MotoGP, Andrea Dovizioso: "Siamo delusi, ma Marquez è imbattibile"

Andrea Dovizioso cade al penultimo giro di Motegi e serve il titolo MotoGP a Marc Marquez sul piatto d'argento. Bisogna ripartire dagli errori e dagli insegnamenti per lanciare una nuova sfida.

MotoGP, Andrea Dovizioso Getty Images

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Andrea Dovizioso getta la spugna al Twin Ring di Motegi, al penultimo giro dell'ennesima sfida combattuta fino all'ultimo respiro contro Marc Marquez. Ma stavolta il pilota Ducati non è riuscito ad arrivare in fondo, si è arreso a poco più di 4 km dalla bandiera a scacchi per un errore che gli ha fatto perdere l'avantreno della sua Desmosedici GP18. Le speranze di conquistare il titolo MotoGP erano svanite già prima della pausa estiva, ma l'obiettivo qui in Giappone era di cercare quantomeno di rimandare la festa in casa Honda alla prossima settimana, senza mai perdere la speranza di un improbabile colpo di scena.

C'è delusione e rammarico non tanto per il Mondiale perso, quanto per il modo in cui è maturata la vittoria avversaria. Dovizioso non meritava la caduta, ma non sempre si raccoglie quanto si semina, il destino vuole recitare sempre la sua parte e in MotoGP un minimo errore ti fa precipitare sull'asfalto e ti lascia a secco di punti. È la dura legge della pista e quest'anno ad Andrea è capitato ben quattro volte. Contro Marquez bisogna essere impeccabili, avere una moto senza difetti e a volte non basta.

Dopo Assen la sua squadra ha cambiato metodologia di lavoro, durante la pausa estiva i tecnici hanno compiuto un ulteriore step che ha consentito di essere competitivi su ogni tracciato. Intanto il Cabroncito aveva già scavato un gap troppo sostanzioso, ma con il talento di chi non ha nessuna intenzione di gestirlo. Perché non conosce week-end in salita, in Argentina si è voluto complicare da solo la vita, l'errore al Mugello è l'unica pecca stagionale. L'asso nella manica di Borgo Panigale poteva forse essere Jorge Lorenzo, ma il feeling si è creato solo dal GP d'Italia e il doppio infortunio di Aragon e del Buriram hanno sbriciolato ogni residua speranza. Per vincere serve anche un pizzico di fortuna.

Andrea Dovizioso pilota MotoGPGetty Images

MotoGP, Dovizioso contro Marquez è una sfida destinata a continuare

Andrea Dovizioso lascerà Motegi con una buona dose di malinconia per quell'errore che poteva prolungare l'attesa almeno fino a Phillip Island, dove si tornerà in pista fra cinque giorni. Nella scorsa stagione di MotoGP il titolo era stato assegnato a Valencia, stavolta con quattro gare di anticipo sebbene la Ducati fosse più competitiva di un anno fa.

C’è delusione perché volevamo a tutti i costi vincere questa gara, avevamo le possibilità di giocarcela fino all’ultima curva - ha detto il Dovi a Sky Sport MotoGP -. Però bisogna imparare anche da un week-end del genere. Abbiamo avuto conferma che siamo veloci, che è una pista buona per noi, abbiamo fatto il passo noi, abbiamo messo in crisi gli altri. Ma bisogna ammettere la realtà, Marc anche stavolta è riuscito a tirare fuori qualcosa, a stare lì fino alla fine, quindi bisogna studiare Marquez ancora di più per essere pronti il prossimo anno. Bisogna continuare a migliorare, sulla velocità ci siamo, dobbiamo inventarci qualcosa, ma non è facile contro Marquez.

Sulla carta il circuito del Sol Levante doveva essere favorevole alla Rossa di Borgo Panigale, con quel caratteristico layout in stile 'stop and go', ma ancora una volta la Honda del Cabroncito ha spiazzato il pronostico.

Non mi è chiaro cosa è successo, perché avendo fatto tutta la gara davanti dovrei riguardare la gara per capirne di più. In base alle sensazioni del rumore della sua moto in certi punti mi sembrava più veloce, poi una volta davanti era più veloce in altri. Non ho capito se ha guidato in modo diverso una volta che era davanti o io non ho capito nulla durante la gara (ride, ndr). Non so entrare nel dettaglio perché non ho visto niente, senti solo il rumore della moto quando ti è più vicino e quindi capisci dove le curve le fa meglio e dove peggio, ma bisogna vedere. Non so come abbia fatto anche stavolta a stare lì - ha ammesso Andrea Dovizioso -. Sapevo che aveva il passo, l'ho dichiarato in ogni intervista. Nella FP4 ha fatto una seconda uscita con una gomma che aveva 15 giri e significava che era messo bene anche a fine gara. Arrivare in lotta con lui non te lo consiglia il dottore. Volevo cercare di staccarlo un po'... ma bisogna studiare.

Probabilmente senza quell'errore nelle fasi finali il forlivese sarebbe riuscito ad assestare la zampata vincente e a giocarsela fino agli ultimi metri. Ma la foga di dover recuperare terreno ha tradito il rider italiano.

Non ero entrato troppo forte, ho sbagliato a preparare l'uscita troppo presto. Ero più veloce di Marc in certi punti e volevo sorpassarlo subito, ma dovevo preparare meglio la curva dell'ultimo giro. Ho sbagliato, ci sono rimasto male.

La sfida per il titolo è rimandata al 2019. Andrea Doviziososa che contro Marquez non sarà mai facile, ma è questo ad alimentare i sogni e le speranze non solo del pilota, ma di un'intera squadra che lotta al suo fianco.

Noi piloti siamo fatti così, ci piacciono le sfide, siamo alla ricerca del limite per migliorarci... Bisogna vincere con chi c'è, è stressante ma mi dà ancora più gusto a giocarmela il prossimo anno con Marquez. Se vincerò il campionato c'è ancora più soddisfazione.

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