UFC, 5 motivi per cui Khabib ha perso la testa contro McGregor

Un lungo climax ascendente di tensioni, forzature, provocazioni ha rovinato UFC 229.

137 condivisioni 0 commenti

di

Share

UFC 229 rischia di passare alla storia di una delle maggiori promotion di MMA del pianeta come un dies infaustus. La vittoria di Khabib Nurmagomedov sull'iconico Conor McGregor è stata oscurata dalla maxi-rissa finale. 

Le immagini della sfuriata furibonda del vincitore e del suo team hanno fatto il giro del mondo in poche ore e hanno fatto discutere fan e addetti ai lavori. 

Le radici del comportamento di Nurmagomedov, poi stigmatizzato dallo stesso protagonista in conferenza stampa, sono profonde, legate ad una serie di episodi precedenti e di un climax ascendente di tensione, provocazioni e trash-talking. Una vera e propria faida, qui sotto spiegata bene. 

Uno dei concitati momenti alla fine del match tra Khabib e McGregorGetty Images
Uno dei concitati momenti alla fine del match tra Khabib e McGregor

UFC, quella di Nurmagomedov contro McGregor è stata una faida

Una faida vera e propria, dicevamo: lo staff di Khabib, soprattutto la parte proveniente dal Daghestan, l'ha vissuta e interpretata come un fatto personale, profondo. Andando oltre, leggi svilendo, la stessa immagine che il campione imbattuto dei pesi leggeri ha pazientemente costruito negli anni. La sua retorica da anti-divo si è infranta in pochi, concitati minuti di altissima tensione.

Pericolosi, furiosi, lontani dalle logiche stesse delle MMA,dove la violenza è profondamente codificatain una serie di regole rigide proprio per incanalarla nello sport e non lasciarla sgorgare selvaggia. Le continue provocazioni di McGregor hanno messo a nudo e in tensione una serie di concetti machisti e ancestrali, tra cui onore, famiglia, clan. Di fatto il risultato è stato uno solo: Khabib e il suo team hanno perso la testa. Ripercorriamo le 5 tappe di una vera e propria discesa verso il basso.

1) McGregor ha perso i suoi titoli in UFC

In qualche modo la stortura è nata dall'esperienza sportiva di Conor McGregor. Istrionico, provocatore, dallo stile inconfondibile, McGregor è considerato, probabilmente a ragione, uno dei motivi del crescente interesse per le MMA a livello mondiale. Le sue provocazioni pre-match, il suo sinistro letale ne hanno fatto una specie di icona. C'è McGregor sulle copertine dei videogiochi UFC, c'è McGregor sulle locandine e nelle pubblicità. Eppure non combatte in UFC dal novembre 2016 (UFC 205 al Madison Square Garden), quando ha finalizzato Alvarez e di fatto per primo ha unito due cinture, entrando nella leggenda delle MMA.

L'incontro-evento con Mayweather, sul ring della boxe, da un lato ha innalzato ulteriormente la fama di "Notorious", d'altro canto ha costretto l'UFC, che spesso lo ha"coccolato", di fronte alla pressione del resto dei fighter, a togliergli i titoli e a metterli in palio. Scatenando la reazione indignata di McGregor, soprattutto a mezzo social. Anche in maniera ironica (a dire il vero, quasi mai. Non è un maestro di fioretto, diciamo...). 

2) McGregor ha effettuato un vero e proprio raid contro un pullman UFC (per attaccare Khabib)

La tensione si va poi a coagulare in momento altrettanto iconico. Insieme ad un gruppo di amici e compagni, McGregor ha assaltato il bus su cui viaggiavano Khabib, l'obiettivo dell'attacco, ed altri atleti, impegnati nel taglio del peso prima di UFC 223, in un momento particolarmente delicato a livello psico-fisico. Le immagini di quello che è stato un gravissimo raid punitivo (McGregor ha lanciato una transenna contro il pullman, ferendo tre atleti e costringendo l'UFC a cancellare alcuni incontri) sono state utilizzate dalla promotion per pubblicizzare il match di sabato scorso, divenendo tristemente famose. Tutto nasce ore prima: Artem Lobov, il principale sparring partner e compagno di allenamento di McGregor, si era ritrovato faccia a faccia con Khabib in albergo. Non era andata benissimo:

Tensione alle stelle, che ha di fatto convinto McGregor che fosse il caso di intervenire con la mano pesante, sfruttando i pass di alcuni suoi sodali per introdursi di nascosto nel parcheggio dell'albergo e inscenare l'imboscata. La vicenda ha avuto risvolti giudiziari: McGregor ha ottenuto un patteggiamento con la corte di Brooklyn per evitare il carcere. L'irlandese si è sottoposto a 5 giorni di servizi sociali e l'impegno a frequentare un corso per dominare l'ira (fino a 3 giorni di durata). Le provocazioni a mezzo stampa e social tra i due non si sono certo fermate, fino al momento culminante, la conferenza stampa prima di UFC 229.

