Dai tre caffè alle sigarette: tutte le scaramanzie di Maurizio Sarri

Fabrizio Ferrari, suo ex collaboratore alla Sangiovannese, rivela quanto sia superstizioso il tecnico del Chelsea: caffè, sigarette, autisti e la villa di Sting...

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Eduardo De Filippo docet, da buon napoletano: "Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male…". Maurizio Sarri, il consiglio del grande attore e sceneggiatore, lo ha sempre seguito per filo e per segno. La sigaretta prima delle partite, insieme ai caffè. Sì, “i” caffè: il plurale non è un errore. Forse può esserlo per la sua pressione. E non quella delle partite…

Scaramantico al massimo. Lui potrà pure dire di no, perché rivelarlo porterebbe "iella". Tanto ci pensano gli amici (forse ora non più, visto che hanno rivelato i suoi segreti) a raccontare gli aneddoti che hanno caratterizzato la sua carriera, le sue gioie, le sue vittorie. 

Trucchetti che si porta dietro dai primi anni ’90, quando cominciò ad allenare e la Premier League era talmente lontana e astratta da non essere nemmeno un sogno. Roba datata, dei tempi allo Stia, la prima squadra allenata da Sarri. Fabrizio Mazzini e Luca Rialti, suoi ex giocatori, hanno aperto il cassetto dei ricordi e dei talismani magici. 

Tutte le scaramanzie di Maurizio Sarri

Maurizio SarriGetty Images
Maurizio Sarri, 59 anni, tecnico del Chelsea: gli amici hanno rivelato i suoi gesti scaramantici

L’articolo rivelatore (o “spione”, a questo punto) è stato pubblicato dal Daily Mail e scritto da Fabrizio Ferrari, giornalista e allenatore, direttore del sito www.allenatore.net, e soprattutto ex collaboratore di Sarri alla Sangiovannese. La descrizione dell’attuale tecnico del Chelsea è minuziosa. Promette una carriera meritocratica:

Non era semplice trovare le registrazioni delle gare dei dilettanti, però grazie all’aiuto di alcuni amici le trovai in televisioni private. Ogni lunedì portavo a casa di Maurizio quelle delle squadre che avremmo affrontato la domenica successiva. Poi cenavo con lui, la maglia Marina, il figlio Nicola e l’allenatore dei portieri Mirko Tinagli, che era stato un calciatore dilettante. Ma mica portiere…

Eccola, un’altra intuizione. O meglio, un’opera di convincimento per entrare a far parte del suo staff dell’epoca. Sarri è sempre stato un malato di calcio, nell’accezione strapositiva del termine. 

Mirko lavorava agli Uffizi, Maurizio gli fece leggere tanti libri, gli mostrò dei video dei portieri e lo convinse ad occuparsi del ruolo. Cominciarono a lavorare insieme l’estate successiva nella tenuta del Palagio, che oggi in parte appartiene a Sting. Non sono sorpreso della carriera di Sarri, aveva una grande preparazione tattica, riusciva a rispondere a ogni domanda. E poi i calci piazzati li curava in modo maniacale: lo soprannominai “Mister 33 schemi”. Non perché ne avesse veramente 33, ma per simboleggiare le tante soluzioni a disposizione. Poi però alla storia è passato quel numero…

Maurizio SarriGetty Images
Sarri, secondo il suo ex collaboratore Ferrari, beve tre caffè prima di ogni partita

Dal campo al bar o alla macchinetta del caffè. Ferrari ha raccolto gli aneddoti dei suoi ex tesserati Mazzini e Rialti. Il primo non avrà dormito la notte a forza di esorcizzare le partite:

Una domenica bevemmo tre caffè prima di una vittoria. Da quel momento in poi venni costretto a farlo prima di ogni match per non spezzare l’incantesimo…

Il secondo, al contrario, si concentra sul fumo. Non l’avreste mai detto, vero? Però Sarri s’è preso pure il bel vizio di vincere…

Un giorno eravamo insieme in macchina. Stavamo per affrontare un tornante e si accese una sigaretta. Vinse la partita. Da quel momento, ogni volta che affrontavamo il tornante, doveva riaccenderne una, altrimenti si convinceva che avremmo perso. 

Maurizio SarriGetty Images
Maurizio Sarri ai tempi del Napoli: in tre stagioni due volte secondo e una terzo

E tra le tante storie c’è anche quella dell’autista del bus confermato dopo aver conquistato i 3 punti. Sempre lo stesso per affrontare le trasferte al cento per cento, sotto ogni punto di vista. Una rivelazione, questa, di Andrea Rossi, suo ex calciatore del Sansovino. Altro che gavetta: Sarri, per arrivare in Premier League, ha fatto il pieno di scaramanzie. Quello sì che nu mazz' tant'.

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