Milan, Mirabelli sulla proprietà di Yonghong Li: "Mistero anche per me"

L'ex dirigente rossonero non ha nascosto la propria sorpresa sulla fine anticipata della gestione cinese. E su Gattuso: "È sottovalutato, uno dei più bravi al mondo".

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L'avventura di Massimiliano Mirabelli al Milan è durata poco più di un anno, 15 mesi per la precisione che, vissuti intensamente come sono stati, possono sembrare un'eternità, ma nella storia del club rappresentano l'espace d'un matin, che i tifosi però vorrebbero rimuovere al più presto.

Chiamato a guidare la società rossonera insieme a Marco Fassone nell'aprile 2017 dalla proprietà cinese facente capo a Yonghong Li, Mirabelli ha fatto quello che ha potuto insieme al collega, rimanendo poi coinvolto nel "naufragio" societario che ha portato al passaggio delle quote  al fondo Elliott.

Da allora l'ex direttore sportivo rossonero aveva evitato le luci della ribalta. È tornato ora a parlare al "Processo" su 7Gold e lo ha fatto a ruota libera: dalla gestione cinese a Gattuso, da Bonucci a Donnarumma.

MilanGetty Images
Mirabelli e Fassone, dirigenti del Milan nella gestione cinese

Milan, Mirabelli e Yonghong Li: "Un mistero anche per me"

Yonghong Li è stato il proprietario più misterioso e sfuggente nella storia del Milan - di cui ha detenuto le quote dall'aprile 2017 al luglio 2018 - un personaggio di cui tuttora si sa pochissimo. Lo conferma Mirabelli stesso:

C'era un amministratore delegato che aveva rapporti diretti con la proprietà, ma avevamo una proprietà completamente assente nella comunicazione. Per il resto mi chiedo le stesse cose che si chiedono tutti: onestamente ha sorpreso anche tutti noi che il Milan sia stato acquistato per così poco tempo e poi lasciato. In ogni caso i problemi con l'UEFA riguardavano infrazioni commesse nel triennio precedente al nostro arrivo. Comunque il Milan ha una società solida e non avrà problemi

Gattuso e Reina

Mirabelli poi ha rivendicato quelli che ritiene i suoi successi, con la scelta di Rino Gattuso in primis:

Ho creduto in lui. Nel mondo Milan era visto solo come grinta e forza, ma come allenatore è innovativo, ha capacità e competenze. Per me è sottovalutato, è uno dei più bravi al mondo. Il Milan gioca un calcio bellissimo. Lui ha cambiato il Milan da cima a fondo, ha fatto non bene, benissimo. Sa entrare in ogni ragazzo, sa insegnare calcio e tenere una squadra

GattusoGetty Images

La scommessa Reina, con un Donnarumma in squadra poteva rivelarsi rischiosa, ma Mirabelli ci ha creduto lo stesso:

Reina è un'opportunità che abbiamo colto. Per Donnarumma c'era sia l'eventualità di cederlo che di trattenerlo. Lo spagnolo ha qualità straordinarie sia come calciatore ma anche come uomo spogliatoio e noi avevamo bisogno di un giocatore di questa esperienza, indipendentemente che fosse titolare o che giocasse poco.

Le delusioni

Mirabelli poi ha confessato delusioni e rimpianti. A posteriori, unire i fratelli Donnarumma non fu la decisione giusta, mentre al momento di scegliere Bonucci si sarebbe aspettato una fine diversa:

Non mi aspettavo che restasse solo un anno: abbiamo fatto quello che abbiamo fatto perché pensavamo che chiudesse la carriera al Milan.

Leonardo BonucciGetty Images

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