UFC 229, Khabib dopo l'incontro con McGregor: "Ecco perché ho perso la testa"

Il russo si scusa per la rissa scoppiata al termine dell'incontro vinto contro McGregor, ma rivendica le proprie ragioni: "Perché la gente non parla di quello che ha fatto lui?".

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Nella notte italiana tra sabato 6 e domenica 7 ottobre è andato in scena uno tra gli scontri più attesi nella storia delle arti marziali miste: a UFC 229 l'imbattuto campione dei pesi leggeri Khabib Nurmagomedov ha sconfitto al quarto round per sottomissione l'irlandese Conor McGregor, a sua volta leggenda della disciplina ma incapace di arrestare il campione, che nei giorni precedenti al match si era caricato anche a causa delle pesanti parole usate dallo sfidante in conferenza stampa e rivolte tanto alla sua famiglia quanto al suo Paese e alla sua religione.

Una tensione crescente che era cominciata con il ritorno sulle scene di Conor McGregor, che era stato privato del titolo dopo essersi ritirato per due anni per dedicarsi al famoso match di boxe contro Floyd "Money" Mayweather. Al suo ritorno in UFC l'irlandese si era reso protagonista di un assalto al bus di Khabib che aveva avuto come conseguenza tensioni e feriti: l'ex-campione non aveva accettato il fatto di aver perso la cintura, e questo episodio aveva posto le basi per l'evento andato in scena nella notte tra sabato e domenica in Nevada.

Al termine dell'incontro, però, ecco il fattaccio: provocato da alcuni membri del team di McGregor, Khabib Nurmagomedov ha scavalcato la gabbia per aggredirli proprio mentre alcuni suoi compagni di squadra attaccavano contemporaneamente l'irlandese. Una rissa incredibile, un momento vergognoso di cui si è parlato in tutto il mondo e che ha fatto riflettere la commissione della UFC sulla necessità o meno di privare il campione del titolo.

Khabib Nurmagomedov al termine del Main Event di UFC 229Getty Images

UFC 229, le parole di Khabib: "Voglio cambiare questo sport"

In conferenza stampa, intervenuto dopo il presidente Dana White - che non ha escluso di revocare il titolo al russo - Khabib Nurmagomedov si è presentato chiedendo prima di tutto scusa alla commissione atletica del Nevada e poi presentando il suo personale punto di vista su quanto accaduto, un gesto per cui si dispiace ma che secondo lui viene giudicato senza considerare tutto quello che lo ha generato.

So che questo non è il mio lato migliore, sono un essere umano e non capisco come la gente possa parlare del fatto che sono saltato oltre la gabbia. E del fatto che McGregor abbia parlato della mia religione, del mio Paese, di mio padre, che sia venuto fino a Brooklyn a distruggere il nostro bus, che abbia quasi ucciso delle persone? E su questo invece? Su questa m***a? Perché la gente parla solo del fatto che sono uscito dalla gabbia? Perché le persone parlano ancora di questo? Io non capisco

Il campione russo si è poi soffermato sull'incontro, raccontando di come si sia svolto come lui stesso aveva predetto e ringraziando Dio (Alhamdulillah) per il fatto di essere ancora campione, imbattuto e indiscusso. Quasi un messaggio alla commissione che deciderà se privarlo o meno del titolo, così come il sottolineare che chiunque lo conosca sappia che non è tipo da certi atteggiamenti, generati da provocazioni davvero troppo esagerate da parte di McGregor.

Mio padre mi ha insegnato a essere sempre rispettoso, le persone con cui mi sono allenato per 7 anni, i miei amici e tutti quelli che mi conoscono sanno chi sono. L’ho detto a voi ragazzi, non solo a lui, a tutto il suo team e a lui, loro cedono facilmente. Ve lo avevo detto, se lo metti nella condizione sbagliata non può che cedere. Lo chiamano il due volte campione del mondo, in due classi di peso differenti, ma ha ceduto. E questo è il motivo per cui la cintura è qui, la cintura di indiscusso e imbattuto campione dei pesi leggeri

Si è parlato a lungo di questo combattimento, sia prima che dopo il suo svolgimento. Conor McGregor pare abbia già chiesto una rivincita, Khabib però preferisce parlare di come il mondo delle arti marziali miste sia cambiato e di come lui intenda affrontare questo fenomeno condannando le provocazioni eccessive, che forse fanno spettacolo ma che se scendono troppo nel personale possono portare a spettacoli come quello visto in Nevada.

E voglio dire un'altra cosa: i media, più che le persone, hanno cambiato le MMA. Questo è uno sport dove conta il rispetto, non il trash-talking. Voglio cambiare questo gioco. Non voglio che la gente dica m***a a proposito dell'avversario, di suo padre, della religione. Non puoi parlare di religione, non puoi parlare di un Paese, non puoi parlare di questa roba qui. Questo per me è molto importante

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