Monza, Brocchi si presenta: "Non sono il cocco di Berlusconi"

L'ex centrocampista del Milan ha preso il posto dell'esonerato Zaffaroni in panchina: "Mi sono guadagnato stima e considerazione di Berlusconi, qui alte aspettative".

Monza, il nuovo allenatore Cristian Brocchi si presenta Facebook.com

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Non si può dire che l'era Berlusconi sia iniziata nel migliore dei modi a Monza. Un pareggio e due sconfitte in tre partite nel girone B di Serie C, decimo posto in classifica e la necessità di cambiare marcia. Un intento manifestato con l'addio con mister Marco Zaffaroni, esonerato dopo due anni e mezzo sulla panchina brianzola, e l'arrivo in panchina di un fedelissimo dell'ex presidente del Milan: Cristian Brocchi, ex centrocampista rossonero dal 2001 al 2008 - con una parentesi di un anno alla Fiorentina - e allenatore degli Allievi e della Primavera del Milan tra il 2013 e l'aprile 2016, quando fu promosso alla guida della prima squadra per due mesi.

Quella con il Monza rappresenta per Brocchi la possibilità di tornare ad allenare in Italia dopo l'esperienza da vice di Cosmin Olaroiu sulla panchina dello Jiangsu Suning, club cinese con sede nella città di Nanchino. Avrà il compito di riportare in alto una squadra allestita per puntare ai playoff e che l'asse Berlusconi-Galliani rinforzerà nella sessione invernale di mercato. Per questo la scelta della nuova proprietà del club è ricaduta su un uomo di fiducia, abituato a gestire le pressioni, affrontate negli anni di Serie A con le maglie di Milan, Inter, Fiorentina e Lazio. Piazze dove il grande calcio è di casa.

In occasione della sua conferenza di insediamento sulla panchina biancorossa, si è visto un Brocchi determinato a dimostrare che la scelta della nuova proprietà del Monza non è ricaduta su di lui solo per i buoni uffici tra le parti. E guai a definirlo il cocco di Berlusconi:

Il presidente Berlusconi mi ha telefonato e mi ha detto che è molto contento di tornare a lavorare insieme. Non sono il suo cocco, se n'è parlato pure troppo: bisognerebbe parlare dei meriti, evidentemente mi sono guadagnato la sua stima e la sua considerazione.

Cristian Brocchi ai tempi in cui allenava la prima squadra del Milan, nella primavera 2016Getty Images
2016, Cristian Brocchi ai tempi in cui allenava la prima squadra del Milan

Monza, la teoria di Brocchi: "Qui per merito, la squadra merita altre categorie"

Nella sua storia, il Monza ha disputato ben 38 campionati di Serie B. Cifre che pochi altri club in Italia possono esibire. Eppure, l'ultima volta dei brianzoli nella seconda serie del calcio italiano risale alla stagione 2000/2001. Ben 17 anni fa. In quella stagione il Brocchi centrocampista passava dal Verona all'Inter, prendendo la via di Milano che l'avrebbe condotto di lì a 12 mesi in rossonero. Oggi tocca a lui guidare la risalita del club acquistato da Silvio Berlusconi, con obiettivi esposti ai microfoni di Sky Sport 24:

Il fatto che ci sia una dirigenza così forte ha dato delle aspettative alte, che forse vanno oltre il valore che la squadra ha oggi. Vincere non è mai facile ma vogliamo riportare il Monza dove merita, di certo in altre categorie. Abbiamo tutte le qualità per fare bene, ma siamo in tante squadre a puntare alla promozione. Dovrò riportare serenità nello spogliatoio, voglio imporre una mentalità vincente attraverso il gioco. 

Non a caso, il contratto di Brocchi è valido fino al 30 giugno 2020, ma prevede un prolungamento automatico fino al 2021 in caso di promozione in Serie B. La vetta del girone B di Serie C, guidato dal Pordenone, è distante otto punti. A disposizione del Monza ci sono però ancora 30 giornate. Un'infinità di occasioni, nella corsa a tappe rappresentata da un campionato iniziato in netto ritardo e ricco di turni infrasettimanali. La tappa d'esordio è in calendario domenica a Fano. Chissà se il nuovo allenatore dei brianzoli sentirà al telefono il suo collega e amico Gattuso, oggi alla guida del Milan. Un colloquio tra i due, svela Brocchi, c'è stato. Ma non per chiedere consigli.

Rino? Dopo il derby l'ho chiamato io perché avevo bisogno di un favore: volevo contattare un mio collaboratore che lavora nelle giovanili del Milan. Sono certo che saprà ripartire grazie alla sua forza e alla sua grande cultura del lavoro.

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