Sir Alex Ferguson. 

Una lettera sulla sua scrivania, e il sonno arriva nel calcio: potere di FergusonGetty Images
Sir Alex Ferguson ha avuto un ruolo fondamentale: ha inventato il sonno nel calcio

Il sonno nel calcio lo ha inventato Ferguson

Siamo a metà anni '90, i Radiohead hanno tirato fuori "High and Dry", che il leader Thom Yorke ha definito canzone "bruttissima", ma ha condizionato quelle estati, quegli anni. Sulla scrivania di Ferguson arriva una lunga lettera di un venditore di materassi, Nick Littlehales. Calcio e materassi, come sono collegati? Occhialetti, faccia rassicurante, Littlehales diventerà "sleep coach" di decine e decine di VIP, scriverà best-seller, sarà presidente del "UK Sleep Council".

Ma tutto inizia sulla scrivania di Ferguson. La domanda di Littlehales è semplice: ha mai pensato all'effetto di una buona notte di sonno su un calciatore e sulle sue performance in campo? Il tecnico, intrigato, lo invita a "The Cliff" per parlare con lui, per presentare il suo progetto al Manchester United. 

Quello che ascolta con maggior attenzione è Gary Pallister. Ha la schiena ridotta male, addirittura il suo posto in pullman non esiste. O meglio, sono stati tolti i sedili, Pallister si sdraia su un materasso, per consentirgli i lunghi tragitti. Littlehales prende a cuore la sua causa: va a casa sua, scopre che il difensore dorme su un materasso durissimo, un Bensons di granito, praticamente. Cambio materasso, cambio cuscino per rimanere a dormire nella corretta posizione, e Pallister è solo il primo di una lunga serie di clienti per Littlehales. 

Il sonno di Pallister cambia radicalmenteGetty Images
Pallister dorme su un materasso in pullmann: la sua schiena non sopporta i sedili

Dopo di lui, Ferguson, Giggs, l'intera Nazionale inglese, impegnata in Francia nei Mondiali di calcio del '98. Un camion pieno di cuscini e materassi arriva in hotel, l'Inghilterra deve dormire bene come il Manchester United. Littlehall comincia a viaggiare, parla con il capitano dell'Arsenal Henry e con il preparatore atletico dei Gunners, racconta il suo metodo al ct dell'Inghilterra Sven Goran Eriksson. La sua reputazione cresce: ispeziona con attenzione le camere dei giocatori inglesi ad Euro 2004, crea profili del sonno individuali. L'attenzione per il sonno cresce: Real Madrid, Manchester City, Liverpool, Tottenham si sono rivolti a Littlehales e ad altri esperti della materia notturna. Southampton, Bournemouth e Brentford addirittura monitorano il sonno tramite dispositivi wearable. Ma Littlehales non è l'unico a studiare il sonno. 

Dimmi come dormi e dirò se perderai

Potremmo chiamarla la storia del sonno, e di questa storia Cheri Mah è altra figura chiave. Nel 2016 si specializza, come racconta FourFourTwo, e diventa un guru del sonno in NBA, NFL, MLB. ESPN lo ingaggia per creare un modello in grado di fare previsioni sulle partite a seconda delle ore di sonno degli atleti. In America le trasferte in aereo sono lunghe, stancanti, Cheri Mah crea una formula in grado di prevedere quale squadra perderà, avendo perso il sonno. Viaggi a lungo, e ti dirò che perderai. Identifica 42 match in cui crede che le squadre siano a rischio fatica causa sonno, ne azzecca 29. Nella stagione successiva, su 54 riesce a capire il risultato di 42 partite. 5 anni prima, Mah ha studiato la squadra di basket della Stanford University. Rivela che chi ha innalzato il sonno di una media di 110 minuti, con 8-10 ore a letto consecutive, migliora la precisione-tiro del 9%, e i risultati di corsa su una distanza di 282 piedi di 0,7 secondi. 

Il sonno migliora le performance come il doping, solo che è perfettamente legale e corretto. I suoi studi fanno il giro del mondo, solcano gli oceani. Arrivano nella "Black Box" del Southampton, dove una montagna di dati atletici viene rielaborata e resa fruibile per gli allenatori (in questo caso un giovane Pochettino). L'"head of sports science", Alek Gross, ha scoperto anche una sola notte di sonno pessimo o ridotto aumenta il rischio di infortuni e indebolisce il sistema immunitario di un calciatore. L'aumento di cortisolo, un ormone legato anche all'assenza di sonno, può provocare infortuni muscolari. Il calcio dipende dal cuscino. 

