Il retroscena sull'addio di Zidane: "colpa" della rovesciata di Bale

La doppietta del gallese nella finale della scorsa Champions League avrebbe messo in moto una catena di eventi che ha portato alla crisi attuale delle merengues.

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26 maggio 2018, Stadio Olimpico di Kiev, 64esimo minuto di gioco della finale di Champions League tra Real Madrid e Liverpool: sul punteggio di 1-1 gli spagnoli avanzano con Marcelo, che mette in mezzo un pallone che Gareth Bale, entrato da appena tre minuti, scaraventa in rete con una spettacolare rovesciata che non lascia scampo a Karius.

È il gol che decide la finale della Champions League 2017/2018 e vale il terzo trionfo consecutivo per il Real Madrid, ma è anche il momento in cui una squadra che sembrava imbattibile comincia a sgretolarsi, perdendo un tecnico, il francese Zinedine Zidane, che nei mesi successivi si rivelerà insostituibile: prive dell'allenatore e del campione che ha segnato la recente epoca di successi, Cristiano Ronaldo, le merengues si trovano così a vivere l'attuale momento di crisi.

Questa è la ricostruzione che emerge dopo quanto raccontato in questi giorni da numerosi media spagnoli, che fanno risalire l'inizio del complicato momento che il Real Madrid sta attualmente vivendo - 4 gare senza vittorie e senza gol - a quegli attimi immediatamente successivi allo spettacolare gol di Gareth Bale. È proprio quella rovesciata a far fare marcia indietro a Florentino Perez, che aveva promesso la cessione del gallese a Zinedine Zidane, portando quest'ultimo a presentare le dimissioni pochi giorni dopo il trionfo di Kiev.

Gareth Bale con una spettacolare rovesciata porta in vantaggio il Real Madrid contro il LiverpoolGetty Images

L'addio di Zinedine Zidane? Colpa della rovesciata di Bale

Sarebbe stato proprio questo il motivo per cui  Zidane ha abbandonato il club che aveva portato a conquistare tre edizioni consecutive della Champions League: mai del tutto convinto della bontà delle qualità di Bale, che aveva spesso relegato al ruolo di riserva di lusso, il francese aveva delineato insieme a Perez una strategia di calciomercato che avrebbe portato alla cessione del gallese al Manchester United e all'arrivo al suo posto di uno tra Harry Kane, Eden Hazard e Kylian Mbappé.

La mossa avrebbe accontentato tutti: Zidane si sarebbe 'disfatto' di un calciatore per lui poco funzionale per avere al suo posto una stella capace di sostituire Cristiano Ronaldo - il cui addio era ormai già noto - mentre Bale sarebbe tornato in Inghilterra da stella conclamata e comunque in una delle squadre più importanti al mondo. A cambiare un futuro che sembrava già scritto due gol in finale di Champions League, due gol determinanti di cui uno, il primo, di una bellezza tale da convincere Perez che addirittura il gallese fosse "più forte di Ronaldo".

Gareth Bale, Real Madrid, bacia la Champions LeagueGetty Images

Ed ecco così la conferma di Gareth Bale, pronto ad andarsene in caso di permanenza di Zidane, e il conseguente addio del tecnico francese, apparso in disaccordo anche su altre operazioni di calciomercato ma principalmente ferito dal dietro-front di Perez, interpretato come il ridimensionamento del lavoro di un allenatore bravo a risollevare una squadra a suo tempo in crisi e portarla poi ripetutamente sul trono d'Europa.

L'arrivo di Lopetegui, il mancato arrivo invece di un sostituto di Cristiano Ronaldo - con la convinzione che questo fosse proprio Bale - sono storia recente così come la crisi di risultati, gioco e personalità di una squadra che non sembra neanche lontana parente di quella capace di dominare la Champions League.

E mentre il club si scontra con Bale, accusato di anteporre i propri interessi personali a quelli della squadra rispondendo alla convocazione in Nazionale nonostante condizioni fisiche non ottimali, nelle alte sfere dirigenziali deve crescere non poco il rammarico per quella decisione presa nella notte di Kiev da Florentino Perez, quella mancata cessione che forse avrebbe portato a ben altra situazione oggi. 

Il momento estremamente negativo delle merengues, fino a pochi mesi fa abituate a stendere qualsiasi avversario e oggi incapaci di segnare anche un singolo gol in ben sei ore di gioco, ha dunque davvero avuto inizio da quella notte di Kiev, da quel trionfo che ha fatto storia, da quella splendida rovesciata. Storie e paradossi di un mondo, quello del calcio, che non smette mai di stupire.

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