MotoGP, Valentino Rossi-Yamaha: nessuna crisi. "Insieme fino al 2020"

Il pilota pesarese risponde alle domande dei fan londinesi radunati nello store Dainese. Il Dottore conferma la fiducia in Yamaha: fino al 2020 correrà in MotoGP.

11 condivisioni 0 commenti

di

Share

Austria, San Marino, Aragon sono state tre batoste consecutive per Yamaha e Valentino Rossi, tre Gran Premi da dimenticare e che hanno messo in evidenza tutti i difetti della M1 collegati all’elettronica e al motore, dall’accelerazione alle curve lente, dal consumo della gomma posteriore alla mancanza di accelerazione. Tre round MotoGP difficili da digerire, che hanno creato un certo scompiglio nel box di Iwata, con entrambi i piloto sfiduciati, i tecnici incapaci di dare spiegazioni, i vertici che rimandavano eventuali interrogativi alla fabbrica giapponese.

In questa atmosfera tesa e di crisi Valentino Rossi ha sfoderato tutto il suo malumore, puntato la spada contro la parte nipponica del box, quasi mettendo alla berlina l’incapacità di risolvere i problemi tecnici, mentre la concorrenza vola a gran ritmo su ogni tipo di layout. Ha quasi messo in dubbio la volontà di voler proseguire con Yamaha, pur precisando di voler rispettare il contratto fino alla scadenza naturale, ma già lasciando presagire un futuro sulle quattro ruote. Ha tirato la corda senza timore di spezzarla, autodefinendosi il “terrore dei tecnici”, chiesto una rivoluzione in stile 2004, ha pressato per avere un collaudatore degno di tale ruolo, sindacato un gruppo di ingegneri elettronici con base in Italia, preteso investimenti, messo in discussione il lavoro svolti finora in ottica 2019.

Un autentico fiume in piena, che ha fatto sobbalzare i tifosi con quella frase breve e concisa: “Difficile continuare così con Yamaha”. In Molti si sono precipitati a prevedere un divorzio anticipato con la casa di Iwata, dimenticando il forte legame professionale, collaborativo ed emotivo che lega il Dottore alla casa di Iwata, con un progetto di squadra satellite VR46 in MotoGP in fase di costruzione, con la Dorna che ha lasciato due posti vacanti per il suo eventuale ingresso. Ancor prima del raggio di sole thailandese Valentino Rossi, in diretta social da Tavullia, ha messo la situazione in chiaro in un’intervista a distanza con alcuni suoi fan collegati dallo store londinese di Dainese, rispondendo alle domande più disparate e senza sottrarsi a quelle più delicate.

MotoGP Valentino Rossi in ThailandiaGetty Images

MotoGP, Valentino Rossi risponde alle domande dei fan londinesi

La piazza preferita? Salsiccia e funghi. Il locale di Londra che più ha apprezzato durante le sue serate britanniche? Il Chinawhite, una discoteca nel centro della city che ha ospitato le più grandi celebrità internazionali. Un’altra fan ha persino chiesto di uscire insieme. Tante le domande per il campione di Tavullia, alcune molto audaci e inerenti al confronto con la leggenda MotoGP del momento, Marc Marquez.

Penso che se guardi i numeri, Marquez può battere i miei record, ma non c’è da preoccuparsi, devi pensare alla tua carriera e penso che la mia suona buona. Avrei potuto vincere più coppe del mondo, forse il più grande rimpianto è l’errore commesso a Valencia nel 2006.

A Valentino Rossi, leggenda in pista delle due ruote, icona del motociclismo mondiale che non si ferma neppure davanti ai suoi 39 anni pur di inseguire il decimo sogno, viene chiesto chi sia secondo lui il più grande fuoriclasse di tutti i tempi.

È difficile da dire. Ci sono stati molti grandi piloti nella storia. Ognuno ha le proprie idee, potrei dire Giacomo Agostini e Mike Hailwood. Ma sono cresciuto negli anni Ottanta e ammiro molto Wayne Rainey, Kevin Schwanz e Mick Doohan . Il migliore di sempre, se vogliamo guardare al numero di vittorie, sarebbe Agostini o Hailwood… Mi sarebbe piaciuto a correre contro Agostini e Hailwood, ma anche contro i grandi americani, come Schwantz e Rainey . Anche con Luca Cadalora , che era sempre molto forte.

Inevitabile una domanda sul periodo difficile della Yamaha, da 24 gare senza una vittoria, l'ultima ad Assen nel 2017.

Abbiamo lottato da molto tempo , la differenza con Honda e Ducati è abbastanza grande perché hanno lavorato molto duramente nell'ultimo periodo, dobbiamo lavorare su tutto il set della moto, in generale, ma le aree dove soffriamo di più sono il motore e il sistema elettronico, in entrambi gli aspetti Honda e Ducati sono più forti di noi ora.

I primi aggiornamenti testati ad Aragon a fine agosto non hanno soddisfatto le richieste dei piloti: mancano cavalli al motore, serve più velocità di punta, oltre ad una migliore conoscenza dalla centralina unica che possa migliorare il feeling con le gomme, ridurre l’usura della gomma posteriore e far guadagnare in accelerazione evitando lo spinning. Nonostante tutto rimarca la fiducia al Team Blue e assicura di correre in MotoGP almeno fino al 2020.

Ho già firmato un altro contratto con Yamaha per due stagioni, quindi sono sicuro di correre nel 2019 e nel 2020, quindi non cambierò. Voglio continuare fino a quando non sarò competitivo perché mi piace la sensazione che si prova dopo aver vinto una gara o il podio. Quindi voglio continuare.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.