Triplete Inter 2010: rosa, formazione, maglia... e Mourinho

Stagione cominciata con la sconfitta nella Supercoppa Italiana contro la Lazio. Poi però i nerazzurri si sono dimostrati i più forti d'Europa.

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Un'attesa lunga 45 anni. L'orgoglio però durerà il doppio, o perfino in eterno. Perché gli interisti, qualsiasi cosa accada, saranno sempre i primi in Italia ad aver conquistato il triplete. Fino a questo momento, inoltre, sono anche gli unici: un doppio primato per un triplo trofeo. Già, perché vincere Coppa Italia, scudetto e Champions League in un'unica stagione non è facile. Non lo è all'estero, lo è men che mai in Italia. Il binomio triplete-Inter resterà in eterno.

E pensare che la stagione 2009/2010 non era cominciata sotto i migliori auspici. Il Barcellona di Pep Guardiola, considerato da tutti la squadra più forte al mondo, riuscì a strappare ai nerazzurri Zlatan Ibrahimovic in sede di mercato. Certo, a Milano arrivò Samuel Eto'o, ma Ibra era Ibra. Nella stagione precedente, inoltre, l'Inter era stata eliminata dagli ottavi di Champions League dal Manchester United che poi arrivò fino in finale, e fra andata e ritorno la squadra di José Mourinho non riuscì a segnare nemmeno un gol.

Eto'o quindi non poteva bastare per colmare il gap con le big d'Europa. Arrivarono anche Lucio dal Bayern Monaco e Sneijder (a fine mercato) dal Real Madrid. A completare la rosa (che perdeva inoltre gente del calibro di Figo, Cruz e Crespo) arrivarono Thiago Motta e Diego Milito dal Genoa. Buon mercato, ma nulla di eccezionale. Almeno così sembrava. Durante la stagione, che rivivremo insieme, è cambiato tutto.

Triplete Inter 2010: Eto'o mostra la maglia nerazzurraGetty Images
Samuel Eto'o nel giorno della presentazione ai tifosi dell'Inter

Triplete Inter 2010: tutto sulla storica stagione dei nerazzurri

La maglia dell'Inter 2009-10

La prima maglia dell'Inter 2009/2010 era classica, a bande verticali nere (cinque) e azzurre (quattro). Lo sponsor tecnico era Nike, quello ufficiale Pirelli. La prima divisa era completata da pantaloncini e calzettoni neri. La seconda divisa era invece composta da una maglia bianca con fascia orizzontale azzurronera, pantaloncini e calzettoni interamente bianchi. Sporadicamente è anche stata utilizzata la casacca bianca rossocrociata, creata per la stagione precedente. Per celebrare i cento anni dalla vittoria del primo titolo nazionale, lo stemma societario era circondato dal verde, dal bianco e dal rosso, i colori della bandiera italiana. Tre anche le divise per i portieri: bianca la prima, grigia la seconda, nera la terza.

La rosa dell'Inter 2009/2010

I tifosi dell'Inter la rosa del triplete probabilmente la sanno ancora a memoria. Tre i portieri: il numero 1 era ancora sulle spalle di Francesco Toldo, benché il titolare fosse Julio Cesar (numero 12). Completava il reparto Paolo Orlandoni (21). Aggregato alla prima squadra anche il portiere della Primavera Vid Belec. A fine stagione Julio Cesar collezionerà 54 presenze, Toldo appena 3 (tutte in Coppa Italia).

In difesa il capitano Javier Zanetti (in realtà jolly anche di centrocampo) e il suo vice Ivan Ramiro Cordoba. A loro si aggiungevano i brasiliani Lucio e Maicon, il rumeno Cristian Chivu, l'argentino Walter Samuel, e gli italiani Marco Materazzi e Davide Santon. Giocò una partita (in Coppa Italia) Giulio Donati.

A centrocampo, oltre a Ricardo Quaresma, pupillo di Mourinho (che però a Milano resterà meteora), c'erano Dejan Stankovic, Thiago Motta, Wesley Sneijder, Sulley Muntari, Patrick Vieira (passato al Manchester City a gennaio), Rene Krhin (5 presenze in campionato), McDonald Mariga (arrivato al posto di Viera a gennaio), Esteban Cambiasso, Alen Stevanović (una presenza in campionato) e il brasiliano Mancini (ceduto a gennaio).

