Premier League, Guardiola: "Cerco la creatività: è un debito con Cruyff"

Il manager catalano, intervistato da BBC5 ha parlato di sè a tutto tondo, dal suo affetto per il club all'importanza di sentirsi amato, da Cruyff al ruolo della famiglia.

Premier League: Guardiola getty

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Se a 47 anni un allenatore può ben dirsi giovane, allora Pep Guardiola lo è. Eppure nella sua carriera, che ha compiuto da poco il decennale - senza considerare il Barcellona B - ha già allenato in Liga, Bundesliga e Premier League, vincendo in totale 24 trofei, con una media impressionante, soprattutto se si tiene conto dell'anno sabbatico post-Barcellona.

Alla terza stagione sulla panchina del Manchester City, il tecnico catalano non ha alcuna intenzione di abbassarla, questa media. Dopo un primo anno di assestamento, infatti, Pep ha portato i Citizens a vincere la Premier League 2017-18, la Coppa di Lega e il Community Shield, un mini triplete di buon auspicio, visto poi che la sua squadra è già in testa alla Premier League e veleggia spedita anche in Champions League.

L'emittente inglese BBC5 lo ha intervistato per scoprire i suoi lati meno conosciuti e più privati, dagli obiettivi della sua vita all'importanza della famiglia, dalla figura di Cruyff al suo affetto per il club in cui lavora.

Premier League: Guardiolagetty

Premier League, Guardiola: "Manchester City nel cuore"

Già, il Manchester City. Un club, una squadra e una tifoseria assolutamente unici secondo Guardiola:

Sarò un fan del Manchester City per tutta la vita e sarà impossibile allenare un'altra squadra come il Manchester City in Inghilterra perché qui sento forte l'affetto della gente. Quando mi chiedono che cosa voglio dalla vita, la risposta è semplice: essere amato. La cosa più bella è quando ti senti bene con le altre persone e qui per me è così.

Manchester City, Guardiola fansgetty

A Manchester si sente a casa ed è felice che la sua casa e la sua famiglia siano a Manchester, e rivela l'importanza di poter vivere la propria privacy: arrivare a casa, chiudere la porta, leggere un libro, ascoltare la sua musica e stare con la moglie e i figli:

Conosco il mio ruolo, per carità, e mi adeguo al gioco. Ma, quando sono a casa, sono a casa.

Manchester City, Guardiola e il tifosogetty

Ma qual è la musica, la colonna sonora di Pep Guardiola? Cresciuto con Frank Sinatra ed Elton John, Pep ascolta anche cantautori catalani, ma a Manchester si è appassionato agli Oasis, e non poteva essere altrimenti visto che i fratelli Gallagher sono fan accaniti del City. Il suo pezzo preferito è Don't Look Back in Anger:

Amo questa canzone, non puoi immaginare quanto. È incredibile. Mi mette su di giri quando la ascolto, è un capolavoro. Ogni volta che usciamo la cantiamo sempre  insieme. E poi, dopo quello che è successo alla Manchester Arena credo sia proprio diventata la canzone della gente, no?

Il ruolo di Cruyff

Un lato umano profondo e condiviso che Pep ha messo in luce anche nella vicenda del figlio di David Silva, nato prematuro nel dicembre scorso. Guardiola ha sempre invitato il suo giocatore a mettere la sorte del piccolo Mateo prima di ogni cosa, a prendersi il suo tempo. E ora che il piccino ha vinto la sua battaglia anche David è cresciuto, è più forte, più maturo e - racconta Pep - ride molto più di prima. I rapporti umani, insomma, davanti a ogni cosa. E, a tal proposito, una figura di uomo fondamentale nella sua vita è stata quella di Johan Cruyff:

Era ossessivo, esigente, stressante. Era come un padre brutale. Era così duro, ma così duro, che non puoi immaginare. Ma aveva un modo unico di vedere il calcio, mi ha insegnato tanto: gli devo molto. Mi piacerebbe avere fede per credere che lui sia lì a guardarci, io lo penso spesso.

Guardiola e David Silvagetty
Guardiola a bordo campo insieme a David Silva

L'importanza di innovare

Creatività e innovazione rappresentano il lascito di Cruyff, un lascito che Guardiola ha sempre tenuto nella massima considerazione, dalle sue prime esperienze fino alla Premier League:

Penso che l'umanità vada avanti perché le persone non accettano supinamente una verità, ma cercano di scoprire cose nuove. Occorre provare a essere creativi, a chiedersi se dobbiamo fare una cosa in quel modo o in quest'altro. Il calcio stesso, per esempio, è bello perché quello che funziona oggi non funziona domani.

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