Milan, l'ex proprietario Yonghong Li nei guai: troppi debiti, non può lasciare la Cina

L'ex presidente dei rossoneri si è visto ritirare il passaporto dal governo cinese a causa dei troppi debiti accumulati nel corso degli ultimi anni: non può lasciare il paese.

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Il sereno è sempre più lontano in casa Li Yonghong. Dopo esser stato costretto a dire addio al Milan (è stato di sua proprietà per appena 15 mesi) vista l'incapacità di rimborsare il debito contratto con il fondo Elliot, l'ex presidente dei rossoneri si è visto ritirare il passaporto dal governo cinese. Il motivo? L'ennesimo prestito non onorato. 

A riportare la notizia è il portale sohu.com, secondo cui è stato emesso un ordine restrittivo dal Tribunale intermedio del popolo di Jingzhou affinché il passaporto di Li Yonghong venga ritirato. Il 49enne nativo di Huazhou, che ora non può lasciare la Cina, è accusato dai giudici di non aver rimborsato un prestito di 60 milioni di yuan (8 milioni di euro) alla società Hubei Jingjiu Investment Co.

Una vicenda, questa, che precede l'aprile 2017, mese in cui Li ha acquistato il Milan dalla Fininvest di Silvio Berlusconi. Già nel 2014 infatti avrebbe dovuto rimborsare questo debito con una penale da parte di una commissione d'arbitrato. 

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