NBA: si parte con esordi, numeri e colpi di scena la corsa ai Warriors

È l'inizio della nuova stagione NBA con DeRozan e Leonard a maglie invertite, i soliti Warriors e un Antetokounmpo da MVP.

Leonard esordisce ai Raptors Getty Images

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L’NBA ha finalmente aperto le danze sulla stagione 2018-2019 e la necessità di basket giocato per gli appassionati e non solo ha trovato sazietà prima con l’antipasto del season opener e poi con una seconda serata di grandi numeri, esordi, prove da capogiro e anche qualche inaspettato capitombolo. Come sempre la stagione ha bisogno di almeno un mese per stabilizzare i rendimenti in quanto le contender partono notoriamente piano, mentre le squadre di basso livello si concedono scalpi importanti con insospettabile costanza, cosa poi destinata a non perdurare nel tempo.

Se ci fermiamo alle nude cifre tutto si sarebbe potuto pensare tranne a dei New York Knicks in grado di realizzare 49 punti in un solo quarto, siglando il record di franchigia in dodici minuti dai 53 messi a segno contro Seattle nel 1967. La vittoria sui derelitti Hawks fa pensare a quanto lunga e difficile sarà la stagione dei falchi che hanno subito ogni tipo di nefandezza difensiva.

Se ne facciamo una questione di mancata difesa i Rockets non sono assolutamente da meno, perché prendono ben 131 punti in casa dai New Orleans Pelicans (cosa mai successa nella scorsa stagione ad esempio) oltre a subirne la bellezza di 76 in vernice. Non si possono nemmeno consolare con Carmelo Anthony che è sì partito dalla panchina, ma producendo la miseria di 9 punti con un sintomatico -20 di plus-minus. Ovviamente per i Pels tutto comincia da Anthony Davis che sembra trovarsi piuttosto bene negli opening game della stagione, perché dopo i 50+15+5 del 2016-17 e il 33+18 del 2017-2018, ha prodotto 32+16+8 ma questa volta portando a casa il match.

L'anello dei Warriors campioniGetty Images

NBA: La festa dei campioni

Nel reale season opener i Golden State Warriors hanno, come di consueto, festeggiato ancora una volta il titolo prima di rimettere il Larry O’Brien Trophy di nuovo sul tavolo per la corsa delle 30 squadre al titolo. La festa si è protratta nel prepartita della sfida contro i Thunder e ha celebrato la grandezza di una delle più forti squadre della storia. Alla consegna degli anelli la festa è proseguita e poco dopo la giornalista di ESPN Kristen Ledlow ha avuto modo di mostrare al mondo le fattezze di un anello sempre più sfarzoso e costoso che svitandosi si apre dividendosi in due pezzi e testimoniando il repeat.

La bellezza è rimasta legata prevalentemente agli anelli perché la partita non è stata esattamente la massima espressione di basket per le due squadre. Si possono ricordare tre momenti entusiasmanti nei 48 minuti: il primo quarto di Steph Curry inarrestabile da lontano e non solo, la terza frazione di Paul George, che dopo un inizio quasi dannoso ha riportato da solo i Thunder a contatto e poi la chiusura di Kevin Durant con un paio di azioni di pura classe. Dopo questo ci sono state tante perse e diversa confusione con OKC ancora orfana del leader Russell Westbrook ed evidente sfavorita nel confronto con i campioni.

Ayton e Booker per la prima sinfonia SunsGetty Images

Luka contro DeAndre e gli esordi di Leonard e DeRozan

Lo spettacolo delle prime partite, però non è mancato, perché nella notte gli Charlotte Hornets hanno dedicato l’opener al vecchio che non passa mai di moda indossando le maglie della squadra quando veleggiava sulle ali di Baron Davis e Jamal Mashburn (solo per fare qualche nome) e calcando il campo in stile vintage che ha fatto emozionare i tifosi anni 90 della NBA e non solo. La partita poi ha visto uno scontro ad altissimi spartiti musicali con Giannis Antetokounmpo e Kemba Walker a darsi battaglia. Quasi tripla doppia per il primo e 41 punti per il secondo che è andato a un rimbalzo maligno sul ferro dal vincere la partita sulla sirena.

Nelle altre partite ci sono da notare gli esordi importanti di Kawhi Leonard che ha condotto i suoi alla vittoria sui Cleveland "LeBronless" e DeMar DeRozan che ha griffato con il colpo del ko la vittoria dei suoi Spurs contro Minnesota. DDR ha giocato in isolamento contro Butler spazzandolo via di fisico e appoggiando al vetro il canestro della vittoria, dopo che il tanto discusso Butler aveva tenuto lì i suoi assieme a Jeff Teague. Da recuperare sull’NBA League Pass, per chi ne avesse la possibilità, anche lo scontro tra rookies DeAndre Ayton e Luka Doncic che ha prodotto cose interessanti dal punto di vista assists con Luka e facilità d’attacco con DeAndre. Infine i 35 di Devin Booker con una mano perlomeno convalescente, ci dice che l’NBA è davvero tornata e lo ha fatto per intrattenerci un anno intero.

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