In attacco Samuel Eto'o, Diego Milito, Mario Balotelli, Goran Pandev (arrivato dalla Lazio a gennaio), Marko Arnautovic e David Suazo (ceduto a gennaio). L'allenatore di quell'Inter era ovviamente José Mourinho. Di seguito la rosa dell'Inter 2009/2010:

Parte della rosa dell'Inter del Triplete 2009/2010Getty Images
I giocatori dell'Inter festeggiano la vittoria della Champions League

Portieri:

  • Francesco Toldo
  • Julio Cesar
  • Paolo Orlandoni

Difensori:

  • Javier Zanetti
  • Ivan Ramiro Cordoba
  • Walter Samuel
  • Lucio
  • Maincon
  • Cristian Chivu
  • Marco Materazzi
  • Davide Santon

Centrocampisti:

  • Ricardo Quaresma
  • Dejan Stankovic
  • Thiago Motta
  • Wesley Sneijder
  • Sulley Muntari
  • Patrick Vieira
  • Rene Krhin
  • McDonald Mariga 
  • Esteban Cambiasso
  • Alen Stevanović
  • Mancini

Attaccanti:

  • Samuel Eto'o
  • Diego Milito
  • Mario Balotelli
  • Goran Pandev
  • Marko Arnautovic
  • David Suazo

Allenatore:

  • José Mourinho

Milito esulta dopo i gol al Bayern MonacoGetty Images
Milito esulta dopo i gol al Bayern Monaco

La formazione dell'Inter 2009/2010

Nella partita più importante, la finale della Champions League vinta a Madrid contro il Bayern Monaco, Mourinho schierò l'Inter con il 4-2-3-1. In porta Julio Cesar, in difesa, da destra a sinistra, Maicon, Lucio, Samuel, Chivu. A centrocampo Zanetti (schierato interno) e Cambiasso con Pandev, Sneijder ed Eto'o a supporto di Milito. In quella stagione il più presente di tutti è stato, neanche a dirlo, Zanetti con 55 presenze, seguito da Julio Cesar a 54. Superano le 50 anche Milito (52) e Maincon (51). A centrocampo hanno spesso trovato spazio Stankovic e Muntari (rispettivamente 43 e 42 presenze). Non indifferente il contributo di Balotelli (9 gol in Serie A, solo Milito ed Eto'o fecero meglio). Utili, nel turnover, anche Materazzi e Cordoba. Mourinho faceva grande affidamento sulla solidità difensiva (45 gol incassati su 57 partite totali). Non un caso se i nerazzurri riuscirono a mantenere la porta inviolata perfino nella partita giocata in 9 contro la Sampdoria (quella delle manette di Mourinho). La parola d'ordine era equilibrio. Per permettere alla squadra di giocare con tutto il suo potenziale offensivo lo Special One si inventò Eto'o esterno a tutta fascia. In gare come quella con il Chelsea (ottavi di finale di Champions League) e con il Barcellona (semifinale) il camerunense finirà per fare il terzino aggiunto. Questa la formazione tipo dell'Inter 2009/2010:

Inter 2009/2010 (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Chivu; Zanetti, Cambiasso; Pandev, Sneijder, Eto'o; Milito. All: José Mourinho

Champions League 2010: la formazione titolare dell'InterGetty Images
L'undici dell'Inter che scese in campo nella finale contro il Bayern Monaco

Le partite che hanno segnato la stagione 2009/2010 dell'Inter 

Come detto la stagione non cominciò nel migliore dei modi. L'8 agosto del 2009, infatti, l'Inter venne battuta a Pechino dalla Lazio nella Supercoppa Italiana. Anche la prima partita di campionato non fu particolarmente entusiasmante: 1-1 in casa con il Bari. L'Inter però doveva ancora carburare e già alla seconda di campionato venne fuori in tutta la sua forza.

Milan-Inter 0-4 (29 agosto 2009: Serie A, seconda giornata)

In quella sera di fine estate Mourinho decise di schierare Sneijder appena arrivato da Madrid e l'olandese illuminò immediatamente la scena. L'Inter era troppo forte quella sera. Sembrava indemoniata, anzi, sembrava indiavolata. Dopo aver sofferto il Milan nei primi minuti (clamorosa occasione sprecata da Ronaldinho che calciò sopra la traversa), segnò tre gol nel cuore del primo tempo. Rossoneri in difficoltà e confusione, Gattuso espulso, e 4-0 nella ripresa. Quella la prima grande partita dell'Inter del triplete.

