Giovani talenti: dal PSG alla Romania, la rinascita di Ongenda

Veloce, geniale, applaudito da Ibrahimovic e lanciato da Leonardo: questa è la storia di Hervin Ongenda, il giovane fenomeno cresciuto nel PSG pronto a tornare nel calcio dei grandi.

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Per qualsiasi giovane calciatore scendere in campo al fianco di una leggenda come Ibrahimovic sarebbe già di per sé un sogno realizzato. Ma confezionare allo stesso tempo un assist per Zlatan servendogli la palla per uno dei suoi meravigliosi gol di tacco rappresenta davvero roba per pochi. O forse per nessuno, già. Attenzione, perché c’è sempre quell’eccezione che conferma la regola, soprattutto quando di mezzo scorre un destino da predestinato. E lo sa bene Hervin Ongenda, ragazzo francese classe 1995 che dal 2008 al 2014 stregò letteralmente l’ambiente del PSG.

Come? A suon di gol. Sì, numeri da show dei record per un totale di più di 200 reti in uno sola stagione nelle giovanili del club parigino. Pochi spazi per i dubbi, dritti al punto: “Quel ragazzo ha un talento sopra la media, deve giocare insieme ai campioni”, parole e musica di Laurent Blanc, l’allenatore con cui nel 2013 Ongenda realizzò il suo primo gol in prima squadra all’età di 18 anni. Enfant prodige, oui, dicevano in Francia. E avevano ragione. Questione di sesto senso ed esperienza. Lungimiranza, ambizione e voglia di puntare sui giovani, caratteristiche da sempre nell’indole di Leonardo: oggi responsabile tecnico del Milan e al tempo direttore sportivo proprio del PSG, ma soprattutto promotore nel lanciare in campo Ongenda.

Una scommessa intrigante, tosta, in particolare in club faraonico come quello parigino. Ma nessuno si sbagliò: quel ragazzo aveva davvero qualcosa di speciale. Ala sinistra capace di muoversi con eleganza e rapidità in tutte le zone dalla trequarti in avanti. Tanto per intenderci: nel 2013 Rabiot andava in prestito al Tolosa, nel 2014 Coman migrava alla Juventus mentre Ongenda veniva blindato dallo stesso Leonardo: impossibile lasciarsi scappare un talento del genere. Altra storia oggi, per un presente in cui Ongenda sta rinascendo in Romania dopo un periodo buio e pieno di insidie. Il tutto tra difficoltà, agenti che hanno provato a speculare sul suo talento e un calcio francese che all’improvviso ha deciso di lasciarlo a piedi. 

Ongenda, la rinascita di un talento meravigliosoGetty Images
La classe di Ongenda

Giovani talenti, dal Psg alla Romania: la rinascita di Ongenda

Ongenda, un talento da record

Potente, lineare, eccentrico e determinato: caratteristiche da "O Fenomeno", un po' come il Ronaldo brasiliano ex Inter, da sempre il suo idolo. Questione di tecnica e gol: dai 18 segnati nel 2007 in un torneo in Spagna - quando gli scout del PSG s'innamorarono di lui - fino alle 200 reti realizzate in una sola stagione durante le giovanili. Già, roba impossibile solo a pensarci, eppure reale e certificata dai numeri.

Ongenda è un giocatore davvero intelligente, ma soprattutto è dotato di un talento nettamente al di sopra della media.

Parole speciali rilasciate dall'allora tecnico del PSG Blanc dopo la prima rete ufficiale di Ongenda, un sigillo prezioso messo a segno nella finale del Trophèe des Champions (Supercoppa francese) nell'annata 2013/14. Il ragazzo, entrato al posto di Pastore a 18 minuti dal termine col risultato ancora fermo sull'1-0 per il Bordeaux, in soli dieci minuti sfruttò un assist di Ibrahimovic e pareggiò la partita poi vinta dai parigini. Zero pressioni e solo voglia di spaccare il mondo. Dal primo gol ad un assist storico, quello per il meraviglioso gol di tacco di Zlatan contro il Bastia in Ligue 1. Emozioni e applausi da compagni e addetti ai lavori. Ragazzo sicuro, alla mano mano e appassionato di tennis, ma dotato di piedi divini: da vero campione. Tagliare le difese da sinistra a destra è da sempre l’arma vincente di Ongenda, poco importa l’avversario, pura questione di genio. 

