Argentina, Sampaoli: "Messi ha sofferto tanto al Mondiale"

L'ex ct dell'albiceleste rompe il silenzio a tre mesi dalla spedizione in Russia: "Eravamo costretti a vincere, così è difficile far emergere il talento".

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A tre mesi dalla fine del Mondiale giocato in Russia, l'Argentina resta - con la Germania - la squadra che più delle altre ha deluso le aspettative. La Selección, passata alla fase a eliminazione diretta dopo un tribolato girone di qualificazione, passato per il pareggio con l'Islanda, il ko contro la Croazia e la vittoria sulla Nigeria, ha terminato i Mondiali 2018 cedendo agli ottavi di finale alla Francia, che di lì a tre settimane avrebbe festeggiato la vittoria del titolo.

L'indiziato numero uno per il fallimento dell'Argentina in Russia era ed è Jorge Sampaoli. Il commissario tecnico dell'albiceleste ha fatto parlare tanto di sé nel corso dell'edizione 2018 dei Mondiali. Prima per i tatuaggi sulle braccia, ostentati e criticati in patria, poi per gli schieramenti selezionati nelle quattro partite giocate, con le esclusioni di Higuain e Dybala. Infine per il rapporto con Lionel Messi, identificato dalla stampa come il vero allenatore in campo dell'Argentina.

Alla fine dei Mondiali 2018 le strade di Sampaoli e dell'Argentina si sono divise. L'allenatore si è preso del tempo per riflettere sul futuro lavorativo e ha deciso di abbandonare la scena mediatica. Una scelta spiegata nell'intervista rilasciata a Marca, nella quale l'ex ct dell'albiceleste è tornato a parlare dell'avventura in Russia, difendendo il suo operato:

Mi sono preso del tempo per analizzare la mia esperienza alla guida dell'Argentina. Non ho smesso di parlare di calcio o di fare vita sociale. Nessuno mi ha criticato faccia a faccia, anzi è accaduto il contrario.

Argentina, Jorge Sampaoli rompe il silenzio ai microfoni di MarcaGetty Images
Argentina, Jorge Sampaoli rompe il silenzio dopo i Mondiali di Russia 2018

Argentina, Sampaoli e il rimpianto Mondiale: "Eravamo costretti a vincere"

Le parole di Sampaoli sono quelle di chi sa di aver imparato una lezione preziosa dalla stangata ricevuta dall'Argentina in Russia. Senza un gruppo vero e coeso non si va da nessuna parte. Nemmeno se a disposizione hai un certo Lionel Messi. Secondo l'allenatore, a incidere sul percorso della nazionale è stata la pressione:

Siamo stati sotto pressione, costretti a vincere. L'abbiamo sentito. Non era più un gioco, ma un lavoro molto duro con una sola opzione possibile: diventare campioni del mondo. In Argentina c'è della follia: se non vinci, sei un perdente.

Vincere o essere dimenticati. Al bivio offerto dai Mondiali 2018, Sampaoli e i suoi hanno imboccato la seconda opzione. Lasciando la sensazione di una spaccatura tra i senatori dello spogliatoio e il commissario tecnico, comprovata anche dalle riunioni che i calciatori indicevano senza coinvolgere il loro allenatore. Che su questo aspetto ha spiegato il suo punto di vista:

Gli incontri tra i giocatori? Il problema non era questo, ma il fatto che questi incontri diventassero di dominio pubblico. Era tutto fatto per aiutare il gruppo. I calciatori dell'Argentina del 1986 si riunivano costantemente. Se ci si riunisce per trovare soluzioni in privato e poi tutto diventa noto attraverso la TV o i social, allora diventa deleterio.

Argentina, Lionel Messi e la delusione mondiale in RussiaGetty Images
Argentina, Lionel Messi icona della delusione mondiale

"Fantastico allenare Messi, ha sofferto tanto"

Nella sua intervista a Marca, Sampaoli si è soffermato anche sui singoli: non ha rinnegato la scelta di convocare Mascherano, ha spiegato di aver preferito Caballero ad Armani tra i pali per la maggiore affidabilità dimostrata nei test amichevoli prima della spedizione in Russia, motivando l'esclusione di Icardi con la necessità di avere uomini pronti a vincere subito. Un capitolo a parte lo merita però Messi. Per il numero 10 l'ex ct ha solo parole al miele:

Allenare Messi è stato fantastico: l'ho visto estremamente impegnato e coinvolto pur essendo il miglior giocatore della storia. Ha sofferto molto per non aver trionfato con l'Argentina. Voleva trascinare il gruppo verso il successo. Avere Leo in squadra ti costringe a non avere margini di errore quando si tratta di vincere.

I prossimi Mondiali sono fissati nel 2022 in Qatar. Allora Messi avrà 35 anni. Per Sampaoli, però, Leo sarà ancora in campo con l'Argentina, con l'obiettivo di vincere. Un'idea realizzabile per i valori tecnici a disposizione, spiega l'ex ct, a patto di cambiare il modo di vedere il calcio. A partire dai vertici federali.

Dovranno cambiare tante cose, su tutte l'isteria e la voglia di vincere immediatamente. Servono progetti, tempo, capacità di correggere gli errori. Spero che questo succeda. Nella mia era alla guida dell'Argentina, si parlava solo di vincere subito. Dobbiamo smetterla di pensare che se non vinci al primo colpo, sei un perdente.

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