Per questo motivo, ogni mattina i giocatori dei Saints deve votare le loro 10 ore di sonno, usando un questionario su app. Se i voti scendono, lo staff monitora il sonno attraverso dispositivi wearable. Nel pomeriggio sono bandite caffeina e liquidi zuccherati, niente cibi grassi, difficili da digerire, che possono rallentare il processo e far addormentare tardi. Ad ogni giocatore viene anche data una bevanda al latte che induce sonnolenza. "Alcuni giocatori hanno anche kit individuali per il sonno", commenta Gross.

I giocatori del Southampton sono monitorati ogni notteGetty Images
Magari il Southampton non vince sempre, ma dorme benissimo

Un sonno mondiale

Per i Mondiali di Russia 2018 Osorio, il ct del Messico, ha preso la questione-sonno molto seriamente. Preoccupato per i lunghi viaggi ai quali sarebbe stata costretta la sua squadra, si è fatto una chiacchierata con Alex Ferguson, che gli ha consigliato Thorpe, lo "sports scientist" dello United. Insieme hanno stilato un programma del sonno accurato e approfondito. Tutto per un sonno migliore: allenamenti tarati sulle ore a letto, il cellulare disponibile per 60 minuti prima di andare a dormire, poi spento. Osorio introduce anche una bevanda alla ciliegia post-gara per aiutare a dormire. E la squadra lo segue. Famoso un episodio: il 38enne capitano del "Tricolor", Rafa Marquez, emerge dall'albergo in mezzo ai tifosi in festa, che cantano e ballano. E gli chiede di fare silenzio: la squadra deve dormire. Ma non sono gli unici a prendere seriamente le ore di sonno. Granit Xhaka fa addirittura un accordo con uno sponsor, che gli fornisce tutta una serie di innovazioni per dormire meglio, tra cui occhiali speciali che permettono di utilizzare i device tecnologici prima di dormire, senza disturbare gli occhi. Ricardo Rodriguez, suo compagno di stanza, affascinato, prenderà in prestito qualcosina durante i Mondiali.

Uno che vuole dormire bene: Granit XhakaGetty Images
Xhaka si è fatto sonni tecnologici durante i Mondiali

Ma torniamo a Littlehales, che racconta a FFT di essere stato chiamato dal Manchester City. Oggetto della discussione: "El Kun" Aguero. Littlehales capisce che dorme di lato, male, potrebbe esserci un collegamento con i suoi frequenti infortuni al bicipite femorale. Non solo, ha pure un materasso "che è una schifezza". Arriva subito la cura: materasso più snello, adatto alla sua corporatura, e cuscini più sottili. Non solo, c'è un problema anche con il suo stile di vita sudamericano: "La temperatura nella sua proprietà era tra i 16 e i 18 gradi", spiega. "È perfetto per addormentarsi, ma spesso non mangiava fino alle 23:00, il che è normale in Argentina e Spagna, ma non è l'ideale quando devi allenarti di mattina". Gli suggerisce un "pisolino" di 90 minuti a metà pomeriggio. Una settimana dopo aver iniziato il programma di Littlehales, Aguero segna 4 gol contro il Tottenham.

Altro problema per Milner: dopo le partite di Champions non riusciva a dormire, il giorno dopo, di solito senza allenamento, si svegliava tardissimo, andando a sfasare tutti i suoi ritmi sonno-veglia. Soluzione: dopo la Champions a letto alle 2, sveglia alle 6.30. In questo modo avrebbe avuto 3 cicli di 90 minuti (tipici degli umani) prima di svegliarsi, per poi fare un sonnellino tra l'una e le tre, o le cinque e le sette. Il senso di affaticamento del giocatore è calato in maniera drastica.

Tutte le persone citate in questo articolo hanno ricevuto benefici tangibili dalla cura e l'attenzione al proprio sonno in termini di performance. Tranne Pallister. Pallister no. Con il suo materasso non è riuscito a curare il mal di schiena, oramai cronico. Ma almeno ha dormito meglio.

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