Caratteristiche di un eletto

Hervin è stato promosso da tutti. Da Ibrahimovic e Cavani passando per Leonardo e Ancelotti: referenze importanti per un bagaglio tecnico infinito. Il tutto caratterizzato da un allegria contagiosa unita a una voglia immensa di stupire. Tra magie e le tirata d’orecchie per qualche ritardo agli allenamenti, motivo per cui lo sceicco Nasser Al-Khelaifi decise di comprargli una nuova casa attaccata al centro sportivo. Gesto simbolico per dimostrargli quanto fosse importante. Talento divino: ambidestro, ala perfetta per un 4-3-3 o 4-3-2-1 tra estero e agilità. Ongenda vede il calcio prima degli altri e lo accende grazie alla sua velocità facilitata anche dai 169 centimetri di altezza, pochi ma sufficienti per passare in mezzo con scioltezza alle maglie avversarie. E poi i gol, segnati in ogni modo, poco importa che sia un tiro dal limite o un dolce pallonetto, perché Hervin prende palla e risolve problemi. Tutto bello, dunque? Assolutamente no.

Il buio

Impressionare tutti, cadere e rialzarsi. Ongenda è un calciatore plasmato anche dalle ferite: dall'esordio in prima squadra col PSG nel 2013 fino al prestito nel 2014 al Bastia. Poi il buio. L'anno successivo Hervin rientrò a Parigi solo di passaggio, tastando i palcoscenici della Champions League solo per un attimo e finendo nel 2017 in Eredivise allo Zwolle. In Olanda, al freddo e lontano da casa, complici anche i suoi vecchi agenti che decisero di abbandonarlo al suo destino, Hervin sprofondò in un vortice di malinconia e depressione calcistica. E pensare che quel PSG, fino a qualche anno prima, aveva mandato in prestito Rabiot per lasciare spazio al talentuoso Hervin.

Ongenda, storia di un talento frenatoGetty Images
Ongenda in azione ai tempi del Psg

Ma quando tutto sembrava perso a prendere per mano Hervin ci pensò Daniele Pinna, intermediario Fifa conosciuto per la sua capacità di lavorare con numerosi club del calcio europeo e abile nel trattare Ongenda come un figlio. Da lì la girandola di provini in giro per l'Europa fino alla ripartenza in Spagna - al Real Murcia - per poi conquistare la Romania al Botoșani, stregando totalmente l'intera nazione. E ora che i numeri parlano per lui, in Ongenda è scattato il forte desiderio di tornare nel grande calcio europeo, proprio come confermato dal suo agente Daniele Pinna in esclusiva ai microfoni di FoxSports.it:

A Parigi Ongenda era più considerato di Rabiot e Coman. Adesso Hervin è di nuovo padrone dei suoi mezzi, ed è per questo motivo che gli scout europei si sono già mossi per visionarlo. Anche in Italia dovrebbero accorgersi del suo immenso potenziale. E un po' come il Genoa è stata brava a scovare Piatek dalla Polonia, così i vari club di Serie A avranno a breve in Romania un'occasione d'oro, ma dovranno essere bravi a sfruttarla. Perché adesso Ongenda, gara dopo gara, sta tornando il giocatore applaudito da Cavani, Verratti e Ibrahimovic. E adesso, non a caso, già due club della nostra Serie A italiana lo stanno seguendo da vicino. Certo, lo Steaua Bucarest e Cluj sono tra le maggiori pretendenti per acquistarlo già a gennaio, ma se verrà formalizzata l'offerta di uno dei due club italiani allora le carte in tavola potrebbero cambiare. Soprattutto considerando il sogno di Hervin, ovvero quello di approdare in Serie A.

La rinascita

E chissà, magari sarà proprio quel Leonardo che nel 2013 insistette per farlo esordire in Ligue 1 a premere per portarlo in Italia. Qualche anno fa, dalla Premier League, su Ongenda si accesero forti le sirene del Manchester City, stregato da quel coraggio nel tentare colpi geniali e dalla grande capacità nel far segnare se stesso e gli altri. E se il caso Piatek in Italia sta facendo scuola, allo stesso il nostro calcio deve continuare per invertire la rotta generazionale: sia a partire dalle nostre scuole calcio ma senza sottovalutare quelle estere dei campionati minori. Leghe dove ci sono giovani fenomeni pronti a diventare (o tornare) grandi: proprio come Ongenda.

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