The Wrestler - Stone Cold Steve Austin, l'uomo che ha salvato la WWE

Il lottatore texano è senza dubbio il wrestler più "redditizio" della storia della federazione e la sua presenza fu fondamentale per mantenere distanza dalle compagnie concorrenti.

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Quando si parla della World Wrestling Entertainment, ci si riferisce all’azienda dominante nel mondo del wrestling. La compagnia con sede a Stamford è ormai da molto tempo leader nel settore dello sport-intrattenimento, avendo affermato il suo predominio nel corso degli anni sia da un punto di vista mediatico che economico.

Ma come è ovvio che sia, la WWE non è stata sempre la multinazionale che è ora e per alcuni tratti della sua storia ha anche rischiato di essere surclassata dalla sua concorrenza. Il pericolo maggiore arrivò nella seconda metà degli anni ’90, quando la rivale WCW era a un passo dall’essere considerata la più importante federazione al mondo. In quel periodo però, fra le tantissime stelle presenti, nella compagnia esplose la figura dell’uomo che stravolse il mondo del wrestling: Stone Cold Steve Austin.

Il lottatore texano è stato uno dei profili fondamentali (e forse il più noto) della famosa Attitude Era in casa WWE. In particolare la sua storica rivalità con il patron della compagnia Vince McMahon fu la svolta dal punto di vista qualitativo per la compagnia di Stamford, che concentrando il prodotto attorno a questi due nomi riuscì a battere la concorrenza della WCW e a imporsi come la più grande federazione di wrestling al mondo.

WWE, la storia di Stone Cold Steve Austin

La strada che ha portato Stone Cold Steve Austin (vero nome Steve Williams) in WWE è stata molto lunga e particolare. Dopo essersi messo in mostra nelle federazioni indipendenti, passò in WCW nel 1991 dove rimase per 1995 lottando con lo pseudonimo di “Stunning” Steve Austin. La sua carriera ad Atlanta fu buona, in particolare l’esperienza nel tag team formato da lui e Brian Pillman chiamato “Hollywood Blondes” ma il vicepresidente della compagnia Eric Bishoff lo licenziò ritenendolo un personaggio “poco vendibile”.

Il suo ex manager Paul Heyman, allora proprietario della ECW, lo portò nella sua federazione dove Austin lottò solamente 2 match (entrambi persi). Ma la sua esperienza nella compagnia estrema fu fondamentale per la nascita del personaggio che lo avrebbe reso famoso, dato che Stone Cold si fece notare con dei promo in cui aveva carta bianca su cosa dire e chi attaccare: la sua energia e il suo carisma mentre criticava la sua vecchia federazione, definendola il posto dove “I ragazzoni giocano fra di loro”, rappresenta la scintilla che darà poi vita alla sua gimmick in WWE.

L’approdo a Stamford arriverà nel 1995 e la sua prima esperienza con in nome Ringmaster accanto al leggendario Ted DiBiase non fu positiva. Per questo motivo arriverà il cambio di attitudine che cambierà per sempre la sua carriera e il volto della WWE: nasce così Stone Cold Steve Austin, il lottatore più popolare della storia della federazione.

Il wrestler più redditizio di sempre

La carriera di Stone Cold Steve Austin in WWE è semplicemente leggendaria pur essendo durata soltanto 8 anni. Dal 1995 fino al 2003, anno in cui lotterà il suo ultimo match ufficiale a Wrestlemania 19 contro lo storico rivale The Rock, il texano ha conquistato il titolo mondiale per 6 volte, vinto ben 3 edizioni della Royal Rumble (record tutt’ora imbattuto) e partecipato a 3 main event di Wrestlemania vincendoli tutti. Eppure i numeri del lottatore impallidiscono di fronte alla sua importanza storica per la federazione e il prodotto stesso.

