The Wrestler, idolo e bersaglio: storia in WWE di Roman Reigns

Il lottatore samoano ha annunciato la sua lotta contro la leucemia, ritirandosi momentaneamente dalle scene. Passerà alla storia come una delle figure più discusse di sempre.

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Il 22 ottobre del 2018 passerà alla storia come una delle date più importanti della storia recente del wrestling in WWE e purtroppo non per i motivi giusti. Durante la puntata di RAW, il campione Universale Roman Reigns ha annunciato al mondo la sua battaglia contro la leucemia che lo costringe a rendere vacante il suo titolo conquistato soltanto 2 mesi prima.

Il discorso del lottatore di origini samoane è stato straziante, di fronte a un pubblico ammutolito per la notizia inaspettata. Il “Big Dog” ha quindi lasciato la cintura sul ring prima di uscire dall’arena visibilmente commosso, dicendo così addio (si spera per il minor tempo possibile) alla WWE.

Quella di Roman Reigns è una delle figure più discusse e divisive della storia della compagnia di Stamford: amato e odiato in egual misura dal pubblico, il membro dello Shield è stato protagonista di ben 4 main event consecutivi di Wrestlemania venendo eletto come volto della federazione dal management. Ma ora si prepara a lottare il match più difficile della sua carriera.

WWE, la parabola di Roman ReignsGetty

WWE, la storia di Roman Reigns

Roman Reigns, vero nome Joseph Anoa'i, è uno degli esempi di lottatori nati per far parte del mondo del wrestling. La sua famiglia è una delle stirpi più importanti della storia della disciplina, contando fra le sue fila leggende come Peter Maivia, The Rock, Afa, Rikishi, Yokozuna e lottatori contemporanei come Naomi e i fratelli Uso.

Nonostante il wrestling sia nel suo sangue, i suoi primi passi nello sport sono nel football collegiale che però abbandonerà nel 2008 prima di entrare in WWE 2 anni dopo. I primi passi nei territori di sviluppo della federazione (la Florida Championship Wrestling prima e NXT dopo) lo porteranno all’esordio nel main roster nel 2012 insieme a Seth Rollins e Dean Ambrose. La formazione prenderà il nome di Shield e diventerà una delle stable più amate del nuovo millennio.

Nonostante il grande successo raggiunto con i suoi compagni, era solo questione di tempo prima che Reigns si staccasse intraprendendo la carriera da singolo, con i vertici di Stamford che vedevano in lui il futuro della federazione. Dal momento dello scioglimento dello Shield a metà del 2014, The Big Dog diventerà un main eventer fisso: vincerà la Royal Rumble del 2015, parteciperà a ben 4 main event consecutivi di Wrestlemania (impresa riuscita prima d’ora soltanto al leggendario Hulk Hogan) e conquisterà ogni titolo possibile in soltanto 6 anni di permanenza a RAW.

Roman Reigns col titolo WWEGetty

“Let’s go Roman – Roman sucks!”

Nonostante la sua carriera nel main roster sia al momento durata solo 6 anni, non c’è dubbio che Roman Reigns passerà alla storia come uno dei lottatori più discussi di sempre in WWE. In un periodo storico in cui la percezione del wrestling è cambiata per via del prodotto e dei social media, la figura del samoano è da anni ormai oggetto di polemiche fra il pubblico, equamente diviso fra chi lo ama e chi lo odia.

Il punto del contendere è la grande esposizione data a Reigns nei programmi della compagnia negli ultimi 4 anni. Nonostante i suoi 4 regni da campione del mondo abbiano avuto una durata complessiva di circa 6 mesi, molti fan “hardcore” della WWE hanno spesso criticato la sua presenza fissa nel main event ritenuta immeritata e a discapito di altri lottatori considerati più adatti ad essere il volto della compagnia.

Questo sentimento diffuso si va a contrapporre all’affetto provato dal pubblico (in particolare quello più giovane) nei suoi confronti dato che a prescindere dai giudizi tecnici e personali, Roman Reigns è una figura adatta ad essere l’idolo del target demografico a cui punta di più la WWE da quando è un prodotto per famiglie: ha una bella presenza, è molto attivo nel campo della beneficenza e se si esclude una sospensione arrivata nel 2016 per via di un test antidoping fallito, è un profilo lontano dalle controversie che troppe volte hanno perseguitato i wrestler.

La divisione netta del sentimento che i fan provano per lui crea una dinamica molto particolare quando entra in scena con una parte degli appassionati che lo acclama e un’altra, forse più rumorosa della prima, che lo fischia e non lo vuole vedere occupare la casella più alta nella federazione. Queste reazioni (famosi i buu dopo la Royal Rumble vinta nonostante l’intervento di The Rock) hanno anche portato la stessa WWE a cambiare i suoi piani per quanto riguarda il booking ma una cosa è certa: nessuno è mai stato indifferente quando Roman Reigns era in scena o sul ring.

L'annuncio della malattia

La storia di Roman Reigns in WWE si è però interrotta (momentaneamente) il 22 ottobre 2018. Durante la puntata di RAW, il campione Universale è arrivato sul ring in borghese per fare un annuncio shockante: da 11 anni sta convivendo una leucemia, che nel 2007 era andata in remissione. Purtroppo però la malattia è tornata e per questo motivo dovrà rendere vacante il suo titolo per curarsi.

Il momento ha lasciato sconcertati tutti i fan presenti nell’arena di Providence, che come al solito prima di sentirlo parlare lo aveva accolto con qualche applauso e qualche fischio. La reazione dopo l’emozionante discorso del lottatore però è stata unanime, con uno scrosciante applauso che ha accompagnato la sua camminata verso il backstage dove ad aspettarlo c’erano i suoi due compagni nello Shield, Dean Ambrose e Seth Rollins.

Reigns però non vuole mollare e nel suo discorso, iniziato scusandosi con i fan per non poter diventare il campione combattente che aveva promesso di essere, ha specificato che il suo non è un ritiro. Tornerà dalla sua famiglia e si concentrerà sulla sua salute, per rientrare al più presto in WWE e fare ciò che ama di più.

Questo non è il discorso del mio ritiro. Dopo che avrò preso di nuovo la leucemia a calci nel sedere, tornerò qui a casa mia.

Parole chiare quelle di un ragazzo che in ogni circostanza ha dimostrato di non volersi mai arrendere in vita sua. E ora più che mai, gli appassionati di wrestling non vedono l’ora di rivederlo sul ring per applaudirlo o fischiarlo di nuovo.

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