Serie B, si può tornare a 22 squadre: ecco i possibili scenari

Il campionato cadetto dovrebbe dunque passare da 19 a 22 squadre, ma le ricorrenti sono cinque per tre posti. C'è poi la "patata bollente" Entella e non è tutto...

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La certezza del diritto non sembra abitare la nostra Serie B. O, quanto meno, diciamo che nel caso del campionato cadetto, e a cascata su vari gironi della Serie C, la certezza del diritto sembra richiedere tempi lunghi.

Talmente lunghi che, a forza di ribaltamenti a colpi di sentenze fra Tribunale Federale Nazionale, TAR del Lazio etc, sulla graticola ci sono un'ottantina di squadre - fra la B e i tre gironi della terza serie - che ancora non hanno un cammino certo e definito.

E questo stato di incertezza, sempre più imbarazzante anche nei confronti dei commenti che arrivano dall'estero, rischia di prolungarsi ulteriormente dopo che oggi il Tribunale Regionale del Lazio ha dichiarato l'illegittimità del provvedimento sulla B a 19 squadre preso dal commissario della Figc Fabbricini il 13 agosto.

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Serie B: si può tornare a 22 squadre, ma con quali scenari?

Che cosa cambia adesso in concreto? Non è facile dirlo, in quanto quella di oggi del TAR laziale fondamentalmente non è una delibera, ma soltanto una dichiarazione di illegittimità del provvedimento: in sostanza il Tribunale Regionale si è limitato a dire che Fabbricini non poteva ridurre il format della Serie B da 22 a 19 squadre, rimandando il merito della questione a una prossima udienza. Fissata, sembra difficile crederlo, per il 26 marzo 2019.

Chiaro che il neopresidente della Figc Gravina, già favorevole di suo alla B a 22, non potrà non tenere conto della pronuncia del TAR, ma non sarà facile sciogliere i nodi dei possibili ripescaggi, visto che, per i 3 posti "liberi" nella serie cadetta, ci sono in lizza ben 5 squadre - Novara, Catania, Ternana, Siena e Pro Vercelli - ciascuna convinta delle proprie buone ragioni.

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Tre poltrone per cinque

Inutile dire che tutte e cinque stanno attualmente disputando il campionato inferiore. Di conseguenza, il loro eventuale ripescaggio creerebbe un piccolo terremoto: pensiamo al girone A della Serie C, nel quale giocano sia Novara che Siena e Pro Vercelli - senza per altro dimostrare una schiacciante superiorità nei confronti delle rivali di categoria -, ebbene una loro "promozione" a campionato in corso lascerebbe il girone con sole 17 squadre.

Per non parlare della necessità di ricalcolare l'attuale classifica eliminando gli eventuali punti ottenuti finora contro le ripescate in cadetteria, con conseguenze potenzialmente devastanti. Un esempio? Immaginate come potrebbe prenderla la Pro Patria che in 7 match ha totalizzato 6 punti, di cui 3 proprio contro il Novara, cancellati i quali si vedrebbe sprofondare in piena zona retrocessione.

Gli altri casi: Entella e Viterbese

E non è tutto. Il caos che regna in Serie B e Serie C, infatti, ha tante teste. Nel già citato e derelitto girone A della terza serie, per esempio, c'è anche il caso dell'Entella. Il club ligure, in attesa di una sentenza del TAR sulla penalizzazione inflitta al Cesena che andrebbe eseguita sulla base del campionato scorso, ha disputato e vinto una partita di C, ma spera ancora di tornare fra i cadetti. Allo stesso tempo, se non bastasse, c'è ancora chi sogna di poterci giocare nel girone A: è la Viterbese che, inserita nel girone C, si è lamentata per le trasferte troppo lunghe e ha ottenuto da Gravina il congelamento del proprio calendario. In attesa di cosa? Ma della definizione della situazione del girone A, più gradito al club laziale. Insomma un gatto che si morde una coda fatta di carte bollate. E il nostro calcio langue.

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