Milan, così non va. Gattuso in bilico: "Sono in discussione? Giusto"

La sconfitta casalinga contro il Betis in Europa League è l'ennesimo passo falso di una squadra che non riesce a trovare continuità, per il tecnico decisivi i prossimi 7 giorni. Si scalda Conte?

L'allenatore del Milan Gennaro Gattuso Getty Images

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Dopo aver incassato la delusione di un derby perso all'ultimo minuto, il Milan sperava di ritrovare smalto in Europa League, competizione dove i rossoneri avevano inanellato due vittorie nelle prime due partite. Certo il Betis era avversario da prendere con le molle e di ben altro spessore rispetto a Dudelange e Olympiakos, tuttavia la sconfitta per 1-2 maturata a San Siro, pur con la parziale giustificazione di un palo colpito da Samu Castillejo e un rigore negato nel finale sempre allo spagnolo - e apparso netto a tutti tranne che al direttore di gara - è davvero difficile da digerire per un ambiente depresso che teme di dover vivere l'ennesima annata interlocutoria.

E pensare che questa stagione era cominciata per il Milan sotto ben altri auspici: i guai finanziari di Yonghong Li e l'incubo di un'esclusione d'ufficio dall'Europa League da parte della UEFA erano infatti spazzati via dall'entusiasmo con cui era stata accolta la nuova società, diretta emanazione del fondo Elliott e che aveva garantito il massimo impegno per riportare stabilmente il Diavolo tra le grandi d'Italia e d'Europa. Un progetto che a oggi, però, non sembra avere ancora avuto inizio.

Una serie di risultati a dir poco altalenanti hanno infatti portato il Milan a una posizione di classifica in Serie A deludente e a un cammino in Europa League che dopo la sconfitta contro il Betis potrebbe incredibilmente complicarsi: inevitabile mettere così in discussione il tecnico Gennaro Gattuso, che siede sulla panchina del club di cui è stato leggenda da giocatore da poco meno di un anno e che nella scorsa stagione era riuscito tra mille difficoltà a prendere in mano la situazione portando la squadra a una sofferta qualificazione in Europa. Già all'indomani dell'insediamento della nuova società si era parlato di una sua possibile sostituzione con un tecnico più navigato, voci che erano presto state messe a tacere ma che dopo le sconfitte contro Inter e Betis tornano prepotentemente a farsi sentire.

Gattuso ha 7 giorni per raddrizzare il MilanGetty Images

Milan, Gattuso: "Il primo responsabile sono io"

In realtà, stando almeno alle sensazioni registrate subito dopo la sconfitta contro gli spagnoli, Gattuso per adesso non rischia il posto: prima della gara il tecnico aveva ricevuto importanti rassicurazioni pubbliche da parte di Leonardo, dirigente ed ex-compagno di Ringhio che aveva ribadito la massima fiducia della dirigenza nei confronti di un tecnico che alla sua prima esperienza importante aveva del resto fatto intravedere buone capacità. Parole chiare e decise, quelle del brasiliano, che certo non porteranno a un immediato dietrofront dopo una sconfitta attribuibile anche alla sfortuna e a una svista del direttore di gara.

Certo è però che anche se fosse arrivato un pareggio si sarebbe trattato di un risultato deludente per un club ambizioso, che sogna di tornare grande e il cui progetto stenta invece a decollare: detto che in Europa League il discorso relativo alla qualificazione al prossimo turno rimane aperto - anche se l'Olympiakos terzo non è adesso così lontano - in Serie A la situazione è deprimente più o meno da quando è iniziata la stagione, con la squadra che stenta a trovare identità e continuità e che dopo 8 giornate si trova all'11esimo posto in classifica dopo aver conseguito 12 punti in 8 partite, frutto di 3 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte tra cui l'ultima arrivata in un derby che ha visto un Milan troppo rinunciatario, troppo poco convinto dei propri mezzi.

Nell'immediato dopo gara, ai microfoni di Sky Sport, Gattuso si è assunto le proprie responsabilità e non ha voluto cercare scuse, ammettendo con la consueta franchezza che lo contraddistingue da sempre che la prestazione della squadra è stata a dir poco deludente e che sicuramente lui è il primo a dover essere messo in discussione.

Il primo responsabile sono io, sono io che faccio le scelte e io devo assumermene la responsabilità. Giusto che io venga messo in discussione, alleno del resto una società gloriosa. Vi assicuro che quello che ho visto a Milanello nei giorni scorsi mi è piaciuto, ma oggi non siamo riusciti a metterlo in campo. E se contro l'Inter resto dell'idea che non fosse tutto da buttare, stasera sembravamo quelli che l'anno scorso hanno perso a Verona e pareggiato a Benevento e questo non posso accettarlo. Sarà difficile dormire dopo una prestazione così.

Quanto resisterà Gattuso sulla panchina del Milan?Getty Images

Tutto in 180 minuti

Il Diavolo è a oggi, ancora, una squadra senza né capo né coda, incapace di esprimere un gioco convincente e fragile psicologicamente, e in questo è inevitabile pensare che l'allenatore non abbia le proprie responsabilità. Ecco perché nonostante le rassicurazioni di circostanza da parte della dirigenza, per Gattuso potrebbero risultare decisive le prossime due gare in meno di 7 giorni che vedranno i rossoneri affrontare prima la Sampdoria, gara valida per la decima giornata di Serie A, e poi tre giorni dopo il Genoa, recupero della prima rimandata a suo tempo a causa del tragico crollo del Ponte Morandi.

Due impegni casalinghi contro due squadre decisamente alla portata, sulla carta, di una squadra che dovrà fornire per forza delle risposte convincenti: dovessero arrivare 6 punti Gattuso potrebbe respirare e la squadra ritrovare quella fiducia nei propri mezzi smarrita da tempo, viceversa il tempo del tecnico calabrese potrebbe essersi esaurito così come la fiducia della dirigenza, che sarebbe costretta a valutare l'ingaggio di un profilo dotato di maggiore esperienza ad alti livelli, un "nome" per calmare una piazza delusa e arrabbiata.

Già in estate era stato fatto il nome di Antonio Conte, nome che potrebbe presto tornare di moda e che sarebbe ancora visto come l'obiettivo numero uno ma che presenta numerose incognite: l'ex ct azzurro ha ancora un ricco contratto con il Chelsea, e anche se volesse rinunciarvi per rimettersi in gioco dovrebbe avere quelle garanzie che il Milan attuale non può offrire, a differenza ad esempio di un Real Madrid che già a giochi normali sarebbe favorito e a maggior ragione in questo particolare momento.

Ecco allora che in caso di esonero di Gattuso la dirigenza potrebbe rivolgere le proprie attenzioni a Roberto Donadoni oppure puntare su un nome ricco di fascino, il maestro di calcio francese Arsène Wenger, ansioso di rimettersi all'opera dopo oltre vent'anni passati all'Arsenal e di farlo sulla panchina di una squadra che continua ad avere grande fascino. Per adesso, comunque, si tratta soltanto di voci, nomi che potrebbero restare tali ma che allo stesso tempo potrebbero trasformarsi in qualcosa di concreto se nelle prossime due gare la squadra non dovesse dare le risposte che la società, adesso, esige.

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