MotoGP, Jorge Lorenzo: "Devo ringraziare Marquez se vado in Honda"

Jorge Lorenzo e Marc Marquez ancora muro contro muro dopo l'incidente di MotoGP ad Aragon. Ma in Thailandia il pilota Ducati comincia a fare dietrofront.

Jorge Lorenzo pilota MotoGP al Buriram Getty Images

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La caduta di Jorge Lorenzo ad Aragon, condizionata (o causata?) dal sorpasso di Marc Marquez, ha avuto ripercussioni fino in Thailandia, con il pilota Ducati presentatosi nel paddock in stampelle. La malasorte ha voluto metterci lo zampino, un guasto tecnico alla GP18 ha provocato un highside da paura che l'ha costretto ad accertamenti ospedalieri prima di dover dare forfait. Tre vittorie e tre cadute in questo finale di stagione in Ducati, prima di saltare in sella alla Honda nel primo test MotoGP a Valencia di novembre, dove andrà ad affiancarsi al campione di Cervera con cui ha ricamato un botta e risposta a distanza. Jorge ha preteso pubblicamente scuse dopo la partenza al MotorLand, una telefonata tra i due ha sbollito gli animi, ma ognuno è rimasto sulla sua posizione. Il Cabroncito ha persino affermato di essere disposto a ripetere quella manovra, certo di non aver commesso nessun fallo, una filosofia di pensiero che non va giù a Lorenzo.

Dopo tre vittorie storiche con la Desmosedici la dea bendata sembra aver girato lo sguardo. La caduta di San Marino, l'incidente di Aragon, il terribile fuoripista al Buriram hanno messo a dura prova il self control di Jorge Lorenzo, che ha stretto i denti per tornare in pista nel primo giorno di libere in Thailandia, prima di dover alzare bandiera bianca. La scia di polemiche è andata avanti da parte del maiorchino, che sui social ha ricostruito passo dopo passo, scatto dopo scatto, il sorpasso a suo dire pericoloso di Marc, con papà Chico Lorenzo pronto a dare manforte al figlio. Dal box Honda nessuna dichiarazione ufficiale, con il team manager Alberto Puig che ha mostrato un mascherato disinteressamento alla questione. Ma la diatriba tra i due connazionali non accennava a diminuire neppure a distanza di due settimane.

Jorge vuole mettere i piedi in Honda con lo status quo di chi non vuole essere il secondo attore, ma non può nascondere una certa gratitudine a Marquez. Prima del Mugello ha vissuto con il timore di non avere una moto competitiva per la stagione 2019 di MotoGP, l'unica soluzione disponibile sembrava essere la Yamaha satellite. Non era la miglior soluzione per un pluricampione del suo calibro, con un ingaggio non certamente da pilota ufficiale, con la Ducati sempre più propensa ad affidarsi alla soluzione low cost Danilo Petrucci. Fino a quando non si è aperto uno spiraglio in sella alla RC213V, avvenuto con il beneplacito di Marc. Un suo rifiuto avrebbe spinto la Honda a scegliere un giovane talento arrembante della Moto2, ma neppure stavolta ha avuto timore di mettersi in gioco con una sfida che ha già il sapore mitologico.

L'incidente di MotoGP tra Marquez e LorenzoGetty Images

MotoGP, Lorenzo in Honda con il beneplacito di Marquez

La telefonata nel lunedì post Aragon ha dimostrato la diplomazia del sei volte iridato (quasi sette), ma ha anche messo in evidenza una certa ostinazione, una supremazia psicologica e sportiva di chi è consapevole di essere attualmente il migliore. Perché in quella chiamata si è voluto accertare delle condizioni fisiche del rivale, senza però chiedere scusa.

Ha la sua ricostruzione dei fatti e io la mia. Ma chiunque è salito su una moto al Motorland sa che il punto in cui ha frenato Marc è stato incompatibile con l'affrontare quella curva - ha dichiarato Jorge Lorenzo a Motorsport.com -. Voleva evitare a tutti i costi che io arrivassi per primo, ecco perché è entrato in quel modo...  Pensavo che Marc sarebbe cambiato a 25 anni. È vero che sta cadendo meno rispetto all'anno scorso, ma abbiamo visto tutti cosa è successo in Argentina e poi ad Aragon. Ogni tanto spegne il cervello.

D'altro canto il fenomeno di Cervera non ha opposto obiezioni alla sua firma per il prossimo biennio MotoGP. Viceversa avrebbe trovato le porte sbarrate in HRC e su questo non può che ringraziarlo.

Significa che ha una grande fiducia in se stesso e non vuole mostrare alcuna debolezza. Se ho firmato con la Honda lo devo a Márquez e lo ringrazio molto, perché in quel momento ero in una situazione complicata... Volevo continuare a correre, quindi avrei scelto l'altra possibilità che si era aperta (Yamaha SIC Petronas). Mi sentivo meglio che mai e sarebbe stato un peccato dire addio in quel modo.

Il suo ingaggio da parte della Honda è un evidente segno della volontà da parte della casa nipponica a voler migliorare la moto, scoprire nuove strade per proseguire ulteriormente lo sviluppo, oltre a poter contare su alcuni dati a disposizione del maiorchino riguardanti la Ducati. La nuova avventura inizierà al Ricardo Tormo di Valencia il prossimo 20 e 21 novembre.

È chiaro che le indicazioni che posso dare alla Honda saranno importanti per migliorare la grande moto di cui dispone già. Di certo sarà uno shock la prima volta che salirò sulla moto, basta vedere la differenza di dimensioni. La Honda è molto piccola, ma avrà sicuramente i suoi punti forti ed i suoi punti deboli.

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