Il tabellino

MARCATORI: Thiago Motta (I) al 29′, Milito (I) su rigore al 36′, Maicon (I) al 46′ p.t.; Stankovic (I) al 22′ s.t.

MILAN (4-3-1-2): Storari; Zambrotta, Nesta, Thiago Silva, Jankulovski; Gattuso, Pirlo, Flamini (Seedorf dal 1′ s.t.); Ronaldinho (Huntelaar dal 19′ s.t.); Pato, Borriello (Ambrosini dal 1′ s.t.). A disp: Roma, Abate, Onyewu, Inzaghi. All. Leonardo

INTER (4-3-1-2): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Chivu; Zanetti, Stankovic, Thiago Motta (Muntari dal 15′ s.t.); Sneijder; (Vieira dal 29′ s.t.) Milito (Balotelli dal 34′ s.t.), Eto’o. A disp: Toldo, Cordoba, Santon, Suazo. All. Mourinho

ARBITRO: Rizzoli di Bologna

Dinamo Kiev-Inter 1-2 (4 novembre 2009: Champions League, quarta giornata)

Dopo tre partite di Champions League la situazione per l'Inter non era ottimale: erano appena tre i punti conquistati nelle prime tre giornate. A Kiev, contro la Dinamo serviva una vittoria. Anche perché gli ucraini avevano un punto in più. La situazione del girone era: Barcellona, Dinamo Kiev e Rubin Kazan 4 punti, Inter ultima a 3. In realtà a Kiev arrivò quasi subito il gol dell'ex milanista Shevchenko. Su quel campo, in quel periodo dell'anno (novembre inoltrato) giocare non è mai semplice, figuriamoci ribaltare il risultato. La squadra di Mourinho ci riuscì nei minuti finali con i gol di Milito all'86' e di Sneijder all'89' dopo un batti e ribatti. Con quella vittoria l'Inter passò a 6 punti, scavalcando non solo gli ucraini ma anche Barcellona e Rubin Kazan che avevano pareggiato fra di loro.

Il tabellino

MARCATORI Shevchenko (D)  21' pt, Milito (I) 41' st , Sneijder (I) 44' st.

DINAMO KIEV (4-2-3-1): Bogush; Eremenko, Almeida, Khacheridi, Magrao; Mikhalik, Vukojevic; Shevchenko, Ninkovic, Yarmolenko; Milevskiy (25' st Gusev). A disp. Rybka, Ghioane, Betao, Mandzyuk, Kravets, Zozulya. All. Gazzaev

INTER (4-3-1-2): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel (34' st Muntari), Chivu (1' st Balotelli); Zanetti, Cambiasso (1' st Thiago Motta), Stankovic; Sneijder; Milito, Eto'o. A disp. Toldo, Materazzi, Vieira, Mancini. All. Mourinho

ARBITRO: Layec (Fra).

Inter-Barcellona 3-1 (20 aprile 2010: Champions League, semifinale d'andata)

Nella fase a gironi l'Inter aveva perso contro il Barcellona, campione in carica, per 2-0 al Camp Nou, pareggiando 0-0 a San Siro. I catalani erano i grandi favoriti della competizione e la semifinale con l'Inter sembrava, più che altro, una finale anticipata (l'altra semifinale era Lione-Bayern Monaco). La squadra di Mourinho però sembrava comunque una sorta di vittima sacrificale. Dopo pochi minuti segnò Pedro, e il piano dei nerazzurri di non prendere gol in casa si frantumò subito. Eppure l'Inter non si diede per vinta e riuscì prima a pareggiare con Sneijder e poi a ribaltare il risultato con Maicon e Milito. San Siro era in estasi, anche se, finita la patita, si parlò per 8 giorni di remuntada. L'impresa era nelle corde del Barcellona. Nella gara di ritorno però l'Inter fece una partita stoica, qualificandosi pur giocando gran parte della partita in 10 (espulso Tiago Motta) prendendo solo nel finale il gol di Piqué.

Il tabellino

MARCATORI: Pedro (B) 19' pt; Sneijder (I) 30'; Maicon (I) 3' st; Milito (I) 16' st.

