[Vola Lazio vola] Toni Malco racconta come è nato il testo dell'inno

Scritto nel 1983 per celebrare il ritorno in Serie A della squadra, proprio mentre gli odiati cugini della Roma festeggiavano lo Scudetto, è tra le canzoni calcistiche più conosciute e apprezzate al mondo.

Inno Lazio e volo dell'aquila Olimpia Getty Images

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Nel cielo biancazzurro brilla una stella

che in tutto il firmamento e sempre la più bella

ed ogni volta che rintocca er campanone

ho voglia di cantare questa canzone

 

Lazio sul prato verde vola

Lazio tu non sarai mai sola

vola un'aquila nel cielo

più in alto sempre volerà

 

Insieme a te aquilotto noi voliamo via

la domenica sempre ci fai compagnia

con le bandiere al vento e un tuffo in fondo al cuore

sono brividi forti e voglia di gridare

perche il coro che famo tutti quanti insieme

dice Lazio sei grande te volemo bene

 

Lazio sul prato verde vola

Lazio tu non sarai mai sola

vola un'aquila nel cielo

più in alto sempre volerà

 

Ma questo grande amore non finisce davvero

biancazzurro nel cuore e nei colori del cielo

 

Vola sul prato verde vola

Lazio tu non sarai mai sola

vola un'aquila nel cielo

più in alto sempre volerà

Inno Lazio, storia e testo di Vola Lazio volaGetty Images

Inno Lazio: oltre al testo le curiosità

"Vola Lazio vola" è l'inno che dal 1983 accompagna le gare interne della Lazio, parte di un vero e proprio rituale che accompagna il volo dell'aquila Olimpia - mascotte del club - negli istanti che precedono il calcio d'inizio e le cui note, celebri in tutto il mondo, solitamente salutano i tifosi sopraggiunti allo stadio anche al termine dei 90 minuti di gioco.

Scritta dal celebre artista romano Toni Malco come atto d'amore verso una squadra che nei primi anni '80 attraversava grandi difficoltà, "Vola Lazio vola" accompagnerà i biancocelesti fino ai giorni nostri assistendo agli anni bui della Serie B, il drammatico spareggio con il Campobasso per non retrocedere in C e infine la rinascita, lo Scudetto del 2000 e i trofei italiani e internazionali che ne hanno segnato la storia recente.

L'inno è uno dei più conosciuti in Europa e nel mondo: le sue note risuonano all'interno dello Stadio Olimpico e generalmente vengono precedute da quelle di altre note canzoni come "I Giardini di Marzo" di Lucio Battisti - noto tifoso laziale - e "Inno alla Lazio - Sò già du ore" di Aldo Donati, altro noto artista romano dal cuore biancoceleste. Lo stesso autore dell'inno ufficiale, Toni Malco, ha scritto altre canzoni molto note per la squadra: "Quando Giorgio tornerà", dedicata a Giorgio Chinaglia, e "Cent'anni d'amore", pubblicata nel 2000 per festeggiare il secolo di vita di una delle società più importanti nella storia del calcio italiano.

Toni Malco racconta a Fox Sports Italia la nascita dell'inno

Toni Malco, autore di "Vola Lazio vola" e attore, conduttore radiofonico e cantautore con una lunghissima carriera alle spalle - amico storico di Rino Gaetano, ha pubblicato 6 album e scritto canzoni per artisti come Mina, Franco Califano, Nino D'Angelo e Mia Martini tra gli altri - che ci ha gentilmente raccontato la genesi di quello che è nei fatti un vero e proprio atto d'amore verso quella che lo stesso artista sottolinea essere "la prima squadra di Roma".

L'inno è nato nel 1983 proprio mentre la Roma di Falcao vinceva lo Scudetto e usciva "Grazie Roma" di Venditti. Io, in quello stesso anno, celebravo la Lazio che tornava in Serie A dopo gli anni bui della Serie B. Giorgio Chinaglia, che allora era presidente, mi incontrò una notte in una discoteca romana e mi disse "Oh, dai, scrivi un inno per la Lazio!"

Che inno aveva in mente Giorgio Chinaglia?

Voleva che anche la Lazio avesse una bella canzone, così mi misi a scriverla di notte, com'è mia abitudine: il mattino successivo rileggo quello che ho scritto, e se mi dona le stesse emozioni che mi ha dato la notte precedente ho la conferma che è bello e lo porto avanti, altrimenti cestino tutto. Avevo scritto la strofa e mi piaceva, così ho chiamato un altro autore, Claudio Natili (ex I Romans) e insieme abbiamo composto l'inciso: l'abbiamo fatto sentire a Chinaglia ed è piaciuta subito, i tifosi hanno comprato immediatamente 25-30mila copie.

E poi?

È stato un successo travolgente: l'inno è stato inciso altre volte, una in occasione degli spareggi del 1987 con il Campobasso per non andare in Serie C insieme a tantissimi tifosi e una nell'epoca di Cragnotti presidente, con Beppe Signori a cantare. Da lì la canzone non si è fermata più, ha avuto successo in Giappone, in Inghilterra grazie a Paul Gascoigne, in Sudamerica a causa dei tanti campioni argentini e uruguaiani che hanno vestito la maglia della Lazio. Un quotidiano spagnolo l'ha definita "la più bella canzone calcistica d'Europa".

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