Perché Pablo Escobar non uccise Ricardo Gareca

Jhon Jairo Velazquez ha rivelato che il narcotrafficante colombiano aveva in mente di uccidere l'attuale ct del Perù ai tempi in cui giocava con l'America de Cali.

Ricardo Gareca, commissario tecnico del Perù, era tra gli obiettivi di Pablo Escobar Getty Images

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Da quattro anni il nome di Ricardo Gareca è legato alla panchina del Perù. L'ex attaccante argentino guida la Blanquirroja dal 2015 e ha condotto la selezione nei Mondiali di Russia. Nel passato da calciatore del 60enne di Tapiales c'è però un'inquietante ombra legata alla figura di Pablo Escobar ed emersa nelle ultime ore.

A legare uno dei narcotrafficanti più ricchi e violenti di sempre e Gareca è un retroscena raccontato da Jhon Jairo Velazquez, killer sanguinario che ha lavorato per conto di Escobar negli anni '80 ed è conosciuto come Popeye nell'ambito della malavita sudamericana. In un'intervista rilasciata al peruviano Diario Popular, Velazquez ha rivelato che Gareca era entrato nel mirino del pezzo grosso del Cartello di Medellin.

Ovvero Escobar, considerato il re della cocaina oltre che criminale più ricco della storia con un patrimonio stimato di oltre 40 miliardi di dollari. Proprio la guerra tra il Cartello di Medellin e quello di Cali è l'anello di congiunzione Escobar e Gareca. L'argentino giocava nell'America de Cali quando, il 13 gennaio 1988, un'autobomba piazzata da uomini legati al Cartello di Cali esplose davanti all'abitazione di Escobar, provocando la morte di due persone. A spiegare i piani di Escobar è stato Velasquez:

Pablo Escobar aveva in mente di uccidere tutti i giocatori dell'America de Cali, ma l'amore per il calcio di Escobar salvò Ricardo Gareca e gli altri calciatori. Ha anche rapito calciatori del Cali per vendicare quanto fatto dai fratelli Rodriguez, leader del Cartello di Cali. Loro non collaborarono, così il Cartello di Medellin uccise la famiglia di Pedro Sarmiento, ex calciatore e oggi commentatore televisivo.

John Jairo Velasquez, braccio destro di Pablo Escobar James Breeden
John Jairo Velasquez, braccio destro di Pablo Escobar conosciuto come Popeye

Pablo Escobar voleva uccidere Ricardo Gareca: l'argentino fu salvato dall'amore per il calcio

Nel corso della sua intervista Velasquez ha anche spiegato che i cartelli della droga hanno danneggiato il calcio in Colombia, aggiungendo che Escobar aveva il controllo dell'Independiente di Medellin mentre il suo socio Gonzalo Rodriguez Gacha si occupava dei Millionarios. A frenare però l'intenzione di uno dei più noti narcos di tutti i tempi di mettere una bomba nella sede dell'America de Cali fu proprio la passione per lo sport.

Gareca era sempre nel mirino di Escobar, ma lui non diede mai l'ordine ai suoi sicari di raggiungerlo e colpirlo.

Pablo Escobar, il re della cocaina arrestato nel 1993Getty Images
Pablo Escobar, il re della cocaina arrestato 25 anni fa

Cronache che risalgono al 1988, cinque anni prima che Escobar venise arrestato. Se a Gareca non è toccata una fine drammatica, lo stesso non si può dire dell'arbitro Alvaro Ortega. Il suo caso risale al 1989. L'uomo fu trovato senza vita il 15 novembre 1989, ma quasi certamente era già morto dal 26 ottobre, giorno in cui aveva diretto la sfida tra America de Cali e Independiente de Medellin, annullando una rete agli ospiti, club vicino a Escobar. Ortega fu ammazzato da un sicario nella notte sulla via del ritorno a casa e nel 2009, a 20 anni dal crimine ormai in prescrizione, il procuratore di Medellín ha archiviato l'inchiesta.

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