Serie A, Milan: Donnarumma deve dare risposte dopo il derby

Il classe '99 è un talento precoce, ma dopo i tre gol di Saul nella semifinale Under 21 contro la Spagna, i disastri in finale di Coppa Italia e l’errore storico nel derby, nessun vuole più aspettarlo.

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A che punto del percorso di crescita nel calcio contemporaneo può essere un portiere del 1999? Il ruolo è quello dove serve maggiore esperienza, conoscenza degli avversari, magari affrontati più e più volte, consapevolezza della propria presenza fisica nella porta, una delle caratteristiche più difficili da sviluppare per un portiere. Se valgono tutte queste condizioni, Gianluigi Donnarumma è un portiere giovanissimo, di grande prospettiva, a cui possono essere concessi errori anche banali.

Ma Donnarumma è anche il portiere che ha esordito a 16 anni, mettendo subito all’angolo un numero 1 di grande esperienza, vincitore di una Champions League con il Real Madrid nel 2014, Diego Lopez. È il portiere che ha esordito in nazionale a 17 anni e 189 giorni, divenendo il più giovane nel suo ruolo ad aver vestito la maglia azzurra. Ed è soprattutto il portiere che ha vissuto già un’estate sotto i riflettori perché desiderato da Florentino Perez per sostituire l’unico non galactico ai suoi occhi della squadra di Zidane, Keylor Navas, e la pietra d’angolo che Mancini ha scelto per ristrutturare l’Italia.

Gianluigi Donnarumma non può essere considerato un portiere diciannovenne come tutti gli altri, ha i mezzi e il talento per diventare un grandissimo, ma dopo l’errore che ha portato al gol vittoria di Icardi nel derby di domenica sera, è a un bivio. O diventa una sicurezza assoluta nel suo ruolo, affinché nessun possa iniziare a pensare che sia un gigante dai piedi argilla, oppure deve convivere con le sua “donnarummate”, così tante che stanno diventando un marchio di fabbrica.

Icardi decide il derby dopo l'errore di DonnarummaGetty Images
Icardi batte il Milan dopo l'errore in uscita di Donnarumma

Serie A, Milan: nessuno può più aspettare Gianluigi Donnarumma 

Di Gianluigi Donnarumma abbiamo negli occhi la sua enorme mole, la sua agilità da gatto e alcune parate stupefacenti, come quella su Milik dello scorso anno che causò una frenata alla corsa scudetto del Napoli di Sarri. Nella porta ha una potenza agile che poche altre volte è stata vista in un portiere.

Ma le partite più importanti che ha giocato nella sua giovanissima carriera le ha completamente sbagliate. Nella semifinale degli Europei Under 21 contro la Spagna è stato beffato tre volte da Saul Niguez, con almeno due tiri francamente parabili. Nella finale di Coppa Italia della scorsa stagione contro la Juve gli errori sono stati tanti ed enormi, un passo falso gigantesco in una partita dove servivano i nervi saldi. E infine il gol subito domenica sera da Icardi, che ha risolto il derby a favore dell’Inter. 

Gli errori a ripetizione, oltretutto nelle partite dove conta dare sicurezza alla squadra, sono un segnale pessimo. Donnarumma sembra soffrire le grandi responsabilità ed è sempre a metà fra l’essere protagonista della partita oppure deciderla con un suo grave errore.

Il gol di Icardi cambia tanto nella sua carriera. I tifosi del del Milan possono accettare tanto, ma un gol così nei minuti di recupero del derby è una macchia che si porteranno dietro almeno fino alla partita di ritorno. Ma anche tutti gli addetti ai lavori vogliono da Donnarumma una risposta chiara rispetto al suo potenziale: è o non è il portiere da top team e il numero 1 della nazionale per i prossimi 15 anni?

Non è una domanda semplice a cui rispondere, dopo il gol nel derby saranno tante le prove a cui Gianluigi Donnarumma sarà chiamato per far dimenticare questo errore storico. Ha questa stagione per dimostrare quello che molti pensavano della sua forza, oppure è pronto per lui un ridimensionamento nelle aspettative, un vero e proprio downgrade calcistico a cui pochi all’inizio potevano immaginare.

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