Nella seconda metà degli anni ‘90, la WCW stava mettendo in seria difficoltà la compagnia di Stamford dal punto di vista degli ascolti anche grazie alla presenza dell’NWO che si trasformò in una figura di culto per gli appassionati del wrestling. Il controsorpasso nei ratings per la WWE arriverà all’inizio del 1999 ma la svolta partirà da prima grazie, neanche a dirlo, a Steve Austin. Con l’addio di Bret Hart, la federazione scelse lui e Shawn Michaels come figure di punta e Stone Cold iniziò nel 1997 una faida pressoché infinita con il patron Vince McMahon che da quell’anno diventerà un personaggio importante anche di fronte le telecamere.

L’eterna lotta fra Austin e McMahon sarà il fulcro attorno a cui si costruiranno le fortune della WWE negli anni a venire: i segmenti con Stone Cold protagonista erano imperdibili (semplici match oppure momenti in cui gettava l’intero show nel caos distruggendo qualcosa) e tutti adoravano il suo personaggio che è a tutti gli effetti il miglior esempio di anti-eroe nella storia del wrestling. Sono in molti a sostenere che senza la sua presenza, la WCW avrebbe continuato a regnare incontrastata negli ascolti e forse (magari senza i molti errori di gestione della compagnia di Atlanta) rilevare la WWE in cima alla montagna.

Gli esempi di questo successo sono innumerevoli ma forse quello più clamoroso arriverà il 28 giugno del 1999, a RAW. Austin sfiderà The Undertaker nel main event per il titolo WWF (vincendolo) e l’incontro fra le due stelle diventerà il segmento più visto della storia della compagnia con uno rating del 9.5 e circa 11 milioni di spettatori davanti allo schermo. Per dare una stima, attualmente RAW conta circa 2,5/3 milioni di spettatori ogni settimana. Un risultato mostruoso che è la prova che The Rattlesnake è davvero “Il lottatore più redditizio della storia”.

Austin 3:16

Prima dell’avvento dell’epoca di Stone Cold Steve Austin, l’unica figura a lui paragonabile era quella di Hulk Hogan: la cosiddetta “Hulkamania” diventò un fenomeno di costume che coinvolse i fan, la compagnia e anche altri media trasversalmente. L’Immortale era un supereroe che rappresentava la WWE e la sua presenza in altri programmi, di suoi giocattoli sugli scaffali dei negozi di giocattoli e la vendita del suo merchandising lo resero qualcosa di più di un semplice lottatore.

Incredibilmente, Austin spazzò via qualsiasi parametro sin dalla sua esplosione. Il leggendario promo dopo la vittoria del torneo King of The Ring del 1996 è considerato l’inizio dell’Attitude era e il vero boom del suo personaggio: l’iconica frase “Austin 3:16” diventò uno degli slogan più famosi di sempre, venendo citato innumerevoli volte e facendo anche le fortune della federazione: pare che nel 1999 la vendita delle sue magliette (era impossibile trovare un evento di wrestling senza qualcuno con una t-shirt del texano) fruttò circa 14 milioni di dollari alla WWE.

Altra dimostrazione di quanto Vince McMahon creda nel drawing power di Stone Cold è la sua scelta di renderlo l'arbitro speciale della celebre "Battaglia dei miliardari" di Wrestlemania 23 fra lui e l'attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Match lottato da 2 lottatori scelti dagli imprenditori e terminato, neanche a dirlo, con Steve Austin che colpisce entrambi.

Donald Trump,Steve Austin e Vince McMahonGetty

Austin è uno dei pochi lottatori che non è mai uscito dal suo ritiro una volta abbandonato il ring, eppure le sue sporadiche presenze negli show WWE sono ancora capaci di far impazzire i fans che non lo hanno mai dimenticato. Tutt’ora si sentono spettatori live intonare il suo famoso “What” durante i promo a 15 anni dal suo addio e nonostante Stone Cold ora sia ben lontano dal prodotto (con qualche tentativo non esattamente riuscito nel mondo del cinema o della TV), non c’è arena che non esploda quando in uno show della WWE si sente un rumore di vetri rotti che precede la sua musica d’entrata.

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