INTER (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon (27' st Chivu), Lucio, Samuel, J.Zanetti; Cambiasso, T.Motta; Eto'o, Sneijder, Pandev (11' st Stankovic); D.Milito (30' st Balotelli). A disp: Orlandoni, Cordoba, Materazzi, Muntari. All.: Mourinho.

BARCELLONA (4-3-3): Valdes; Dani Alves, Pique, Puyol, Maxwell; Xavi, Busquets, Keita; Pedro, Ibrahimovic (17' st Abidal), Messi. A disp: Pinto, G.Milito, Jeffren, Y.Touré, Bojan, Henry. All.: Guardiola

ARBITRO: Benquerença (Portogallo).

Inter-Roma 1-0 (5 maggio 2010: Coppa Italia, finale)

Ufficialmente il primo titolo stagionale dei nerazzurri. Il 5 maggio, all'Olimpico, con la finale di Champions League già conquistata e con lo scudetto in tasca (mancavano due partite alla fine del campionato) l'Inter di Mourinho si presentò alla prima tappa del triplete sfidando la Roma in casa sua (eppure da calendario era campo neutro). Partita dura, tesa, fallosa, con i giallorossi, che pochi giorni prima avevano perso in casa con la Sampdoria il primato in classifica, particolarmente nervosi. Si fece male Sneijder, ci fu una polemica fra Materazzi e Mexes, ci fu il calcione di Totti a Balotelli e ci fu un unico gol: a segnarlo fu il principe Milito.

Il tabellino

MARCATORE: Milito 40'.

INTER (4-3-1-2): Julio Cesar; Maicon, Cordoba (38' pt Samuel), Materazzi, Chivu; J.Zanetti, Cambiasso, T.Motta; Sneijder (5' pt Balotelli; 46' st Muntari); Eto'o, Milito. A disp: Toldo, Mariga, Stankovic, Pandev. All.: Mourinho

ROMA (4-2-3-1): Julio Sergio; Burdisso (1' st Motta), Mexes, Juan, Riise; Pizarro (1' st Totti), De Rossi; Taddei, Perrotta, Vucinic; Toni (18' st Menez). A disp: Lobont, Andreolli, Brighi, Baptista. All.: Ranieri.

ARBITRO: Rizzoli.

Siena-Inter 0-1 (16 maggio 2010: Serie A, 38esima giornata)

Quella di Siena può esser considerata la seconda finale sul percorso del triplete. L'Inter, dopo aver rischiato di perdere lo scudetto e aver riconquistato la vetta della classifica solo a tre giornate dalla fine, non poteva sbagliare. In caso di pareggio il sogno scudetto sarebbe sfumato. C'era tensione, ma fu il solito Milito a segnare l'unico gol della gara quando la situazione sembrava complicarsi. Nella ripresa la squadra di Mourinho, come spesso accadeva, gestì la partita basandosi sulla forza della propria difesa. Quello il quinto scudetto di fila conquistato dai nerazzurri.

Il tabellino

MARCATORE: 57’ Milito

SIENA (4-1-4-1): Curci; Rosi, Terzi, Cribari (46’ Brandao), Del Grosso; Codrea (81’ Reginaldo); Ghezzal, Vergassola, Ekdal, Jajalo; Maccarone (54’ Calaiò). A disp: Ivanov, Malagò, Tziolis, Jarolim. All: Malesani 

INTER (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, Materazzi, Samuel, Zanetti; Thiago Motta (54’ Pandev), Cambiasso; Balotelli (59’ Stankovic), Sneijder (73’ Chivu), Eto'o; Milito. A disp: Toldo, Lucio, Muntari, Mariga. All: José Mourinho

