Serie A, da nuovo Buffon a scomparso: Scuffet oggi è rinato

Sempre titolare in campionato, contro la Juventus ha incassato due gol ma è risultato tra i migliori in campo. Il giovane portiere dell'Udinese ha ritrovato fiducia dopo anni di buio.

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C’è un momento in cui ti vedi il treno passare davanti. Tu, immobile, fermo, con la valigia piena di sogni. Simone Scuffet, alla stazione di Udine, ha osservato così quel convoglio che andava dritto a Madrid. Ha deciso di rimanere: la scuola, la famiglia, il desiderio di crescere ancora nel club che lo aveva fatto esordire in Serie A ad appena 17 anni. 

Era il 2014, no all’Atletico Madrid. Una scelta che in un primo momento lo condanna. Con la maglia dell’Udinese non impressiona più, va in prestito al Como. Poi il ritorno in Friuli, ma non da titolare. Oggi, a 22 anni, si è ripreso finalmente quel posto. Grazie al tecnico Velazquez, uno che fin dal primo momento ha creduto nelle sue qualità.

Oggi Simone Scuffet, classe 1996, è (di nuovo) uno dei migliori giovani della Serie A. Ha sfidato la Juventus e Cristiano Ronaldo: 2-0 per i bianconeri, ma senza le sue grandi parate il passivo sarebbe stato molto più pesante. L’esame della maturità è arrivato. In attesa di quello definitivo per il salto di qualità. E di una chiamata di Roberto Mancini per la Nazionale.

Serie A, Scuffet con la maglia dell'Udinese è tornato al topGetty Images
Serie A, Scuffet con la maglia dell'Udinese: sempre titolare in questa stagione

Serie A, Scuffet 4 anni dopo: storia di una promessa 

Il mondo del pallone è fatto anche di paragoni. Quando vedi un ragazzone che a 17 anni fa il suo esordio in Serie A, ecco il parallelismo. Simone Scuffet è il nuovo Gianluigi Buffon. Appare pesante per i giovani portieri italiani diventare grandi con un’ombra così importante. Chiedere a Gigio Donnarumma, stesso percorso.

Simone Scuffet, di Udine, cresce nelle giovanili del Donatello Calcio. Poi nel 2007 il passaggio all’Udinese. Sette anni più tardi è già in prima squadra. Il club di Pozzo è il posto ideale per crescere. Il 1° febbraio del 2014, a 17 anni, arriva l’esordio in campionato. Il portiere titolare Brkic non ce la fa, tocca a lui. Gioca, convince, finisce la stagione tra i pali.

A Udine bussa l’Atletico Madrid del Cholo Simeone, c'è una trattativa. Dalla Spagna mettono sul piatto 5,5 milioni di euro e 900mila euro all’anno per il ragazzo (contratto di 5 anni). Offerte ghiotte, eppure tutto si ferma, il ragazzo rimane in bianconero. La famiglia si oppone al trasferimento. Il treno riparte lasciando così solo un rumore alle sue spalle. 

Serie A, Scuffet nel 2014 all'esordio con l'UdineseGetty Images
Serie A, Scuffet nel 2014: il giorno del suo esordio con la maglia dell'Udinese

L’oblio

Ad Udine, con Stramaccioni allenatore, la stagione 2014 è un disastro. Il titolare diventa Karnezis, Simone gioca appena 5 volte. Ecco perché il 6 agosto del 2015 finisce in prestito al Como, in Serie B. Qui gioca, ma l’annata è sfortunata: retrocessione in Lega Pro. Ritorna all’Udinese, non si gioca mai il posto con Karnezis. Stesso discorso nella stagione 2017-2018, con l’esperto Albano Bizzarri a difendere la porta dei friulani. Poi, finalmente, la svolta.

Il duro lavoro

Con l’impegno, la voglia, il carattere, Scuffet non ha mai mollato. Velazquez gli dà la maglia da titolare nonostante l’acquisto di Juan Musso, portiere argentino arrivato dal Racing. Vero, Musso si infortuna, il fato gira dalla sua parte come nell'anno del suo esordio. E pensare che doveva andare via a titolo definitivo, in estate c’era il Catania molto interessato. Niente Serie C, ma titolare in A. Sempre titolare in campionato, ha saltato solo un match in Coppa Italia (2-1 perso contro il Benevento). Otto presenze sono già qualcosa di insperato se si pensano alle 6 della scorsa stagione (9 compresa la Coppa Italia).

Contro la Juventus ha evitato che finisse in goleada. Grandi parate utili per inchiodare il risultato “solo” sul 2-0. Ora è in Under 21, ma spera nella chiamata di Roberto Mancini. La sua rinascita è compiuta, adesso deve confermarsi. A 22 anni può diventare ancora uno dei migliori portieri italiani.

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