Mondiali di Volley, Italia medaglia d'argento: la Serbia vince 3-2

L'Italia si arrende alla Serbia al tie-break. Medaglia d'argento per le ragazze terribili di Davide Mazzanti,

Volley, Italia-Serbia finale mondiale Getty Images

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Le ragazze terribili di Davide Mazzanti vivono uno dei giorni più importanti della loro carriera. Sul parquet di Yokohama, dove ieri l'Italia femminile di pallavolo ha conquistato una vittoria storica con la Cina, affrontano la Serbia nella finale del Mondiale. Paola Egonu & Co. sono chiamate ad una sfida senza precedenti, a realizzare il loro sogno e quello di un intero Paese incollato alle TV dall'ora di pranzo per vedere sfilare queste giovanissime atlete con la medaglia d'oro.

La partenza è subito sprint con l'Italia che conquista il primo set. Perfette in battuta, Busa e Mihajlovic hanno sofferto molto in ricezione, le nostre pantere graffiano e mettono in difficoltà e piegano il muro serbo. Qualche errore di troppo delle giocatrici dell'Est gioca a nostro favore e concludiamo il primo set 25-21. Nel secondo set le ragazze guidate da Terzic passano in cattedra, il muro diventa granitico, le nostre commettono qualche sbaglio e in breve riportano in parità la questione finale.

Nel terzo set le ragazze terribili mostrano di avere grinta da vendere, forse l'emozione gioca qualche brutto scherzo, ma sono pur sempre le eroine che ci hanno regalato le undici vittorie. Sassata su sassata Paola Egonu colleziona punti, Sylla sempre pronta ad attaccare sull linea sinistra, Danesi sfoggia il meglio di sé sotto rete. Italia è avanti 2-1.

Volley, Italia-Serbia finale mondialeGetty Images

Mondiali di Volley, Italia medaglia d'argento

Il quarto set è tutto in salita. Sua maestà Boskovic prende in mano le redini delle sua squadra, implacabile in attacco e insuperabile a muro, ma all'Italia non manca la spavalderia, sa osare senza paura, la Serbia paga qualche errore di pressione. Basta affidare le palle difficili a Paola Egonu e puntare sul guizzo improvviso della Olinov, serve convinzione, concentrazione e fiducia, perché queste avversarie non sono imbattibili. 17-13 per le ragazze dell'Est, Mihajlovic diventa un fiume in piena, il muro avversario è sempre più alto e il parquet condanna al tie-break.

Una battaglia senza esclusione di colpi si dispiega in territorio nipponico, sono gli ultimi minuti di una lunga avventura che ha irrorato di orgoglio i nostri colori, comunque vada sarà un successo. Vietato sbagliare, vietate le distrazioni, ogni errore crea rimorsi difficili da archiviare. Paola Egonu trascina per mano le azzurre, prima una sciabolata, poi un muro, ci pensa la solita Boskovic a frenare la nostra avanzata e Veljkovic si rivela una centrale di ferro. Si ricomincia dagli attacchi di Sylla, aggressiva e impetuosa come non mai, prendiamo le distanze a +2, per la Serbia riportarsi in parità è un soffio, ma al cambio di campo è 8-7 per noi.

Davanti alla TV si vive con il fiato sospeso, si invoca il nome di "Santa Paola Egonu", però sbagliamo troppo al servizio e le avversarie ne approfittano psicologicamente. Una guerra di nervi e di sorrisi, di tocchi felpati e bolidi imprendibili, di imprevedibilità. Boskovic si inventa traiettorie poetiche, la Serbia sa di dover puntare tutto sulla sua regina, pian piano il sogno azzurro svanisce lasciando però un ricordo indelebile nella storia del Volley. Resteranno sempre le nostre ragazze terribili. Per noi la medaglia d'argento e un progetto per il futuro che resta molto ambizioso.

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