ARBITRO: Morganti

Champions League, la finale di Madrid: 22 maggio 2010, Inter-Bayern Monaco 2-0

Una partita attesa lunghi 45 anni. L'ultima Champions League vinta dall'Inter risaliva al 1965. Quell'anno i nerazzurri si imposero per 1-0 in finale contro il Benfica con il gol di Jair. Successivamente solo altre due volte i milanesi riuscirono ad arrivare all'ultimo atto, venendo però sconfitti (1967 dal Celtic e 1972 dall'Ajax). Il percorso durante la Champions League di quell'anno, fra l'altro, era stato particolarmente faticoso: qualificazione agli ottavi conquistata solo all'ultima giornata del girone, poi la vittoria con il Chelsea di Ancelotti (2-1 in casa, 0-1 a Londra), i due 1-0 rifilati al CSKA di Mosca ai quarti e il dopio confronto con il Barcellona, con la qualificazione giunta al termine di una gara epica al Camp Nou. La finale, a Madrid (il 22 maggio 2010), metteva di fronte l'Inter al Bayern Monaco. Curiosamente anche i bavaresi erano a caccia del loro primo Triplete (avevano già vinto campionato e coppa nazionale). L'allenatore dei biancorossi Van Gaal schierò la squadra con il 4-4-1-1, con Müller dietro all'unica punta Olić. Klose, con il quale il tecnico non aveva un buon rapporto, cominciò la gara dalla panchina. Vista l'assenza di Ribery (squalificato) Van Gaal schierò a destra Robben e a sinistra Altıntop. La formazione di Mourinho era la miglore possibile con Eto'o a destra, Sneijder al centro e Pandev a sinistra dietro all'unica punta Milito.

La prima vera occasione la creò Sneijder, direttamente su punizione, con parata incerta di Butt. Al 35', su lancio lungo di Júlio César, Milito scambiò il pallone con Sneijder prima di trafiggere Butt e portare l'Inter in vantaggio. Il triplete per l'Inter era sempre più concreto. Nel secondo tempo occasione anche per Müller, ma Julio Cesar riuscì a bloccare in due tempi. Al 65' ci provò Robben con un tiro a giro che il portiere dell'Inter respinse in angolo. Al 70' il raddoppio: Eto'o pescò Milito fuori dall'area, che eluse l'intervento di Van Buyten con una finta e calciò di destro mandando il pallone all'angolino basso alla sinistra di Butt. 2-0, dop 45 anni dall'ultima volta i nerazzurri sono sul tetto d'Europa. È triplete Inter!

Il tabellino

MARCATORE: Milito al 35' p.t. e al 25' s.t.

BAYERN MONACO (4-4-1-1): Butt; Lahm, Van Buyten, Demichelis, Badstuber; Robben, Van Bommel, Schweinsteiger, Altintop (dal 18’ s.t. Klose); Muller; Olic (dal 38’ s.t. Gomez). A disp.: Rensing, Contento, Gorlitz, Pranjic, Tymoshchuk). All. Van Gaal.

INTER (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Chivu (dal 23’ s.t.Stankovic); Zanetti, Cambiasso; Eto’o, Sneijder, Pandev (dal 33’ s.t. Muntari); Milito (dal 46’ s.t. Materazzi). A disp.: Toldo, Cordoba, Mariga, Balotelli). All. Mourinho.

ARBITRO: Webb (Ing).

La parola 'fine': il pianto di Materazzi e l'addio di Mourinho

Al termine della partita, in piena sbornia dovuta ai festeggiamenti, il tecnico José Mourinho annunciò il proprio addio. Anche se non in maniera ufficiale:

Probabilmente andrò via, o almeno è più probabile che io vada via rispetto all'eventualità che io resti.

Era insofferente in Italia, il suo addio era già nell'aria da un po'. Non amava le polemiche, si sentiva circondato. Da un anno che parlava del rumore dei nemici (fu lui a definirlo così): tante, troppe, chiacchiere su di lui. Voleva nuovi stimoli, voleva vincere la Champions League con tre squadre diverse (per ora da allenatore non ci è mai riuscito nessun allenatore). Eppure quelle dichiarazioni nascondevano un'altra verità.

Di fatto era già in trattativa con il Real Madrid, al punto che, uscendo dallo stadio, Mourinho fu prelevato da una macchina mandata direttamente da Florentino Perez, presidente dei madrileni. Proprio mentre lasciava l'impianto, però, Mourinho vedendo Materazzi appoggiato a un muro, fece fermare l'automobile e scese per un ultimo saluto. Il portoghese aveva inserito Materazzi in pieno recupero per regalargli la soddisfazione di giocare la finale. Segno evidente di un grande rapporto. Fra i due ci fu un forte abbraccio, con le lacrime di entrambi. Poi però Mou si staccò e tornò in macchina, prima di dire definitivamente addio all'Inter. La gioia che aveva regalato ai tifosi era troppo intensa per avercela con lui. Quella gioia i tifosi dell'Inter l'avevano aspettata per 45 anni. E l'orgoglio di quella serata durerà in eterno.

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