3) La conferenza stampa tra McGregor e Khabib

Durante la presentazione alla stampa dell'incontro, McGregor e Khabib hanno avuto due stili di narrazione contrapposti. L'irlandese ha scelto la linea più vicina al suo carattere: di fatto ha trasformato il meeting con i media in un suo show personale. Ecco la sintesi della conferenza punto per punto, offesa per offesa:

  • McGregor ha etichettato Nurmagomedov come "piccolo uomo forte quando si è in tanti"
  • Ha detto che Khabib va "contro il suo stesso paese" (il patriottismo di Khabib è noto, ma fino a qui il russo ridacchiava amaro)
  • Ha descritto Khabib come un "ratto con la mascella di vetro come tutti quelli del Daghestan, me l'hanno detto i miei amici ceceni"
  • Ha sottolineato come fosse "fan-boy che comprava le sue magliette" (qui una risata d'obbligo se la sono fatta tutti)
  • Poi l'impennata: McGregor ha accusato Nurmagomedov di avere legami ed essere stato foraggiato da oligarghi russi
  • Si è piuttosto vantato della vicenda del bus ("ero a mani nude, senza armi, perché non sei sceso?")
  • Ha offerto il suo whiskey a Khabib, notoriamente un musulmano praticante, sapendo benissimo che la legge islamica vieta rigorosamente le bevande alcoliche
  • Ha finalmente fatto il nome dell'oligarca arrestato da Putin per appropriazione indebita che avrebbe pompato cash nelle palestre di Khabib, Ziyavudin Magomedov
  • Khabib a quel punto era già piuttosto arrabbiato, e senza troppe sottigliezze ha chiesto a McGregor se pensava di poter essere aiutato dall'alcol durante l'incontro, sottolineando di non aver perso neppure un round, mentre l'irlandese avrebbe "ceduto come un pollo 4 volte".
  • Dopo una breve tirata di McGregor che ringrazia il cielo di non averlo avuto davanti al bus (con chiara allusione alla bara in cui sarebbe finito Khabib), altro affondo: l'irlandese fa un altro nome, quello del dittatore ceceno Kadyrov, associandolo al padre di Nurmagomedov (definito "leccac***")
  • Khabib ricorda che il padre gli ha insegnato a non arrendersi mai e ad avere rispetto per tutti, sottilineando la sua estraneità ai gesti e alle foto del padre, "non faccio foto con nessuno, presidenti o..."
  • McGregor gli chiede se sta mancando di rispetto al suo Putin (per cui l'irlandese ha una sua personale ammirazione) sottolineando invece il patriottismo del suo clan irlandese, "bandito da re James".
  • Qui l'affondo è di Khabib: "E allora perché hai abbandonato la tua lingua? Io parlo 4 lingue, parla in irlandese, parlalo!".
  • McGregor pensa bene di finirla qui sponsorizzando il suo whiskey, tra l'altro sponsor dell'incontro, per la felicità evidente di Dana White, il boss UFC.

4) La settimana prima del combattimento

La strategia della tensione di Conor è passata anche per il netto ritardo in conferenza stampa. Khabib non lo ha aspettato: "Sto perdendo peso e non ho un ordine del giorno. Sono una persona di parola e siamo arrivati ​​al momento concordato", ha detto in conferenza. Durante il momento del peso c'è stata ulteriore frizione: McGregor ha provato ad attaccare Khabib, suggellando di fatto una lunga e contorta retorica del dualismo ad ogni costo, in ogni momento, anche fuori dal ring. L'obiettivo dell'irlandese è stato chiaro in seguito: destabilizzare Khabib, scalfire la sua aurea impenetrabile di lottatore immacolato. Il match è andato secondo i piani di "The Eagle", ma il regalo avvelenato di McGregor ha portato il russo fuori dal ring. Lo sguardo di odio di Khabib dopo aver sconfitto McGregor, che ha incontrato quello esausto e vuoto dell'irlandese, è l'icona di come le cose abbiano superato di gran lunga i confini dell'ottagono. 

5) McGregor e le cinture

In conferenza Khabib ha anche attaccato DanaWhite, accusandolo di aver protetto McGregor, permettendogli di portare ad altri eventi le citure che non dovrebbe più sfoggiare: "Mi fa male che Dana White dice McGregor ha le cinture. Quei titoli sono di Holloway e Khabib", ha sottolineato. In uno sport come le MMA l'autorità è fondativa, permettere ad un atleta di vantare titoli che ha perso (per demeriti o disinteresse) rischia di destabilizzare l'intero sistema. Sicuramente ha destabilizzato Khabib. Che dentro l'ottagono ha stravinto, fuori ha creato un precedente unico e pericoloso in UFC, esponendo le MMA a critiche ingenerose e inabissando l'intero sistema al livello di mera rissa da taverna. Con la complicità di McGregor e dell'UFC stessa. 

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.